Sostegni educativi: proseguita l’attività del Centro per le Famiglie nel periodo del lockdown

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Palazzo Mercanti_500PIACENZA – Tra i servizi del Comune che, nel difficile e complesso periodo del lockdown, hanno proseguito e, dove possibile, intensificato le loro attività, utilizzando anche nuove modalità “a distanza”, c’è il Centro per le Famiglie, nelle sue varie articolazioni: gli sportelli Informafamiglie&bambini sul fronte dell’informazione, orientamento e accoglimento di domande da remoto, la consulenza educativo – relazionale, l’attività di sostegno ai genitori nella separazione e nel divorzio, quella di mediazione linguistica e culturale e del Punto Affido e Adozione, i corsi di preparazione alla nascita e massaggio neonatale, gli incontri del gruppo Donne senza confini. Attraverso video e laboratori on line, sono proseguite le attività di accompagnamento ai bambini e alle famiglie dello Spazio Genitori Bambini 3 – 6 anni, di Itinerario Famiglie e della consulente educativa; tutti ora stanno riprendendo, con le precauzioni necessarie, le attività in presenza. Anche il Servizio educativo domiciliare per minori e famiglie in condizione di fragilità e vulnerabilità sociale del Comune di Piacenza, gestito in coprogettazione con la cooperativa sociale Casa Morgana e con l’associazione L’Aquilone, non ha mai sospeso la propria attività: l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 ha reso impossibile proseguire gli interventi di supporto dal vivo ma ha anche amplificato l’isolamento sociale di tante famiglie, private all’improvviso di tanti servizi scolastici e terapeutici fondamentali. Le equipes educative hanno dunque contrastato questa solitudine, supportando le famiglie attraverso un servizio di sostegno a distanza attraverso videochiamate. Le famiglie hanno così potuto confrontarsi con una figura professionale competente a livello educativo, che ha continuato a lavorare in rete con gli operatori del Comune.

“Abbiamo seguito tutte le 27 famiglie in carico on line oppure telefonicamente, garantendo un supporto alla vita scolastica e alle competenze genitoriali in un periodo molto critico”, dicono le coordinatrici dell’Aquilone. “Nonostante le numerose difficoltà incontrate, sono stati raggiunti ottimi risultati e sentiamo che l’alleanza con le famiglie si è rafforzata perché non si sono mai sentite sole”. Anche il laboratorio di cortometraggio in collaborazione con l’associazione Le Valigie e il laboratorio didattico gestito dall’associazione L’Aquilone non si sono mai fermati

Le coordinatrici del servizio gestito dalla cooperativa Casa Morgana, che segue dodici nuclei familiari, evidenziano che “in questi mesi è stato importante rendere più fruibile la didattica a distanza e i rapporti con gli insegnanti: le educatrici hanno quindi rappresentato un valido punto di raccordo e mediazione con le scuole, ad esempio, per l’accesso alle donazioni di tablet e altri dispositivi tecnologici, o come tramite con gli insegnanti per la ricezione del materiale didattico”.

Di grande rilievo è stato il lavoro mirato alla sensibilizzazione sulle norme di prevenzione del Coronavirus, realizzato attraverso video e altro materiale informativo adatto alle diverse fasce di età dei minori coinvolti, che le educatrici hanno reperito online sui canali ufficiali di informazione oppure creato ad hoc. A questo fine è stata importante la donazione di 5mila euro fatta da Amazon per l’acquisto di materiale utile alle famiglie. Il progetto è stato coordinato dall’associazione L’Aquilone e ha permesso di predisporre kit igienico-sanitari e scolastici (contenenti pastelli, pennarelli, quaderni e altri accessori indispensabili per la ripresa della scuola a settembre) da donare alle famiglie seguite da entrambi i servizi di sostegno educativo domiciliare. Inoltre, l’associazione L’Aquilone, utilizzando parte della donazione per l’acquisto dei materiali necessari, ha coinvolto i bambini dai 6 agli 11 anni in un progetto estivo di “Orto didattico”: “l’idea è nata – sottolineano le coordinatrici dell’Aquilone – dal desiderio di offrire ai bambini, dopo un periodo segnato dall’isolamento, un momento per mettersi alla prova in un’attività manuale nuova, stare a contatto con la natura e riprendere la socializzazione con i pari. Ringraziamo l’Università Cattolica di Piacenza per averci messo a disposizione il terreno e le attrezzature per la realizzazione del progetto. I ragazzi più grandi, dai 12 ai 16 anni, sono stati coinvolti in un progetto estivo di volontariato sociale presso l’Emporio solidale, con lo scopo di sensibilizzarli alle tematiche della cittadinanza attiva, della partecipazione consapevole e del volontariato”.

“Il periodo di lockdown – dichiara l’assessore ai Servizi sociali, Federica Sgorbati – è stato un’esperienza faticosa, certamente molto lontana dalla vita che tutti noi siamo abituati a vivere. A tratti e per alcuni è stata anche un’occasione di riflessione e di cambiamento. Se per molti è stato complicato cercare di orientarsi in ciò che stava accadendo e trovare in sé e nella propria rete famigliare le risorse necessarie, per alcuni l’impresa sarebbe stata impossibile senza un aiuto. Per questo, il Comune di Piacenza, grazie al Centro per le Famiglie e alla rete di cooperative e associazioni che vi fanno riferimento, non ha mai interrotto le attività educative e di sostegno ai genitori e alle realtà familiari in maggiore difficoltà, rimodulando il servizio sulla base delle esigenze e delle possibilità date. Le famiglie più fragili, con necessità più stringenti, hanno ricevuto maggiore supporto rispetto alle altre. L’Orto didattico ha permesso di far tornare i ragazzi a socializzare e a mettersi alla prova con attività all’aria aperta. Ringrazio quindi tutti coloro che hanno dato il loro contributo, a partire dai dipendenti e dai collaboratori dei Servizi sociali e del Centro per le Famiglie, per proseguire con le coordinatrici e le operatrici delle cooperative sociali Open Group, Mele Verdi, Casa Morgana e delle associazioni Le Valigie, L’Aquilone, Dalla parte dei bambini, Sentieri nel mondo e naturalmente – per concludere – Amazon, l’Emporio solidale e l’Università Cattolica di Piacenza”.