Regione: riparte l’attività sanitaria non urgente, sospesa durante l’emergenza

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Al personale sanitario saranno garantiti gli istituti contrattuali e la possibilità di fruire delle ferie estive. Per questo la Regione Emilia-Romagna manterrà in servizio il personale assunto per l’emergenza covid per il maggior tempo possibile

logo regione emilia romagnaBOLOGNA – L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, ha incontrato venerdì 22 maggio i sindacati della dirigenza medica, che hanno assicurato piena collaborazione al Piano della Regione Emilia-Romagna che prevede il riavvio dell’attività sanitaria non urgente, dopo il coronavirus, chiedendo allo stesso tempo di procedere con gradualità, tenendo conto delle priorità e delle urgenze delle prestazioni.

La gestione dell’emergenza ha fortemente provato i professionisti sanitari e, seppur nettamente migliorata – hanno sottolineato i Sindacati nel corso dell’incontro – la situazione legata al covid non è completamente risolta e richiede ancora l’impegno degli operatori sanitari: è dunque complesso, in questo momento, dedicarsi contemporaneamente anche alle altre attività sanitarie ordinarie.

I sindacati hanno però condiviso con l’assessore Donini la necessità da parte delle aziende sanitarie di definire le modalità organizzative per consentire la progressiva ripresa dell’attività sanitaria non urgente valorizzando anche l’apporto progettuale dei professionisti.

L’assessore Donini ha convenuto che al personale sanitario siano garantiti gli istituti contrattuali e la possibilità di fruire delle ferie estive.

A tal fine la Regione Emilia-Romagna manterrà in servizio il personale assunto per l’emergenza covid per il maggior tempo possibile.