Question Time, chiarimenti sui lavori di mitigazione acustica al canile

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BOLOGNA – L’assessore Elena Gaggioli ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alle domande d’attualità dei consiglieri Umberto Bosco (Lega Bologna per Salvini premier) e Francesco Sassone (Fratelli d’Italia) sui lavori di mitigazione acustica al canile.

La domanda del consigliere Bosco
“Alla luce dell’articolo di stampa chiedo alla Giunta un parere politico-amministrativo nel merito. In particolare chiedo di sapere se, l’Amministrazione intenda procedere con l’esecuzione dei lavori previsti dalla Sentenza anche nel caso si prefiguri la violazione di Regolamenti e norme vigenti. Chiedo, inoltre, se non ritenga preferibile individuare una nuova area dove ospitare il canile congelando, previo accordo con la parte vincitrice, gli effetti della Sentenza”.

La domanda del consigliere Sassone
“Alla luce di quanto apparso sugli organi d’informazione, a seguito anche dell’incontro tenutosi presso il Canile Municipale, per valutare lo stato d’avanzamento del progetto per l’installazione delle barriere anti rumore nonché per quanto attiene all’effettivo numero di alberi da abbattere. Atteso che durante l’incontro sono state fatte rilevare alcune criticità in relazione al progetto così come previsto dalla Giunta e quello in fase di realizzazione, oltre al fatto che sono emerse preoccupazione per la salute degli animali ospiti del canile oltre che alla tutela del verde se si dovesse procedere nella realizzazione del progetto così come deliberato dalla Giunta. Tutto ciò premesso chiede al Sindaco ed alla Giunta, se non intende valutare di sospendere la realizzazione del barriere antirumore come da progetto in essere e se non ritenga più opportuno rivederlo anche alla luce delle criticità emerse per individuare una soluzione condivisa a favore tanto dei residenti che degli ospiti del Canile Municipale”

La risposta dell’assessore Gaggioli:

“Grazie presidente e grazie consiglieri, procederò prima a una ricostruzione di tutte le vicende che hanno riguardato il canile e poi mi soffermerò su qualche considerazione di tipo più politico e strategico. Il canile di Trebbo di Reno è insediato in via Bacialli a Trebbo di Reno dal 1971. La questione della realizzazione di barriere nasce nel 2015, quando in data 10 luglio il Suap dell’Unione Reno Galliera, nel rilasciare parere favorevole per la costruzione del gattile comunale adiacente all’esistente canile comunale, pone la condizione della realizzazione di barrire acustiche sugli interi lati nord ed est, per mitigare l’inquinamento acustico e ambientale, sulla scorta dei rilievi della commissione integrata Arpa e del Dipartimento di sanità pubblica, che aveva evidenziato e cito testualmente ‘che per quanto riguarda lo stato esistente, i rilievi svolti dal tecnico incaricato mostrano che nelle situazioni di massima eccitazione degli animali alloggiati si possono avere dei superamenti del limite di immissione differenziale nel periodo notturno. Per tale motivo veniva prescritta la realizzazione di una barriera antirumore dell’altezza di 2,5 metri in corrispondenza della porzione nord-est dell’area occupata dai box dei cani. La lunghezza della barriera da eseguire era pari a 70 metri’.

Facciamo un salto in avanti e andiamo nel 2018, l’anno in cui vengono formulate alcune ipotesi progettuali per offrire possibili soluzioni per rientrare nei limiti previsti dalla normativa per quanto concerneva il rumore proveniente dal canile e nel rispetto delle condizioni di visibilità e aerazione per gli animali. Ci tengo a evidenziare questo, già dal 2018, periodo in cui non rivestivo questa delega, io poi ho la delega ai diritti e benessere degli animali, ma le delibere di manutenzione sono dell’assessore competente, in particolare l’ultima è dell’assessore Aitini. Ma dal 2018 si è tentato sempre nella fase progettuale di portare a sintesi le due esigenze, quella prescrittiva relativa alla realizzazione delle barriere acustiche e quella delle condizioni di visibilità e aerazione per gli animali. Il benessere degli ospiti del canile, preferisco chiamarli così, è sempre stata una priorità di questa Amministrazione.

