
In occasione delle Giornate europee del Patrimonio, aperta oggi al pubblico per una visita guidata l’ex Colonia Varese di Milano Marittima (Ra), iscrizioni sold out in pochi giorni. L’assessora Allegni: “Luogo simbolo della nostra Costa, patrimonio naturale e culturale di grande valore che vogliamo restituire alla comunità”
BOLOGNA – È tra gli esempi più significativi dell’architettura razionalista italiana del Novecento, diventato uno dei luoghi simbolo del secolo scorso sulla costa romagnola. Un edificio, progettato dall’architetto Mario Loreti alla fine degli anni Trenta e inaugurato nel 1939, che fu pensato e realizzato per ospitare contemporaneamente, in oltre 62mila metri cubi suddivisi in cinque piani, 800 bambini e bambine.
Da anni chiusa e inaccessibile, per la prima volta l’ex Colonia Varese di Milano Marittima, a Cervia (Ra), è stata aperta al pubblico: in occasione delle Giornate europee del patrimonio–European Heritage Days, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le Provincie di Ravenna, Forlì Cesena e Rimini ha organizzato questa mattina una passeggiata culturale, gratuita e guidata, tra architettura e paesaggio, in due turni di vista.
Le prenotazioni sono andate sold out in pochi giorni, a riprova dell’interessamento all’evento che si cercherà di riproporre in futuro.
Valorizzare e far conoscere un bene tutelato di importante valore monumentale e paesaggistico, parte della storia locale e nazionale: questo l’obiettivo dell’iniziativa, che si colloca a pieno titolo all’interno del percorso di recupero della ex Colonia e fa seguito alla firma di un protocollo d’intesa per la messa in sicurezza dell’edificio e la riapertura al pubblico della grande pineta che lo circonda.
A siglarlo, lo scorso aprile nel Municipio di Cervia, gli stessi enti partner della giornata odierna: oltre alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini che garantirà la tutela del bene culturale, la Regione Emilia-Romagna, proprietaria dell’area, che ha investito 2,5 milioni di euro per la prima fase di messa in sicurezza e ha il coordinamento del progetto; il Comune di Cervia, soggetto attuatore che cura la realizzazione delle opere e la futura gestione dell’area verde; l‘Università di Ferrara-Dipartimento di Architettura, che ha condotto analisi tecnico-strutturali e indagini diagnostiche dell’intero complesso e del contesto circostante, e l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po, che vigilerà sulla salvaguardia degli habitat naturali e della biodiversità.
“Le Giornate europee del patrimonio- afferma l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni– rappresentano un’occasione preziosa per scoprire luoghi che custodiscono una parte importante della nostra storia collettiva. C’è grande interesse da parte dei cittadini e delle cittadine a cogliere queste opportunità, e con la passeggiata culturale di oggi i visitatori hanno potuto avvicinarsi a un bene di grande valore architettonico, paesaggistico e identitario che fino ad ora si poteva vedere solo da dietro le recinzioni. Come Regione siamo fortemente impegnati nel percorso di recupero e valorizzazione dell’intero complesso, non soltanto per preservarne la memoria e il valore culturale, ma anche per riconsegnarlo progressivamente alla fruizione pubblica. La collaborazione tra istituzioni, università ed enti territoriali- aggiunge Allegni– dimostra quanto sia importante fare rete per tutelare il patrimonio e costruire nuove opportunità di conoscenza e partecipazione. Questa iniziativa è un passo concreto di una nuova fase di vita dell’ex Colonia Varese: un luogo che per decenni ha segnato la storia della Riviera e che vogliamo restituire alla comunità, anche all’interno della più ampia riflessione sul patrimonio delle colonie marine della nostra costa che, con tutti gli Enti coinvolti, stiamo portando avanti”.
La prima fase del protocollo siglato ad aprile, infatti, prevedeva un intervento di graduale messa in sicurezza del fabbricato e l’apertura al pubblico delle aree verdi, con l’obiettivo di restituire alla collettività uno spazio oggi non fruibile, valorizzandolo come parco e come naturale prosecuzione del lungomare di Milano Marittima.
L’edificio
L’edificio ha un impianto architettonico fortemente simmetrico, con il corpo centrale caratterizzato da una scenografica griglia in cemento armato di sostegno alle due grandi rampe inclinate (demolite e ricostruite dopo i danni subiti durante la Seconda guerra mondiale) che, anche in origine, avevano la caratteristica di incrociarsi senza mai comunicare tra loro, perché conducevano rispettivamente all’ala maschile e all’ala femminile. Sui lati sono presenti corpi di servizio a due piani. Innestate agli estremi del corpo centrale, due ali a cinque piani protese verso la spiaggia contenevano i capienti dormitori.









