Regione: Agroalimentare

Intervento Mammi -19 Oottobre 2026

La cucina italiana nel mondo, nasce l’Osservatorio internazionale di Casa Artusi per studiare e valorizzare la cultura gastronomica nazionale: il debutto a New York nell’ambito della missione istituzionale della sottosegretaria Rontini e dell’assessore Mammi negli Stati Uniti e in Canada. “Con la missione in Nord America rafforziamo la promozione delle nostre eccellenze e il sostegno alle imprese sui mercati internazionali, grazie a un patrimonio straordinario di 46 indicazioni geografiche Dop e Igp. La qualità delle nostre produzioni nasce da un sistema territoriale di conoscenze, tradizioni e competenze che vogliamo far conoscere e valorizzare nel mondo”

BOLOGNA – La cucina italiana è fatta di ricette e prodotti, ma anche di gesti quotidiani, tradizioni familiari, conoscenze tramandate tra generazioni e abitudini che cambiano nel tempo. Un patrimonio culturale che attraversa i confini nazionali, si confronta con altre culture e assume significati diversi a seconda dei Paesi in cui viene conosciuto e interpretato. Comprendere come si trasforma, quali valori gli vengono attribuiti e quale rapporto lega le persone al cibo e alle proprie tradizioni è l’obiettivo dell’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano, il nuovo centro di ricerca e divulgazione istituito dalla Fondazione Casa Artusi, in compartecipazione con la Camera di commercio della Romagna e con il contributo della Camera di Commercio di Modena.

Un progetto che nasce nel solco del riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco e che punta ad approfondirne il valore culturale, sociale ed economico attraverso studi e indagini condotti in Italia e all’estero. A partire dagli Stati Uniti, dove la cucina italiana è associata soprattutto alle tradizioni familiari, alla trasmissione delle ricette tra generazioni e alla qualità degli ingredienti: a rivelarlo è la prima indagine statunitense dell’Osservatorio, che sarà presentata integralmente a New York, il prossimo 26 ottobre, nell’ambito della missione istituzionale della Regione negli Stati Uniti e in Canada, in programma dal 25 ottobre al 1^ novembre. A guidare la delegazione emiliano-romagnola, la sottosegretaria alla Presidenza della Regione, Manuela Rontini, e l’assessore regionale all’Agricoltura e all’Agroalimentare, Alessio Mammi. Presente anche il presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Matteo Daffadà.

Il Nord America rappresenta un mercato strategico per il sistema produttivo dell’Emilia-Romagna. Secondo le elaborazioni Art-ER su dati Istat, nel primo semestre 2026 la regione è prima in Italia per valore dell’export della filiera agroalimentare allargata verso entrambi i Paesi, con oltre 692 milioni di euro complessivi: 562,1 milioni verso gli Stati Uniti e 130,3 milioni verso il Canada. Un primato che riguarda non soltanto prodotti agricoli, alimentari e bevande, ma anche macchine agricole e agrofarmaci, che rientrano nel perimetro della filiera agroalimentare allargata.

Promozione delle produzioni agroalimentari, sostegno alle imprese e rafforzamento delle relazioni istituzionali ed economiche con il Nord America. Sono le direttrici della missione regionale, che da New York a Toronto e Montréal vedrà alternarsi incontri con le istituzioni, iniziative rivolte a importatori, distributori e professionisti della ristorazione e appuntamenti dedicati alla conoscenza dei vini e delle produzioni Dop e Igp dell’Emilia-Romagna. Il programma comprenderà anche momenti di confronto su ricerca, innovazione, formazione e turismo, per sviluppare nuove opportunità di collaborazione con i territori nordamericani. La tappa di New York prenderà il via da Vinitaly Usa, che dopo due edizioni a Chicago approda per la prima volta nella città statunitense.

Alla manifestazione, in programma il 26 e 27 ottobre, Enoteca regionale Emilia-Romagna sarà presente con una delegazione di aziende vitivinicole del territorio, impegnate in incontri con importatori, distributori e operatori professionali. Previsto anche un banco di assaggio istituzionale dedicato ai vitigni più rappresentativi dell’Emilia-Romagna, per promuovere la conoscenza delle produzioni regionali e favorire nuove opportunità commerciali.

In Canada, accanto alle iniziative dedicate alla promozione agroalimentare e alla formazione, il confronto con le istituzioni dell’Ontario punterà a rafforzare le opportunità di collaborazione economica e scientifica, valorizzando le competenze dell’Emilia-Romagna nell’innovazione tecnologica e nella ricerca applicata all’agricoltura. Un dialogo che coinvolgerà anche scuole di cucina e professionisti dell’ospitalità, per promuovere la conoscenza delle produzioni certificate e il legame tra cultura gastronomica e territori.