Nell’occasione di queste progettazioni è emersa una valutazione da parte dei cittadini, che tali soluzioni prospettate fossero oppressive e limitanti, considerando legittime solo soluzioni di mitigazione acustica da realizzare mediante piantumazioni opportunamente collocate su alcune aree del canile. Il Comune in quell’occasione ha pertanto proceduto a effettuare ulteriori modellazioni dei segnali rumorosi mediante specifico software acustico, con inserimento e verifica di speciali strutture fonoassorbenti. In seguito a queste rilevazioni sono state elaborate delle simulazioni ed è emersa la possibilità di apportare dei miglioramenti alla situazione esistente, anche liberando una porzione consistente di box posizionata verso l’ambiente circostante.

Rimane il fatto che tutti gli studi e le simulazioni hanno confermato la necessità di predisporre una schermatura per limitare la diffusione sonora dei latrati dei cani. Si è reputato opportuno, tenuto conto delle preoccupazioni espresse in merito alla scarsa ventilazione e al benessere degli animali, prevedere solo un primo intervento di mitigazione acustica consistente nella posa di una barriera fonoassorbente e di un rilevato in terra, su due angoli dell’area di sgambatura che si affacciano sulle vicine abitazioni, per poi verificare dal vivo l’effettivo abbattimento del rumore mediante misurazioni. L’Amministrazione comunale ha inserito questo intervento nella Programmazione triennale dei lavori pubblici 2018-2020, per l’anno 2018, finanziato con una spesa complessiva di 150.000 euro. A seguito di questo finanziamento è stato redatto progetto esecutivo, approvato in data 12 dicembre 2018.

Si inserisce in questo momento, il 6 febbraio 2019 è stato notificato all’Avvocatura di Bologna, un ricorso cautelare ex art. 700 codice penale. L’Autorità giudiziaria ha disposto che il CTU nominato verificasse il superamento dei limiti con misurazioni a sorpresa e individuasse, anche esaminando il progetto dell’Amministrazione comunale, le misure mitigative più idonee e per tale motivo il Comune ha ritenuto di sospendere la proposta di indizione di gara, in attesa che si compissero gli atti previsti dal Tribunale. Anche qui non ci sono dei ritardi, inadempienze o distrazioni, semplicemente un atteggiamento di precauzione, doveroso da parte di tutti gli ambiti dell’Amministrazione comunale. Giunto il provvedimento, si è messa in evidenza anche in questo caso la complessità dell’individuazione di una soluzione idonea, sia per quello che riguarda la rilevazione sia per la declinazione di soluzioni concrete. La relazione preliminare del CTU ipotizzava la realizzazione di una barriera di 500 metri quadri (125 metri per 4 di altezza).

Arriviamo in data 19 giugno 2020, il giudice Gamberini al fine di riconsiderare il tema posto del benessere animale, dietro sollecitazione del Comune ha richiesto al CTU di riconsiderare il progetto verificando se uguali risultati potevano essere ottenuti con scenari “intermedi”. Sia in sede di Question Time che sui social network il consigliere Bosco ha fatto delle valutazioni che io non condivido relative all’effettiva volontà del Comune di resistere in questa causa, sono qui a evidenziare con una certa precisione anche questi passaggi giudiziari a testimonianza di un atteggiamento che è stato molto determinato nel difendere una posizione che tra l’altro teneva conta di alcuni rilievi che erano emersi dai cittadini. Il giudice su nostra sollecitazione ha dato al CTU il mandato di verificare se uguali risultati di mitigazione potevano essere ottenuti con scenari intermedi, attraverso un utilizzo inferiore di barriere, se queste fossero state congiunte ad azioni di tipo riorganizzavo dello spazio del canile.

