Question Time, chiarimenti sulla piantumazione di alberi e pedonalizzazioni previste per il 2021

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BOLOGNA – La vicesindaca Valentina Orioli ha risposto, in seduta di Question Time, alla domanda d’attualità del consigliere Andrea Colombo (Partito Democratico), sulla piantumazione di alberi e pedonalizzazioni previste per il 2021.

La domanda del consigliere Colombo
“In merito all’articolo di stampa in cui l’Assessora Orioli indica per il 2021 a Bologna le priorità di aumentare le pedonalizzazioni e gli alberi ed esprime l’auspicio di vedere più progetti concretizzarsi in questa parte finale dell’attuale mandato; domanda al Sindaco e alla Giunta una valutazione politico-amministrativa generale in merito all’importanza di salvaguardare e incrementare il patrimonio di alberi e le aree pedonali nella città di Bologna, dal punto di vista delle politiche climatiche, ambientali, della mobilità sostenibile e dello spazio pubblico; per quanto riguarda gli alberi, come l’amministrazione valuta l’incremento di alberi piantumati nel corso di questo mandato anche rispetto ad altre città, quali sono i prossimi programmi che intende attuare concretamente per accelerare il processo di aumento della dotazione arborea pubblica, se prevede di attivare anche veri e propri progetti di riforestazione urbana e in caso positivo in quali ambiti territoriali, se ritiene che sia opportuno procedere in tal senso anche in centro storico, e, infine, come intende tutelare il patrimonio verde in aree oggetto di pianificazione urbanistica come i Prati di Caprara e l’ex caserma Mazzoni; per quanto concerne le pedonalizzazioni, se l’amministrazione, dopo le prime sperimentazioni positive avviate, intende ora accelerare decisamente l’attuazione operativa del Piano di Pedonalità Emergenziale approvato dalla Giunta fin dallo scorso luglio e, perciò, quali sono i prossimi progetti di nuove isole pedonali che intende realizzare concretamente entro questa primavera, sia strade scolastiche che piazze di vicinato nei quartieri, e se è previsto di intervenire anche secondo i metodi dell’urbanismo tattico per qualificare maggiormente lo spazio urbano restituito alle persone con segnaletica colorata, sedute, arredi e verde”.

La risposta della vicesindaca Orioli
“Grazie per questa domanda che mi permette di ritornare su una questione che sia io che il Sindaco abbiamo posto a fine anno, in effetti l’incremento costante del patrimonio arboreo pubblico è stato uno dei temi principali di questo mandato amministrativo e posso dire che lo sarà nel futuro, infatti la messa a dimora di nuovi alberi è una tematica ripresa nel PUG che, come vi abbiamo illustrato ha anche la valenza di Piano del verde ai sensi della legge 10 del 2013, anche attraverso specifici indicatori che individuano il numero minimo di nuove piante da mettere a dimora ogni anno.