La missione si collega alle iniziative connesse all’XI Settimana della Cucina italiana nel Mondo. Un’occasione per rafforzare la conoscenza delle produzioni emiliano-romagnole, valorizzandone non soltanto la qualità e l’origine, ma anche il patrimonio di saperi, competenze e tradizioni che le rende espressione dei territori da cui provengono.

Il nuovo Osservatorio e il programma della missione in Usa e Canada sono stati presentati oggi in Regione dalla sottosegretaria Rontini e dall’assessore Mammi, insieme al presidente della Fondazione Casa Artusi, Andrea Segrè, e al responsabile scientifico dell’Osservatorio, Luca Falasconi, professore dell’Università di Bologna e membro della Comunità scientifica della Fondazione. Presente anche il presidente della Consulta Matteo Daffadà.

“Il primato dell’Emilia-Romagna nelle esportazioni agroalimentari verso Stati Uniti e Canada è il risultato del lavoro di migliaia di imprese, agricoltori, cooperative e consorzi di tutela, che hanno saputo conquistare la fiducia dei consumatori internazionali puntando sulla qualità, sulla sicurezza alimentare e sul legame con i territori- affermano la sottosegretaria Rontini e l’assessore Mammi-. Un patrimonio economico e produttivo che vogliamo continuare a sostenere, in uno scenario internazionale segnato da tensioni commerciali e crescenti difficoltà per chi esporta. Gli Stati Uniti restano un mercato fondamentale per il nostro agroalimentare, ma i dazi rischiano di rallentare la competitività delle imprese e di penalizzare produzioni che hanno costruito negli anni una presenza importante. Il Canada offre prospettive diverse: le esportazioni della filiera regionale continuano a crescere. In questo contesto, vogliamo mettere le nostre imprese nelle condizioni di continuare a competere, valorizzando la qualità delle produzioni e accompagnandole sui mercati internazionali. È un impegno che portiamo avanti con investimenti concreti: nel biennio 2025-2026 abbiamo destinato 25 milioni di euro alla promozione internazionale delle nostre Dop e Igp, un patrimonio di 46 produzioni certificate che genera quasi 4 miliardi di euro di valore”.

“Un ruolo prezioso è svolto anche dalle comunità degli emiliano-romagnoli all’estero, che mantengono vivo il legame con i territori d’origine e contribuiscono a costruire relazioni tra persone, imprese e istituzioni- proseguono Rontini e Mammi– e che incontreremo assieme al presidente della Consulta Daffadà. La nostra forza è poter offrire prodotti che hanno una storia, un’origine riconoscibile e garanzie di qualità per i consumatori. Dietro ogni Dop e Igp ci sono conoscenze, competenze e tradizioni che appartengono ai territori e alle comunità. Il nuovo Osservatorio di Casa Artusi permetterà di approfondire questo patrimonio anche attraverso la ricerca, studiando come la cucina italiana viene percepita nel mondo, come cambiano le abitudini e come si trasmette il nostro patrimonio gastronomico. Perché promuovere la qualità delle produzioni significa anche far conoscere la cultura che le esprime e le persone che ogni giorno contribuiscono a mantenerla viva”.

“Con l’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano, Casa Artusi traduce in azione concreta la responsabilità che il riconoscimento Unesco ci ha affidato- afferma il presidente di Casa Artusi Segrè-. Essere patrimonio significa monitorare ciò che siamo, capire come cambiano le pratiche e le percezioni della cucina italiana nel mondo, e intervenire con strumenti culturali all’altezza della sfida. I primi dati raccolti ci restituiscono un quadro che conferma l’urgenza di questo lavoro: c’è ancora molto da fare, in Italia e all’estero, per trasformare un riconoscimento in azioni quotidiani. L’Osservatorio di Casa Artusi nasce proprio per questo: non solo per celebrare, ma per capire. E per agire”.

L’Osservatorio di Casa Artusi e le prime indagini in Italia e negli Stati Uniti

La cucina italiana è sempre più parte delle scelte alimentari e dell’identità degli italiani, mentre negli Stati Uniti è associata soprattutto alla famiglia, alla tradizione e alla convivialità. È quanto emerge dalle prime indagini dell’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano, istituito dalla Fondazione Casa Artusi per studiare il patrimonio gastronomico italiano, la sua evoluzione e il modo in cui viene conosciuto e percepito nel mondo.

