Rimini

Prolungata a tutto il 2026 la raccolta manuale di legname a uso privato nei corsi d’acqua

Municipio di Rimini (2) – L’Opinionista x Emiliaromagnanews24

RIMINI – Il settore Ambiente del Comune di Rimini informa che viene estesa a tutto il 2026 l’autorizzazione da parte dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile a raccogliere il legname caduto in alveo o trasportato nei pressi delle sponde in aree demaniali, da parte dei privati nei corsi d’acqua del reticolo emiliano-romagnolo.

Si tratta di un’attività che affianca e non sostituisce in alcun modo la pulizia degli alvei che resta in capo alla Regione, ma rappresenta la possibilità per i privati cittadini di raccogliere manualmente, per soli usi personali e domestici, materiale vegetale a uso privato nei corsi d’acqua dell’Emilia-Romagna, ad esclusione dei tratti arginati.

Anche per tutto il 2026, dunque, la Regione dà il via libera per chiunque di procedere al prelievo del legname caduto in alveo o trasportato in prossimità delle sponde in aree demaniali nell’ambito dei bacini idrografici dei seguenti corsi d’acqua: fiume Conca, torrente Marano, rio Melo, torrente Ventena, torrente Tavollo, fiume Marecchia, torrente Ausa, fiume Uso e dei loro affluenti e rii minori.

I prelievi sono consentiti fino a 250 quintali all’anno per l’autoconsumo e senza scopo di lucro. Per procedere è necessaria una comunicazione scritta alla sede dell’Ufficio territoriale di Protezione Civile (Rimini – Via Rosaspina, 7 – 47923 Rimini oppure via email all’indirizzo stpc.rimini@postacert.regione.emiliaromagna.it) e per conoscenza ad ARPAE – Servizio Autorizzazioni e Concessioni e al Comune interessato. Per la comunicazione va utilizzato il modulo che si trova sul https://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/servizi/richieste-uffici/raccolta-legname).

L’attività può essere svolta con l’ausilio di mezzi di trasporto utilizzando esclusivamente la viabilità e gli accessi già presenti, senza comportare modifiche o alterazioni dello stato dei luoghi e, comunque, senza accedere all’alveo con mezzi a motore. Infine, il materiale prelevato (ramaglie, ceppaie e radici già asportate dalla corrente, ecc.) deve venire allontanato dall’alveo, trasportato in luogo idoneo e adeguatamente gestito.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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