“Se finisce la rivoluzione. Omaggio a Vittorio Boarini”

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Due appuntamenti a metà novembre in forma di teatro, cinema e riflessioni per ricordare il fondatore della Cineteca di Bologna, l’ intellettuale, storico del cinema e delle arti ad un anno dalla sua scomparsa

BOLOGNA –  È stato presentato nella mattinata di martedì 8 novembre, nella Sala Savonuzzi di Palazzo D’Accursio, “SE FINISCE LA RIVOLUZIONE”, un omaggio alla figura di Vittorio Boarini, fondatore della Cineteca Comunale (oggi Fondazione Cineteca di Bologna), intellettuale, storico, studioso e docente bolognese. Due gli appuntamenti in programma, di cui uno già sold-out: venerdì 11 novembre a partire dalle ore 20.00 nella Biblioteca Renzo Renzi della Cineteca (si consiglia la prenotazione al numero +39 353 4486683 e all’indirizzo mail progettoboarini@gmail.com) e sabato 12 novembre alle ore 16.00 nella Galleria de’ Foscherari (evento sold-out).

Si comincia venerdì 11 novembre in Cineteca, per ricordarlo nel giorno esatto del suo compleanno, con una mostra fotografica accompagnata da una drammaturgia sonora a cura di Alessandro Saviozzi che raccoglie le voci delle interviste fatte a collaboratori e amici. Seguirà il reading di e con Angela Malfitano, Se finisce la rivoluzione, con la fisarmonica di Andrea Coruzzi e una video-composizione a cura di Stefano Lo Russo, che ha raccolto le scene più suggestive dai suoi film preferiti. Il giorno dopo, sabato 12 novembre, appuntamento alla Galleria de’ Foscherari per un convivio d’eccezione con familiari, amici, e collaboratori che lo hanno incontrato nelle sue tante avventure professionali. Un dialogo amicale non solo per riportare alla luce pensieri e riflessioni, ma anche per ripercorrere alcune tappe storico-politiche della città di Bologna. Nel corso di entrambi gli eventi sarà offerto un Cocktail Martini, di cui Boarini era estimatore.

Il progetto è prodotto dall’associazione Tra un atto e l’altro aps e dall’Associazione Teatri di Serendip, in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna, Galleria de’ Foscherari e Archivio Concetto Pozzati, insieme alla famiglia Boarini, con il patrocinio del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e il contributo del Comune di Bologna, di Fondazione Del Monte e Valsoia spa.

“Vittorio Boarini appartiene a quella generazione di intellettuali che nel lungo dopoguerra ha partecipato alla creazione di un clima culturale che ha fatto di Bologna una città dove la cultura e l’innovazione culturale sono al centro del proprio sviluppo. L’impegno intellettuale si è confrontato con la necessità di incidere sulle scelte di politica culturale dell’amministrazione fin dal 1963 quando nacque la Commissione Cinema, da cui si sviluppò la Cineteca del Comune di Bologna. Anche il passato ha un futuro, se quel passato è considerato una cosa viva: in questo dialogo tra passato e futuro Boarini ha collocato il recupero del patrimonio cinematografico con una vocazione che guarda a Bologna inserita in una rete fitta di rapporti internazionali. Uomo di studi raffinati e di progettazioni innovative, Vittorio Boarini ha rappresentato al massimo ciò che le nostre istituzioni e la nostra città hanno saputo fare, creando ciò che non esisteva e generando con la cultura e la creatività beni comuni per tutti. In accordo con il sindaco Matteo Lepore, abbiamo deciso di dedicargli un Nettuno d’Oro alla memoria, un riconoscimento che ci commuove molto”, dichiara Elena Di Gioia, delegata alla Cultura di Bologna e della Città metropolitana.

“Vi porto il saluto di Gian Luca Farinelli ricordando le parole emozionanti che abbiamo condiviso con molti di voi quando abbiamo salutato Vittorio lo scorso anno – ha dichiarato Anna Fiaccarini, Responsabile Biblioteca Renzo Renzi e archivi extra filmici Cineteca di Bologna – e mettendo l’accento su questa profonda vitalità di Vittorio, la sua vera e propria impronta. Grazie a Vittorio abbiamo avuto la prima sala di cinema d’essai di Bologna, un lavoro progettuale immenso sui festival, la nascita dei laboratori di restauro e molto altro. La forza di Vittorio è stata maieutica, più di quella di un padre e un maestro, e questo ci spinge ancora oggi a fare sempre del nostro meglio. È stato incredibile il modo in cui ci ha incoraggiato, aveva questa capacità di elevare gli altri, di condividere sempre obiettivi e risultati, e anche questo progetto è nato in condivisione, con la Galleria de’ Foscherari, la sua famiglia e tutti noi. Gli dedicheremo la piazza antistante degli archivi dei film, oltre al “Premio Vittorio Boarini”, nato per chi si è distinto nella valorizzazione e conservazione del patrimonio cinematografico, e implementeremo la pagina del sito a lui dedicata con testi e scritti e digitalizzati”.

“Vittorio per me è sempre stato – ed è – una presenza importante. Parlo al presente perché è ancora vivo in me, e credo in chiunque lo abbia conosciuto; tanta era la sua vivacità, energia, voglia di vivere e progettare guardando sempre al futuro. Ho ricordi memorabili insieme a lui e sono legata alla sua famiglia da un rapporto di stima e affetto. Con Vittorio avevamo in programma un omaggio al suo impegno, e quando ci ha lasciati ho giurato a me stessa che avremmo realizzato questo progetto nel più breve tempo possibile. Era un grande esperto di tutte le arti, un vero intellettuale a 360 gradi, sempre curioso della vita. Sempre allegro, affettuoso con tutti, di grandi doti umane. Amava il talento   e sapeva riconoscerlo”, ricorda Angela Malfitano, dell’associazione Tra un atto e l’altro aps.

Presente anche Francesco Ribuffo, Co-direttore Galleria de’ Foscherari, che ha condiviso un simpatico ricordo di Vittorio: “Ha collaborato con noi fin dai primi anni ’60, per più di 50 anni, organizzando numerose rassegne sul cinema d’avanguardia che si concludevano sempre con il Cocktail Martini alla Buñuel, ossia un Cocktail Martini tradizionale, ma realizzato facendo passare un raggio di luce attraverso la bottiglia del gin”.