CASALECCHIO DI RENO (BO) – Casalecchio di Reno rafforza la propria rete di cardioprotezione grazie all’installazione di quattro nuovi defibrillatori automatici esterni (DAE), donati dalla Regione Emilia-Romagna e collocati in punti strategici del territorio comunale: il Municipio, la Casa della Conoscenza, la Casa per l’Ambiente e nell’area della fermata dell’autobus vicino alla chiesa dei Santi Antonio e Andrea a Ceretolo.
I dispositivi sono geolocalizzati e integrati nel sistema di emergenza attraverso l’app DAE RespondER, che consente di allertare rapidamente i soccorritori presenti nelle vicinanze in caso di arresto cardiaco.
I DAE sono strumenti salvavita in grado di analizzare automaticamente il ritmo cardiaco e indicare, attraverso semplici istruzioni vocali, se sia necessario erogare una scarica elettrica per contrastare un arresto cardiaco. Progettati per essere utilizzati anche da personale non sanitario, permettono di intervenire nei minuti decisivi che precedono l’arrivo dei soccorsi.
L’iniziativa rappresenta un importante investimento nella sicurezza della comunità e conferma l’impegno delle istituzioni nella diffusione della cultura del primo soccorso e della prevenzione. Rendere accessibili i defibrillatori sul territorio significa infatti dotare cittadini e soccorritori di uno strumento fondamentale per salvare vite umane, contribuendo a costruire una Casalecchio sempre più sicura, solidale e attenta al benessere delle persone.
Come funziona
Il DAE funziona in modo automatico, praticamente da solo. Basta applicare le placche adesive sul torace del paziente e lasciare che il dispositivo analizzi automaticamente il ritmo cardiaco.
Sarà sempre lo stesso dispositivo che, se necessario, si predisporrà per erogare la “scarica”, selezionando in autonomia il livello di energia necessario.
Quando il defibrillatore si è caricato, per mezzo di un altoparlante fornirà le istruzioni al soccorritore, ricordando di non toccare il paziente e di premere l’apposito pulsante per somministrare la scarica.
Dopo ciascuna scarica, il defibrillatore entra in modalità “stand-by” e passati due minuti effettua nuovamente l’analisi del ritmo cardiaco. Qualora venga nuovamente rilevato un ritmo defibrillabile si predispone automaticamente per una nuova scarica.
Il soccorritore che lo manovra non ha possibilità di forzare la scarica: l’erogazione avverrà esclusivamente se il dispositivo la riterrà necessaria.