Il giudice il 14 gennaio 2021 ordina al Comune la cessazione delle immissioni sonore superiori alla normale tollerabilità tramite l’adozione dei rimedi tecnici individuati dallo stesso CTU all’esito di un complesso lavoro progettuale, che prevede il ridimensionamento della struttura, sia in termini di capienza che di ricollocazione di alcuni blocchi adibiti a specifiche funzioni e definisce anche gli interventi da realizzare. Entro nel dettaglio degli interventi: le sorgenti del blocco sanitario (blocco 2), devono essere spostate lasciandone inalterate le caratteristiche di emissività; il settore 41 bis (blocco 3), rimane inalterato; occorre operare una riduzione del numero di cani pari a 50 soggetti circa il 38% dell’attuale capienza media, così limitando la ricettività di ospiti a circa 80 cani. Dà anche delle indicazioni su come questi ospiti devono essere gestiti: le sorgenti dei blocchi 13 e 14 non devono essere spostate, ma rimosse, rappresentando dunque una consistente riduzione del numero di cani; viene inibito l’uso del blocco 5 e dunque le sorgenti da esso ospitate devono essere rimosse, rappresentando una riduzione del numero di cani pari a 36; eliminazione totale del fabbricato relativo al blocco 14; inserimento di una barriera di fronte al blocco 4; inserimento di divisori fra i box di altezza 1,5 metri nel blocco 3 con coefficiente di assorbimento pari a 0,2; inserimento di un terrapieno di fronte al blocco 3 per una lunghezza di circa 36 metri, utilizzando le stesse caratteristiche dimensionali dei terrapieni già progettati e appaltati dal Comune (altezza 2 metri, larghezza sommità 2 metri e pendenza 2 su 1). Il giudice prevede anche, in ragione dei tempi tecnici indispensabili al compimento di tali opere, un limite finale di 6 mesi, quindi entro il 14 luglio 2021. Abbiamo effettuato, come ho già detto anche nel corso della visita, ricorso alla sentenza in data 11 maggio 2021.

Ho voluto ricostruire la storia processuale a testimonianza di un atteggiamento che voleva difendere le soluzioni intermedia mitigative che erano stata individuate e che dal nostro punto di vista davano una priorità al benessere degli animali. Il giudice legittimamente nel suo lavoro di equilibratore fra le diverse istanze ha ritenuto di non considerarlo. Il progetto oggetto dei lavori che si stanno compiendo oggi prevede: la fornitura e posa di 11 pannelli fonoassorbenti, la realizzazione del terrapieno e l’eliminazione del fabbricato relativo al blocco 14. Gli abbattimenti di alberi verranno effettuati nel rispetto delle normative vigenti nel comune di Castel Maggiore e saranno ridotte al minimo, pur nella consapevolezza che dobbiamo dare esecuzione a una sentenza del giudice in tempi certi e che i margini non sono tantissimi.

