Provincia di Modena: 17 maggio, giornata internazionale contro omofobia

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“Sia un momento di riflessione intima e collettiva”

MODENA – «La ricorrenza della giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia dovrebbe tradursi in un momento di riflessione intima e collettiva e concretizzarsi in un agire quotidiano rispettoso, nelle parole e nei fatti, del diritto di ciascuno di sviluppare appieno e in libertà la propria personalità».

Con queste parole, la consigliera provinciale con delega alle pari opportunità e sindaca di Ravarino Maurizia Rebecchi commenta l’adesione della Provincia di Modena alla sedicesima giornata internazionale contro l’omofobia la transfobia, la lesbofobia e la bifobia, indetta dall’Unione Europea, che sarà celebrata il 17 maggio 2021.

La Provincia di Modena aderisce alla rete Ready, nata a Torino nel 2006 nell’ambito del Pride nazionale, che riunisce rappresentanti istituzionali numerose Pubbliche Amministrazioni, con l’obiettivo di offrire alle pubbliche amministrazioni locali uno spazio di condivisione e interscambio di buone prassi finalizzate alla tutela dei Diritti Umani delle persone Lgbt e alla promozione di una cultura sociale del rispetto e della valorizzazione delle differenze e sarà presente alla celebrazione annuale della giornata Internazionale che si terrà il prossimo lunedì.

Per la consigliera Rebecchi «questa giornata deve, inoltre, sottolineare la necessità di un cambio di passo del nostro sentire verso queste tematiche, anche attraverso l’approvazione di quei disegni di legge che il Parlamento discute da tempo e che oggi non possiamo più permetterci di rimandare, sia come Istituzioni che come cittadini».

L’ultimo report sulla tutela giuridica della persone Lgbt nei Paesi del mondo, pubblicato a marzo 2019 da Ilga, l’associazione internazionale della persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali/transgender e intersessuali, accreditata presso le Nazioni Unite, evidenzia che l’omosessualità costituisce ancora un reato in 69 Stati del mondo ed è punita con la pena di morte in 12 Paesi.