BOLOGNA – “Carlo Petrini è stata una delle figure più autorevoli e influenti del panorama agroalimentare internazionale, capace di cambiare profondamente il modo di guardare al cibo, all’agricoltura e al rapporto tra produzioni, territori e comunità. Attraverso Slow Food e Terra Madre ha costruito un movimento mondiale fondato sulla tutela della biodiversità, sulla qualità delle produzioni, sul rispetto della terra e sul valore culturale del cibo, contribuendo a diffondere un’idea di sostenibilità fondata sulla giustizia sociale, sul lavoro dei produttori e sull’identità delle comunità locali. Un’eredità straordinaria che continuerà a rappresentare un punto di riferimento per le istituzioni, il mondo agricolo e le nuove generazioni”.
Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, sulla scomparsa di Carlo Petrini. Gastronomo, scrittore e giornalista, Petrini – per tutti ‘Carlin’ – è nato nel 1949 a Bra, in provincia di Cuneo. Fondatore del movimento internazionale ‘Slow Food’, è stato ideatore di manifestazioni come ‘Cheese’ e il Salone del Gusto di Torino. Con lui sono nati anche ‘Terra Madre’, rete internazionale creata nel 2004, e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cn).
“Come Regione Emilia-Romagna abbiamo sempre valorizzato la collaborazione con Slow Food, nel contesto nazionale e regionale, nella convinzione di condividere valori comuni legati alla qualità delle produzioni, alla sostenibilità, alla tutela della biodiversità e al ruolo delle comunità locali- aggiungono de Pascale e Mammi-. In questi anni abbiamo lavorato insieme per promuovere le produzioni territoriali, i presìdi Slow Food, la cultura del cibo e la valorizzazione delle filiere agricole ed enogastronomiche come patrimonio identitario dei territori. Un impegno che continueremo a portare avanti anche in futuro, per onorare l’eredità di Carlo Petrini e le sue battaglie per un sistema alimentare più giusto, sostenibile e attento al valore delle comunità. A Carlo, ai suoi cari e alla grande famiglia di Slow Food Emilia-Romagna va la vicinanza di tutta la comunità regionale”.
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