Mi scuserete per questo cronoprogramma e mi riprometto anche di inviare a tutti i consiglieri una breve relazione in merito a tutto quanto esposto durante il Question time.
Ringrazio il consigliere Sassone per il riconoscimento, io avevo previsto di andare in visita al canile, ci siamo incastrati, ma avevo già in previsione una visita al canile e ne ho già effettuate altre durante il mandato perché ritengo sia mio dovere. Mi dispiace a fronte di una mia disponibilità totale, anche in riferimento a delle modalità di convocazione delle riunioni che mi lasciano perplessa, ho avuto occasione di dirlo, devo riscontrare da parte del consigliere Bosco una ricostruzione parziale e uso un eufemismo, con anche parziale pregiudiziale. Mi spiace dirlo perché siamo davanti a una situazione complessa, io ho spiegato al consigliere Bosco che un conto è il cittadino che decide legittimamente, e lo apprezzo, di diffondere degli atti relativi alla sua posizione privata, un conto è l’Amministrazione che li diffonde, deve fare altri adempimenti, li farebbe per qualsiasi cittadino, ma mi perdoni, quando si parla di pasticcio nell’attenzione al benessere degli animali, io rifiuto queste dichiarazioni con grande forza, non per quello che ho fatti io, ma per quello che è stato fatto negli anni dai miei colleghi. L’evoluzione della normativa e della giurisprudenza di questi ultimi anni, è una terminologia che a me non piace, che capisco essere più nelle sue corde, ma quando parliamo di procedimenti giudiziari eviterei il termine asfaltato; noi abbiamo le nostre ragioni, che erano ragioni legittime, tra l’altro nascevano anche da un dialogo con chi quel canile lo vive quotidianamente. Il giudice ha legittimamente, io ho grande rispetto dell’autorità giudiziaria, valutato che la tutela del diritto alla salute del ricorrente prevalesse sulle altre esigenze che il Comune ha portato in causa, ma è una cosa fisiologica e che meriterebbe un altro trattamento. Anche perché, da un lato si dice che il Comune è contento di questa sentenza perché può fare dei lavori che voleva fare, dall’altro lato diciamo che si è fatto asfaltare, delle due l’una. Mi piacerebbe, capisco che questo non è il momento di mandato migliore, ma mi piacerebbe si riconoscessero le cose con un po’ di equilibrio a fronte anche di una disponibilità mia e del Settore. Alla visita del canile che abbiamo effettuati, per me era una visita che poi si è trasformata in una assemblea alla quale mi sono ben volentieri prestata, voglio mettere in evidenza non tanto la mia presenza, tanto quella del dottor Faina che era in ferie ed è venuto apposta per dare riscontro ai consiglieri, e la dottoressa Faustini sta preparando una relazione per far comprendere meglio il progetto a tutti gli aventi diritto.

Io sono qui per ribadire che da parte dell’Amministrazione c’è grande attenzione, dell’assessore Aitini, ma della Giunta tutta; è una situazione oggettivamente complicata perché la normativa e la giurisprudenza si sono evolute in un certo senso, che non era prevedibile quando determinati lavori sono stati messi in campo. Dobbiamo dare esecuzione a una sentenza del giudice e su questo io non mi permetto di auspicare ritardi. Chiedo però un po’ più di rispetto, non tanto per il mio lavoro, il mio ruolo politico si presta anche a strumentalizzazioni, ma per il lavoro di tutti i dipendenti che da anni hanno messo in campo un’importante opera di dialogo e attenzione rispetto a una struttura che per questa Amministrazione è decisiva. Per quello che riguarda una eventuale ricollocazione del canile, ovvio che è una valutazione che andrà fatta anche in seguito al percorso che stiamo facendo con l’avvocatura, un ente parla attraverso i suoi canali ufficiali, non fa trattative fra singole persone fisiche, verranno fatte delle valutazioni, ovviamente riguarderanno l’inizio del prossimo mandato, alle quali sono sicura verrà data attenzione indipendentemente dalla mia presenza.

Ribadisco, grande interesse e attenzione, abbiamo difeso le soluzioni più idonee a tutelare il benessere animale, grande rispetto per l’autorità giudiziaria e per le sue decisioni e anche per i diritti riconosciuti della controparte, ma mi piacerebbe che ci fosse una narrazione meno parziale, che tenesse conto di una mia disponibilità personale e di tutto il settore al dialogo, che non è mai mancata e che mi dispiace dia luogo a dei palcoscenici e dichiarazioni opinabili invece che a uno spirito di collaborazione. Capisco il momento, in cui c’è bisogno di avere visibilità, io rimango con la stessa disponibilità e attenzione, ma mi corre l’obbligo di esprimere un po’ di disappunto per delle ricostruzioni opinabili, mi rifaccio in particolare all’intervento del consigliere Bosco, proprio perché la vicenda riveste per me un grande interesse e ci terrei ad avviare con i consiglieri di maggioranza e opposizione un dialogo costruttivo”.