Question Time, chiarimenti sulla proposta di istituire il doppio senso ciclabile sulle strade a senso unico

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BOLOGNA – L’assessore alle Politiche per la mobilità, Claudio Mazzanti, ha risposto alla domanda d’attualità del consigliere Andrea Colombo (Partito Democratico) sulla proposta di istituire il doppio senso ciclabile sulle strade a senso unico per i veicoli.

Domanda d’attualità del consigliere Colombo

“In merito all’articolo di stampa, in merito alla proposta di autorizzare la circolazione ‘contromano’ delle biciclette in alcune strade del centro storico di Bologna, o, detto più correttamente, la circolazione delle biciclette in entrambi i sensi di marcia in strade a senso unico per i veicoli a motore; domanda al Sindaco e alla Giunta: una valutazione politico amministrativa generale della giunta in merito al confronto di opinioni oggetto dell’articolo allegato; se considera il doppio senso ciclabile un provvedimento per promuovere l’uso della bicicletta in centro storico e nelle zone 30 km/h e, in caso positivo, per quali ragioni è necessario e utile per favorire la mobilità ciclistica, anche rispetto alla mobilità post-Covid;

se ritiene che questo provvedimento sia pericoloso per i ciclisti o gli automobilisti, oppure, pur apparendo controintuitivo, possa essere in realtà una misura assolutamente sicura e, in caso positivo, per quali ragioni anche tecniche; come valuta le norme e i risultati delle concrete applicazioni di questa misura già esistenti in Europa, in altre città in Italia e anche in alcune strade della nostra città, anche dal punto di vista del rischio paventato di incidenti;

se intende attuare già quest’estate, a legislazione vigente, un programma sperimentale diffuso di doppi sensi ciclabili anche a Bologna nell’ambito del piano di mobilità d’emergenza post-coronavirus; se e come, infine, si sta facendo parte attiva verso il Governo per inserire una norma apposita sul doppio senso ciclabile nel Codice della strada”.

Risposta dell’assessore Mazzanti

“Gentile consigliere,
grazie della domanda che mi consente di fare chiarezza su un tema molto sentito.

Il “doppio senso ciclabile” tecnicamente consiste nel dare, con ordinanza adottata ai sensi dell’articolo 7, comma 1 del Codice della Strada, la possibilità alle biciclette di circolare anche in senso opposto all’unico senso di marcia prescritto per tutti gli altri veicoli su determinate strade che presentino specifiche caratteristiche e condizioni. Questa possibilità è già ammessa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed è già stata sperimentata a Bologna in alcune strade, ad esempio in via Petroni, ma non solo. Le condizioni, attualmente fissate dal MIT, sono che si tratti di strada ove viga il limite di velocità a 30 km/h, che la sosta sia posta solo sul lato destro rispetto al senso unico di marcia previsto per tutti gli altri veicoli, e che la carreggiata abbia una determinata larghezza minima (di 4 metri).

Da notare che questa misura va, in realtà, distinta dalla realizzazione di piste ciclabili con senso di marcia opposto a quello veicolare (soluzione anche questa già presente in diverse strade di Bologna, ad esempio via Galliera, via Riva di Reno, via Frassinago, via Urbana), che è possibile tracciando la segnaletica orizzontale bianca e gialla e, ove necessario, apponendo anche elementi di separazione ovvero delimitando la pista mediante l’uso della sosta veicolare. La soluzione del doppio senso ciclabile, indicata anche dal Biciplan di Bologna (posto all’interno del PGTU e del PUMS metropolitano), riteniamo sia particolarmente utile per dare un aiuto efficace alla circolazione in bicicletta.

Infatti, se da un lato l’adozione di schemi di circolazione con sensi unici veicolari risulta utile per dare ordine alla circolazione dei mezzi motorizzati, riducendo i punti di conflitto e regolando meglio la sosta, non vi è dubbio che per chi si muove pedalando sia fondamentale disporre di percorsi brevi e diretti, evitando allungamenti che penalizzano molto questa forma di mobilità. Il doppio senso ciclabile rappresenta quindi uno degli strumenti per incentivare la ciclabilità in modo diffuso all’interno della città, tenuto conto che una parte significativa degli spostamenti fatti un auto avviene su distanze molto brevi, spesso inferiori ai 3-5 km. La rete stradale del centro storico, ma in generale la rete stradale locale della città si presta molto a queste soluzioni e, anche con riferimento alla mobilità che auspichiamo possa riprendere in questa fase successiva all’emergenza Covid, può senz’altro rappresentare una misura utile per incentivare le persone a muoversi usando la bicicletta.

Le sperimentazioni già messe in atto a Bologna non hanno dato evidenza di costituire un pericolo né per i ciclisti, né per le altri componenti di traffico. Del resto le strade in cui ciò viene consentito sono strade a basso traffico e a bassa velocità. Ma soprattutto si tratta di dispositivi correntemente utilizzati in moltissime altre nazioni con risultati unanimemente riconosciuti come positivi. Non mancano del resto anche in Italia e nella stessa nostra regione esempi di città che hanno sperimentato in modo diffuso questa soluzione.

Il Comune aveva già previsto di estendere questa regolazione su alcune strade del centro (ancora in fase di valutazione), inserendo questo intervento all’interno degli Interventi di attuazione del biciplan. Ovviamente si tratta di interventi da realizzare sulla base delle disposizioni e delle indicazioni normative vigenti. Alla luce della mutata situazione vi è però l’intenzione di anticipare già per quest’anno la misura, adottandola su alcune strade sempre del centro, e tenendo conto, in particolare, dei lavori di manutenzione già programmati. Il lavoro tecnico è ancora in corso, ma abbiamo già annunciato di volere lavorare su via Guerrazzi, su un ulteriore tratto di via Galliera e su un parte di via Nosadella: come già ricordato si dovrà attendere l’esito positivo delle valutazioni tecniche sulla fattibilità di questi interventi e si evidenzia che gli stessi avranno un impatto sull’attuale assetto della sosta che dovrà essere anch’esso valutato.

Il Comune, in ultimo, è presente e partecipa attivamente a tutti i tavoli tecnici e agli incontri che vedono Anci e i comuni interessati confrontarsi con le strutture del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con i referenti del Governo per proporre quelle modifiche normative (ad esempio al Codice della Strada, al Regolamento di esecuzione, ai regolamenti e alle linee guida per i vari temi settoriali in materia di mobilità) necessarie per una più efficace attuazione degli interventi e delle azioni che ritiene necessari per una migliore e più sicura organizzazione della viabilità e delle diverse forme di mobilità. In questo senso sostiene la necessità di regolamentare in modo ampio e con meno vincoli il doppio senso ciclabile”.