“Quel problema del cielo” domani a Parma

Sabato 20 ottobre, a Palazzo del Governatore, un convegno di studi dedicato alla figura del grande poeta Pier Luigi Bacchini

PARMA –  Sabato 20 ottobre, dalle 10 alle 18 all’Auditorium di Palazzo del Governatore, si svolgerà un convegno di studi dedicato alla figura del poeta Pier Luigi Bacchini (1927-2014), in cui si affronterà la sua intera opera, considerandola nelle sue diverse sfaccettature, nel suo progressivo consolidarsi e maturare negli anni, nonché nel peso della sua eredità (anche a distanza dalla morte) all’interno del quadro complesso delle recezioni da parte delle poetiche contemporanee, ponendo l’autore come figura di riferimento a cavallo dei due secoli.

Il convegno, a ingresso libero e suddiviso in due sessioni (mattutina e pomeridiana), è organizzato da Luca Ariano, poeta e membro dell’Associazione Silentia Lunae, con il patrocinio e la collaborazione dell’assessorato alla Cultura del Comune di Parma, in collaborazione con Mup Editore e con il sostegno dell’Università degli Anziani di Parma.

“E’ molto importante – ha esordito Michele Guerra, assessore alla Cultura del Comune di Parma e presidente Università Anziani – riportare l’attenzione su di un autore come Bacchini, ma anche riprendere il filo del discorso poetico nella nostra città, che ha una grande tradizione a riguardo e che e ne sente il bisogno: questo convegno è sicuramente un significativo momento di riflessione da questo punto di vista”.

Marzio Dall’Acqua, presidente Casa editrice MUP, ha accennato alla creazione dell’Archivio della Letteratura presso l’Archivio di Stato di Parma e ha tratteggiato un ricordo personale del poeta: “Pier Luigi Bacchini aveva un forte senso della dilatazione del tempo e della storia, come la sua opera che ha un respiro (così diverso da quello di Bertolucci) sempre rotto e spezzato”.

Giuseppe Marchetti e Paolo Briganti hanno introdotto i temi che saranno oggetto dei loro interventi durante il convegno: “in Bacchini – ha sottolineato il saggista e critico letterario Marchetti – troviamo una “qualità della malinconia” che si traduce in ricordo affettuoso del passato. Bacchini ci ha lasciato l’immagine di un poeta completo.

“Durante il convegno – ha aggiunto Paolo Briganti (Università di Parma) – faremo molte letture come è giusto, anche didatticamente, per un momento di approfondimento poetico. Come Argante Studio siamo stati i primi a portare in teatro Bacchini, i cui testi hanno bisogno di una interpretazione di tipo polifonico”.

A presentare nel dettaglio la genesi e il programma dell’appuntamento è intervenuto, lunedì 15 ottobre, Luca Ariano, poeta e organizzatore del Convegno di Studi.

Punto di partenza sarà naturalmente la poesia di Bacchini, soprattutto quella a partire dalla svolta razionale e linguistica, avvenuta negli anni Sessanta e seguenti del secolo scorso, che lo ha reso sempre più uno dei poeti più originali e innovativi del secondo Novecento, proiettando la sua opera nel nuovo millennio.

Bacchini, già “Premio Viareggio” 1993 e, per quanto riguarda Parma, Medaglia d’oro del “Premio Sant’Ilario” 2005, è una figura ampiamente storicizzata e conosciuta ed apprezzata ben oltre i confini della propria città e nazionali.

La città di Parma e il suo territorio (la natura della prima collina nei dintorni di Medesano, ove il poeta ha vissuto per lunghi anni), luoghi spesso riconoscibili e nominati con precisione, assumono nei suoi versi, accanto a volti e ritratti indimenticabili, una dimensione cosmica e universale.

Il convegno si propone di sviscerare i vari aspetti della sua produzione: dalle poesie dal verso lungo e frantumato, agli haiku, sino al romanzo, soffermandosi anche sull’eredità lasciata e sull’influsso che la sua poesia e la sua poetica hanno avuto e continuano ad avere su poeti contemporanei viventi, giovani e meno giovani, facendone un vero e proprio Maestro.

Bacchini è ormai un classico per le nuove generazioni di poeti e critici e merita di essere continuamente riscoperto e rivalutato perché la sua produzione non smette mai di fornire spunti di riflessione.

Pier Luigi Bacchini (Parma 1927-2014), autore tra i più importanti del secondo Novecento e inizio secolo, cantore della natura e dell’uomo, ha sintetizzato in poesia – rinnovandone il linguaggio e le tematiche – scienza, storia, dimensione cosmica e mondo quotidiano. Tra i numerosi riconoscimenti, si menziona il “Premio Viareggio” con Visi e Foglie (Garzanti 1993) e il “Premio Fondazione Roma” alla carriera (2012).
La sua opera poetica, che si sviluppa ininterrotta dal 1954 al 2013, è raccolta negli Oscar di Mondadori (2013, a cura di Alberto Bertoni).

Programma della giornata:

Dalle 10 alle ore 13: sessione mattutina presieduta da Marzio Dall’Acqua

Intervengono:
Paolo Briganti (Università di Parma): “«I miei versi spezzati»: ipermetria, interferenza, polifonia nella poesia di Pier Luigi Bacchini”.
Luca Ariano (poeta): “Sulle orme di Bacchini, tracce e influenze bacchiniane nella poesia di oggi”.
Giuseppe Marchetti (saggista e critico letterario): “Haiku di Pier Luigi Bacchini”.
Alberto Bertoni (Università di Bologna): “Il delinearsi e il rafforzarsi della poetica di Bacchini”.

Letture a cura di Mirella Cenni, Paolo Briganti e Raffaele Rinaldi.

Dalle 15 alle ore 18: sessione pomeridiana presieduta da Paolo Briganti

Intervengono:
Daniela Marcheschi (CLEPUL, Pólo Uma-Universidade de Lisboa): “Pier Luigi Bacchini: qualche considerazione a quattro anni dalla morte”.
Marzio Dall’Acqua (presidente Monte Università Parma Editore): “Bacchini e la creazione dell’Archivio della Letteratura presso l’Archivio di Stato di Parma”.
Giuliano Ladolfi (critico letterario): “Pier Luigi Bacchini: oltre il Novecento a livello biologico”.
Giovanni Ronchini (saggista e critico letterario): “L’inquieta contemplazione delle cose. Il romanzo di Pier Luigi Bacchini”.

Letture a cura di Mirella Cenni, Paolo Briganti e Raffaele Rinaldi.

La pubblicazione degli atti del convegno sarà pubblicata da MUP Editore.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Bookshop a cura della libreria Piccoli Labirinti.