Question Time, chiarimenti sulle vaccinazioni alle persone in stato di fragilità

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BOLOGNA – L’assessore Giuliano Barigazzi ha risposto alla domanda d’attualità della consigliera Graziella Tisselli (Fratelli d’Italia) sulle vaccinazioni alle persone in stato di fragilità. La risposta è stata letta dall’assessore Davide Conte.

La domanda della consigliera Tisselli
“In relazione a quanto riportato dagli organi d’informazione dove viene evidenziato da parte di cittadini l’impossibilità, per gli anziani allettati e/o non autosufficienti, costretti quindi a casa ed assistiti da familiari e/ o badanti e non seguiti da assistenza domiciliare ASL, di accedere alle vaccinazioni, senza tralasciare il fatto che, ad oggi, i sopracitati medici di base non sanno come comportarsi in merito, si chiede al Sindaco ed alla Giunta quali iniziative l’ amministrazione, nelle sedi di competenza, intendano porre in essere, in modo veloce ed efficace, per fare si che queste persone fragili, spesso sole e, spesso intrasportabili, abbiano la possibilità di vaccinarsi”.

La risposta dell’assessore Barigazzi letta dall’assessore Conte
“Gentilissima consigliera,
la sua domanda pone un problema rilevante che abbiamo chiesto alla Ausl di Bologna di affrontare per rispondere in maniera efficace ed appropriata.

Dal 2 febbraio nel territorio dell’Azienda Usl di Bologna è partita la campagna vaccinale a domicilio per gli anziani di età pari o superiore a 80 anni. Come da indicazioni contenute nel Piano vaccinale regionale, le vaccinazioni domiciliari sono state avviate dando priorità ai soggetti già seguiti in assistenza domiciliare. Tali vaccinazioni sono gestite da operatori del Dipartimento di Cure primarie e del servizio infermieristico domiciliare in stretta collaborazione con i medici di Medicina generale per la valutazione dell’indicazione alla vaccinazione e l’acquisizione del consenso informato.

L’accesso alla vaccinazione domiciliare avviene a chiamata attiva da parte del servizio infermieristico domiciliare. Vengono in ogni caso raccolte le segnalazioni da parte dei Medici di medicina generale, che potranno essere coinvolti nell’attività vaccinale grazie agli accordi in sede ministeriale e regionale con la Medicina generale. La programmazione e l’organizzazione delle singole sedute vaccinali è a carico dei professionisti del Dipartimento di Cure primarie in collaborazione con il servizio infermieristico domiciliare. Quest’ultimo, durante l’attività già programmata al domicilio dei pazienti, si fa promotore della vaccinazione consegnando ai soggetti la nota informativa alla vaccinazione e il consenso informato per facilitare il processo di raccolta al momento dell’accesso. Al momento dell’accesso al domicilio è possibile vaccinare anche il coniuge/caregiver anziano anche se non è seguito in assistenza domiciliare. Le vaccinazioni a domicilio sono effettuate utilizzando il vaccino Moderna e finora sono stati vaccinati circa 800 anziani presso la propria abitazione. La vaccinazione a domicilio è condizionata dalle caratteristiche del vaccino Moderna che prevedono la somministrazione di 10 dosi da 0.5ml, prelevate da un unico flacone, nel giro di poche ore, onde evitare la destabilizzazione del prodotto.

Come si può ben capire è un’operazione con un certo grado di complessità perché presuppone una preliminare definizione e razionalizzazione del percorso del team vaccinale domiciliare, al fine di ottimizzare il completamento delle vaccinazioni nei tempi richiesti e previsti. Per quanto riguarda i soggetti non seguiti in assistenza domiciliare e che sono allettati e/o non autosufficienti e non sono pertanto in grado di recarsi autonomamente presso un punto vaccinale, in questa fase mi ha confermato il Direttore sanitario nonché coordinatore della campagna vaccinale, l’Azienda Usl sta tracciando compiutamente i bisogni. In particolare, l’Ausl sta ricevendo dai medici di Medicina generale gli elenchi degli assistiti con queste caratteristiche e sta raccogliendo gli elenchi dei soggetti in carico ai servizi sociali comunali. Inoltre, sta tenendo traccia di tutte le richieste e segnalazioni che provengono direttamente dai cittadini e/o dai loro familiari o caregiver attraverso i canali di prenotazioni, gli URP e tutti i canali di comunicazione aziendali. Il Direttore Sanitario dell’Ausl ha comunicato in Conferenza territoriale socio-sanitaria che entro il 1 marzo verrà realizzato un percorso dedicato per la gestione di queste richieste. Nello specifico, verrà attivata, attraverso i canali di prenotazione in essere, una modalità univoca di segnalazione dell’impossibilità da parte dell’anziano di recarsi autonomamente in sede vaccinale e tali richieste, assieme alle segnalazioni già raccolte, verranno valutate da una centrale operativa. Tale centrale analizzerà i bisogni espressi e contatterà direttamente i soggetti per proporre e organizzare il percorso di vaccinazione più appropriato per l’anziano. In particolare, in base a specifici criteri di accesso verrà organizzata o la vaccinazione domiciliare oppure l’accompagnamento dell’anziano presso i punti vaccinali con il supporto di un servizio di trasporti. Quest’ultimo servizio è un’iniziativa promossa dalla Conferenza territoriale socio-sanitaria metropolitana che si sta costruendo in questi giorni con le associazioni di volontariato per renderlo disponibile su tutto il territorio aziendale e avrà un coordinamento centrale pur mantenendo uno stretto rapporto con le organizzazioni distrettuali”.