Il nuovo Osservatorio, presentato dal presidente di Casa Artusi, Andrea Segrè, nasce nell’ambito delle attività di salvaguardia della cucina italiana, riconosciuta Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, grazie alla compartecipazione della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini e al contributo della Camera di commercio di Modena. Un centro permanente di ricerca e divulgazione che approfondirà il valore culturale, sociale ed economico della gastronomia italiana, dalle tradizioni familiari alla trasmissione dei saperi tra generazioni, dall’innovazione alla sostenibilità, fino al rapporto tra alimentazione, salute e prevenzione dello spreco. I risultati delle ricerche saranno messi a disposizione di istituzioni, imprese, enti di promozione turistica e culturale e soggetti della cooperazione internazionale.

Le prime rilevazioni italiane, condotte a dicembre 2025 e a luglio 2026, mostrano un legame sempre più forte con la cultura gastronomica nazionale. Il 65% degli intervistati dichiara di riconoscersi molto o moltissimo nello stile alimentare tradizionalmente associato alla cucina italiana, rispetto al 59% di dicembre. Sale, inoltre, dal 41% al 46% la quota di chi ritiene che la cultura gastronomica italiana influenzi molto o moltissimo le proprie scelte alimentari, dalla spesa al consumo del cibo.

Al centro di questa identità ci sono soprattutto le tradizioni culinarie familiari e l’utilizzo di prodotti freschi e stagionali, indicati entrambi dal 75% degli intervistati. Seguono le ricette e le specificità locali (73%), la trasmissione delle conoscenze tra generazioni (70%) e la convivialità del pasto (67%). Diminuisce invece, dal 91% all’82%, la quota di chi dichiara di conoscere o aver sentito parlare del riconoscimento Unesco: un dato che evidenzia la necessità di continuare a promuovere la conoscenza del patrimonio gastronomico italiano e del suo valore culturale.

Gli Stati Uniti sono il primo Paese estero oggetto delle ricerche dell’Osservatorio. Le anticipazioni dell’indagine americana mostrano come la cucina italiana venga riconosciuta soprattutto attraverso le tradizioni familiari (40%), la trasmissione delle ricette tra generazioni (36%), l’utilizzo di prodotti freschi e stagionali (35%) e la qualità e l’origine degli ingredienti (33%). Tra i valori maggiormente associati alla cucina nazionale emergono il conforto e la nostalgia (41%), la passione e l’amore per il cibo (39%), l’autenticità degli ingredienti (36%) e l’importanza della famiglia e dei pasti condivisi (35%).

Anche negli Stati Uniti emerge una distanza tra il valore attribuito alla cucina italiana e la conoscenza del suo riconoscimento internazionale. Il 26 ottobre a Eataly Downtown, a New York, la Fondazione Casa Artusi è stata chiamata a ideare la proposta culturale e gastronomica dell’evento di promozione dei prodotti Dop e Igp dell’Emilia-Romagna. In questo contesto sarà presentata integralmente per la prima volta l’indagine statunitense da Filippo Pini, ricercatore dipartimento di Scienze e tecnologie agro-alimentari Università di Bologna.

All’appuntamento, inserito nel programma della missione istituzionale della Regione Emilia-Romagna, interverranno la sottosegretaria Rontini, l’assessore Mammi e il presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Daffadà. La presentazione sarà accompagnata da una degustazione delle produzioni Dop e Igp regionali, coordinata anche da Casa Artusi, anche con una presenza di una Marietta (una cuoca volontaria di Casa Artusi) con l’apertura di una forma di Parmigiano Reggiano Dop e l’intervento di Eugenio Perrier, responsabile del Consorzio per il Nord America. La missione offrirà inoltre l’occasione per avviare un confronto su possibili collaborazioni tra Casa Artusi e tre istituti canadesi di formazione culinaria e dell’ospitalità: il George Brown Polytechnic di Toronto, l’Institut de tourisme et d’hôtellerie du Québec (Ithq) e il Pearson Adult and Career Centre.

La delegazione emiliano-romagnola negli Usa e in Canada

La missione istituzionale, guidata dalla sottosegretaria alla Presidenza della Regione, Manuela Rontini, e dall’assessore all’Agricoltura e all’Agroalimentare, Alessio Mammi, con la partecipazione del presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Matteo Daffadà, coinvolge Art-ER, Unioncamere Emilia-Romagna, Apt Servizi, Enoteca regionale Emilia-Romagna, Fondazione Casa Artusi, Consorzio Tutela Lambrusco, Eataly North America, le Camere di commercio italiane presenti in Canada la Camera di Commercio Italiana in Canada e Ice New York. Alle iniziative collaborano inoltre il George Brown College di Toronto e l’Institut de tourisme et d’hôtellerie du Québec (Ithq) di Montréal. Sono coinvolte inoltre 23 aziende vitivinicole, insieme a rappresentanti delle produzioni certificate: Parmigiano Reggiano e Grana Padano Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia Dop e olio extravergine di oliva Brisighella Dop.