L’azione di piantumazione di nuovi alberi, che stiamo svolgendo con costanza e che il PUG riprende, è anche uno degli obiettivi più importanti riconosciuti dalle precedenti pianificazioni di settore. Mi riferisco in particolare al piano di adattamento ai cambiamenti climatici (Bologna è stata la prima città italiana a dotarsene) dove il ricorso a nuove piantagioni viene proposto per mitigare le ondate di calore, assorbire inquinanti atmosferici o limitare i fenomeni di dissesto idrogeologico.
Il risultato della convergenza dei piani assunti nel passato e dei piani preparati per il prossimo futuro è che il bilancio arboreo del Comune di Bologna, che verrà formalmente presentato (come previsto dalla legge 10/13) a due mesi dalla scadenza del mandato amministrativo, è al momento ampiamente in positivo: si è infatti passati da 79 mila esemplari singolarmente censiti nella primavera 2016 agli attuali 84 mila; con un incremento, quindi di 5 mila esemplari. A cui dovranno essere aggiunti i mille giovani alberi messi a dimora nelle scorse settimane.
Si tratta di un incremento importante perché riferito a piante già formate e non a postime forestale. Molte amministrazioni comunali, infatti, fanno proclami relativamente alle migliaia di alberi che sono state e verranno messe a dimora ma non specificano che in molti casi si tratta di materiale vegetale molto giovane, messo a dimora con sesti di impianto forestali e con una possibilità di attecchimento di circa il 30%. Peraltro, in relazione alla tipologia di interventi attuati, quelli del Comune di Bologna, a scapito di altri, hanno una capacità di assorbimento degli inquinanti immediata, ovvero fin dal primo anno di piantagione; capacità accentuata dal fatto che gli alberi messi a dimora sono appartenenti alle specie più efficaci ed efficienti in termini di cattura di anidride carbonica e polveri sottili. In queste scelte siamo stati molto aiutati dal progetto Gaia e oggi dal progetto Life CLIVUT, in relazione al quale stiamo realizzando tre giardini fenologici, per registrare e studiare tutte le fasi di sviluppo delle specie vegetali in relazione ai fattori ambientali a cui sono sottoposte.
Per il futuro, sempre nell’ottica di incrementare ulteriormente la fitomassa urbana, il Comune di Bologna ha già presentato una proposta per la messa a dimora di ulteriori 600 alberi nell’ambito del finanziamento ministeriale legato all’articolo 4 del cosiddetto Decreto Clima, riservato alle Città metropolitane; anche questi già formati e di altezza minima di 3 metri, da mettere a dimora in aree prossime al nastro autostradale, nei tratti non interessati dalle opere del Passante di Bologna.
Inoltre, quest’anno, l’Amministrazione comunale parteciperà anche al bando della Regione Emilia-Romagna volto a dare corso ad interventi di forestazione; l’idea è quella di intervenire su circa 2 ettari di superficie dove piantare circa duemila esemplari arborei di altezza, in questo caso, all’incirca di 50 centimetri.
Per quanto riguarda il centro storico, è tuttora in corso un progetto volto a mettere a dimora una cinquantina di esemplari arborei in punti in cui gli alberi non sono mai stati presenti.
Accanto a questi progetti il Comune si è anche fatto promotore di azioni di forestazione urbana anche al di fuori del suo territorio, mettendo a disposizione dei terreni agricoli di proprietà. Nel territorio del Comune di Calderara, come certamente ricorderete perché lo ha votato il Consiglio comunale, 10 ettari di terreno agricolo sono stati messi a disposizione del progetto di realizzazione della fascia boscata dell’aeroporto, per incrementare e rendere più continua l’estensione della fascia boscata. Aeroporto ha consegnato il 16 dicembre scorso il progetto esecutivo della fascia boscata, che ora è all’esame degli uffici. Quindi le prospettive di avvio della sua realizzazione sono reali.
È in corso anche un lavoro con il Comune di Casalecchio, che intende realizzare un parco campagna nella zona di Tizzano, su terreni che sono in parte proprietà del Comune di Bologna. Su questo tema la giunta ha già approvato un accordo preliminare che stiamo definendo più approfonditamente e anche in questo caso una parte dei terreni potranno essere dedicati ad un intervento di forestazione in concorso con altri soggetti. Penso che questi due interventi siano particolarmente significativi perché il Comune di Bologna sta utilizzando in modo virtuoso il suo patrimonio fondiario, collaborando con gli altri Comuni e con altri soggetti come l’aeroporto per realizzare un’opera che porta un importante beneficio in tutta la dimensione metropolitana. Penso che questa prospettiva collaborativa e di area vasta sia in effetti la più appropriata rispetto a progetti come la forestazione urbana, rispetto alla quale, ricordo però anche l’ingente previsione di aree verdi e di aree forestate prevista nel progetto del Passante.
Venendo alle pedonalizzazioni, in questi ultimi mesi abbiamo svolto insieme all’assessore Mazzanti, con i Quartieri e il supporto di Fiu, un lavoro continuo e intenso di analisi e sviluppo di progetti in varie parti della città, privilegiando in particolare gli spazi attorno alle scuole.
Come avevamo annunciato il settore Mobilità ha realizzato alcuni interventi in modo veloce e leggero, attraverso semplici modifiche o integrazioni della segnaletica che hanno reso possibili utilizzi diversi dello spazio pubblico, anche grazie alla collaborazione con le scuole e con i cittadini. Avevamo annunciato che, in una seconda fase, avremmo intrapreso progetti dalla natura diversa, anche cambiando le caratteristiche fisiche dello spazio con installazioni e con quegli interventi che oggi è di moda definire di urbanistica tattica. Stiamo effettivamente lavorando sulla realizzazione di due interventi, il primo dei quali in via Milano dove sarà realizzato un nuovo playground sullo spazio della strada”.