Stazione di posta di via Bolzoni, l’attività riprende a pieno regime

Previsto un servizio aggiuntivo di vigilanza

Palazzo Mercanti_500PIACENZA – È ripartita da oggi, giovedì 19 marzo, la piena operatività pomeridiana della “Stazione di posta” in via Bolzoni 30, centro servizi rivolto alle persone senza fissa dimora o in condizioni di grave marginalità, che qui possono usufruire non solo di un presidio socio-sanitario con docce e lavatrici per i propri indumenti, ma anche di supporto per le incombenze amministrative e burocratiche quotidiane: dal fermo posta all’assistenza nella compilazione di un curriculum. A tutela della sicurezza degli utenti e del personale operativo è stata prevista, in orario pomeridiano e serale, la presenza di una guardia giurata: una scelta condivisa tra l’Amministrazione comunale, la cooperativa Papa Giovanni XXIII e la Fondazione La Ricerca, a seguito dei recenti fatti di cronaca verificatisi nell’arco di poche settimane.

“Episodi gravi – sottolinea l’assessora al Welfare Nicoletta Corvi – che non possono lasciare indifferenti, comunque li si guardi. Da una parte, c’è il dovere e la responsabilità di proteggere l’incolumità del personale, che svolge ogni giorno un lavoro prezioso e molto delicato, così come di tutti gli utenti fragili che bussano alla porta della Stazione di posta trovando accoglienza anche nelle situazioni più difficili. Dall’altra, c’è una condizione di disagio che mostra quanto sia importante poter garantire un punto di riferimento costante e un orientamento alla rete dei servizi sociali del territorio: questo non può prescindere, però, dal rispetto delle regole di accesso alla struttura e di convivenza civile con il contesto”.

La chiusura temporanea della Stazione di posta – con orario prolungato sino alle 17.30 solo il lunedì, mercoledì e venerdì – si era resa necessaria dopo una serie di situazioni critiche che hanno richiesto una rimodulazione dell’assetto organizzativo, introducendo il servizio aggiuntivo di vigilanza con il ritorno alla consueta attività a pieno regime.  In particolare, la funzionalità ridotta era stata adottata come misura cautelativa a protezione di tutte le persone che frequentano la struttura e, al tempo stesso, come segnale per evidenziare l’inammissibilità di comportamenti violenti di qualsiasi natura.