“Ritroviamoci al Farnese”

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Successo per il primo incontro dedicato alla figura di Elisabetta Farnese; mercoledì 10 gli affreschi medievali di San Lorenzo

PIACENZA – Chi è Elisabetta Farnese? Lo riassume Federico di Prussia: “Il cuore energico di un romano, la fierezza di uno spartano, la pertinacia di un inglese, l’astuzia di un italiano, la vivacità di un francese. Non vi è cosa che sappia sorprenderla, nessuna che sappia arrestarla”.

Elisabetta era nata a Parma ma aveva vissuto a Piacenza gran parte della sua giovinezza. Grazie all’opera diplomatica del cardinale Giulio Alberoni, diventa regina di Spagna sposando, nel 1715, Filippo V di Borbone, nipote del re di Francia Luigi XIV. Nei fatti sarà lei a governare la Spagna fino alla morte del marito, nel 1759, affermandosi come una delle donne più capaci e volitive del suo secolo. Coinvolgendo senza alcun timore la Spagna in tutte le guerre del ‘700, riuscirà a far ottenere al figlio primogenito Carlo il trono delle Due Sicilie e al secondo, Filippo, il ducato di Parma e Piacenza, trovando un trono anche per le figlie. Nemica giurata dell’imperatore austriaco, Elisabetta si rivela come una vera protagonista dei suoi tempi.

L’altra sera le guide Paolo Beretta, Anna Fumi e Lisa Lombardi di Cooltour Piacenza, durante il primo incontro del ciclo “Ritroviamoci al Farnese” promosso dall’assessorato alla Cultura – che avrà luogo ogni mercoledì e venerdì di febbraio alle 18 – l’hanno presentata dall’originale prospettiva piacentina dei Fasti Farnesiani, serie di cicli pittorici raffiguranti gli episodi cruciali della storia della famiglia Farnese, realizzati con l’intento di celebrare la potenza dinastica. I Fasti possono essere divisi in due cicli principali: il primo, portato a compimento negli ultimi anni del XVII secolo, su iniziativa del duca Ranuccio II era destinato a decorare le stanze dell’appartamento stuccato: si divideva a sua volta nei Fasti di Paolo III, realizzati interamente da Sebastiano Ricci, e nei Fasti di Alessandro Farnese, in gran parte realizzati da Giovanni Evangelista Draghi. Il secondo ciclo, inerente alla regina Elisabetta Farnese, “venne realizzato a partire dal 1714 da Ilario Spolverini – è stato detto nel corso dell’incontro a cui ha preso parte, nel rispetto delle norme anti-Covid, un corposo numero di visitatori – e aveva come soggetto proprio la figura di Elisabetta, moglie del re di Spagna Filippo V e ultima esponente della famiglia nobile”. I dipinti di entrambi i cicli vennero trasferiti a Napoli in seguito all’ascesa al trono delle Due Sicilie di Carlo di Borbone, avvenuta nel 1734.

“Parte di essi – commenta l’assessore Jonathan Papamarenghi – fu restituita al Comune di Piacenza nel 1928 ed è oggi esposta al primo piano di Palazzo Farnese. Questi incontri hanno lo scopo di valorizzare le bellezze all’interno dell’edificio e di favorire la presenza di persone interessate, dopo un lungo periodo di chiusura dovuto al Covid. Si tratta di valorizzare il patrimonio culturale di casa nostra, insomma, anche senza grandi eventi per i quali si attende anche la riapertura della mobilità tra regioni. Questo è il primo ciclo di iniziative che hanno come scopo quello di far conoscere, attraverso iniziative collaterali, le varie sezioni e le opere esposte”.

Mercoledì 10 febbraio alle 18, secondo appuntamento con “Gli affreschi medievali della chiesa di san Lorenzo”, illustrati dal direttore dei Musei Civici Antonella Gigli. E’ obbligatoria la prenotazione telefonando al numero 0523.492658 oppure inviando una mail al seguente indirizzo: info.farnese@comune.piacenza.it.

Foto: Farnese