Question Time, chiarimenti su binari del tram e biciclette

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BOLOGNA – L’assessore Claudio Mazzanti ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità della consigliera Paola Francesca Scarano (Lega Bologna per Salvini premier) su binari del tram e biciclette

La domanda della consigliera Scarano
“Le conseguenze che potrebbero derivare dagli eventuali attraversamenti dei binari del tram con la bicicletta. Sono a chiedere al Signor Sindaco ed alla Giunta un parere politico amministrativo in senso generale e più in particolare vorrei conoscere se l’Amministrazione ha valutato o comunque sta valutando questo aspetto tenuto anche conto di quanto sta avvenendo nelle altre città e delle denunce anche delle associazioni in difesa dei consumatori”.

La risposta dell’assessore Mazzanti
“Intanto, una notizia positiva: la Corte dei Conti ha destinato in via definitiva il finanziamento, con la sua recente decisione, rendendo operativo il finanziamento di 509 milioni di euro. Una notizia che era sulla stampa, ma sottolineo come bella notizia il fatto che la parte finanziaria è chiusa con il riconoscimento materiale del finanziamento per il tram.

Con riferimento alla sua domanda prima di affrontare l’argomento specifico posto, ovvero se siano stati valutati i rischi che correranno le persone che si muovono con mezzi a due ruote – bici e moto, una volta realizzate linee tranviarie a Bologna attraversando i binari delle stesse, è importante chiarire un concetto che è già stato più volte dibattuto da quando il Pums ha previsto il passaggio a questo sistema di trasporto rapido di massa e il Comune ha avviato la progettazione della prima delle linee che comporranno la rete definita del PUMS. La rete tranviaria di cui Bologna ha usufruito fino agli inizi degli anni Sessanta e che poi è stata dismessa e i veicoli che la percorrevano sono oggetti molto diversi da quelli di cui si sta trattando ora. Alcune città, anche italiane (si pensi a Torino e a Milano), hanno mantenuto – forse con più lungimiranza di quelle che hanno fatto scelte diverse – anche linee e mezzi di quell’epoca. Si tratta di sistemi che mantengono una loro utilità e che sprigionano anche un certo fascino, ma si commette un errore grossolano se si focalizza la discussione pensando a quel tipo di “tram”. Le moderne tranvie o metrotranvie sono sistemi con caratteristiche tecniche che le allontanano da quelle del passato. Intanto occorre considerare che la sede su cui si muoveranno i nuovi tram è in gran parte riservata e non sarà di norma liberamente percorribile da altri mezzi: nella Linea Rossa la sede tranviaria riservata arriva quasi al 90% del totale; inoltre nei moderni sistemi tranviari le intersezioni e gli attraversamenti sono organizzati con impianti semaforici per assicurare fasi separate per il passaggio dei tram e priorità per gli stessi; infine i nuovi tram sono veicoli dotati di sistemi di sicurezza tecnologicamente evoluti, come freni d’emergenza a pattino elettromagnetico e sistemi elettronici di assistenza alla guida per il riconoscimento di ostacoli, tanto che sono già in via di sperimentazione tram a guida autonoma. Pertanto la narrazione che rappresenta il tram come un mezzo obsoleto, del secolo scorso, di duecento anni fa è mendace e smentita dalla fortissima ripresa che questo sistema di trasporto ha avuto negli ultimi due-tre decenni e che sta ancora avendo, come dimostrato dai progetti che si stanno sviluppando ed attuando in tantissime città in Europa, fuori Europa e, ora, anche in Italia. Tornando al punto iniziale, seguendo il tracciato della linea in senso longitudinale, i ciclisti non potranno percorrere la sede tranviaria riservata, mentre potranno percorrere i pochi tratti di strada ove i tram viaggeranno in sede promiscua e dove non siano presenti corsie o piste ciclabili destinate appunto ai ciclisti. In senso trasversale potranno invece attraversare la linea in tutte le intersezioni e in tutti gli attraversamenti ciclabili presenti, senza che ciò determini particolari problemi di sicurezza. Infatti è bene precisare che la rotaia può costituire un’insidia per le biciclette soltanto se incontrata con angolo di tracciato piccolo. Non è quindi un pericolo per gli attraversamenti, perché in questi casi la ruota della bicicletta interseca la rotaia perpendicolarmente o quasi. Lo stesso vale anche per le moto con la differenza che la maggiore larghezza del pneumatico riduce il rischio che la ruota finisca nella gola della rotaia. Tornando alle biciclette va inoltre sottolineato come il progetto della Linea Rossa preveda di riorganizzare l’intera sezione stradale prevedendo adeguati spazi per il transito in sicurezza dei ciclisti e un sistema di percorsi ciclabili che affianchi la linea tranviaria. Per cui il progetto di questa infrastruttura rappresenta un’occasione per dare maggiore sicurezza a chi si muove in bicicletta e non già il contrario. D’altra parte tra le città che dispongono di linee tranviarie in ampio numero ve ne sono diverse che vedono anche un’elevatissima presenza di persone che si muovono in bici (basti pensare ad Amsterdam, a Bruxelles, a Gand, a Zurigo, solo per fare alcuni esempi) e le statistiche non confermano affatto l’affermata pericolosità del tram. Lo confermano le statistiche di nazioni in cui i sistemi tranviari sono molto diffusi, come la Francia e la Svizzera, ma anche in Italia i dati di incidentalità delle città che dispongono di linee tranviarie non mostrano la criticità di cui si discute. Ciò non significa ovviamente che non vi possano essere incidenti: molta attenzione dovrà essere posta, soprattutto quando l’opera sarà stata realizzata e il sistema sarà entrato in funzione, per informare in modo chiaro quali siano le regole e i comportamenti da rispettare da parte di tutte le categorie di utenti dello spazio stradale. Gli incidenti che accadono che coinvolgono veicoli tranviari o dovuti alla presenza dell’infrastruttura tranviaria sono, nella maggior parte dei casi, dovuti al mancato rispetto delle norme di circolazione. Su questo l’Amministrazione porrà molta attenzione, facendo tesoro delle esperienze già in essere e delle soluzioni messe in atto per prevenire problemi”.