Patrizia Barbieri: “Mi sono presa cura dei piacentini di fronte alla pandemia; è la grande opera di cui vado più fiera”

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sindaco Patrizia BarbieriPIACENZA – “Non ho mai utilizzato il Covid come argomento di campagna elettorale, convinta che tutti dovessimo portare il dovuto rispetto e attenzione a una comunità che più di tante altre ha sofferto dell’emergenza sanitaria e delle sue conseguenze. Ma di fronte a chi ironizza o a chi oggi rinfaccia alla mia Amministrazione di non aver lasciato una grande opera tangibile, non posso che rispondere che l’essermi presa cura della comunità piacentina, aver cercato di tutelarla, di proteggerla, di sostenerla nelle difficoltà e di programmare il suo futuro, è stata ed è la grande opera di cui vado più fiera”. Il Sindaco Patrizia Barbieri ha deciso di non accettare più in silenzio gli attacchi provenienti, non solo dalla sinistra, di non aver lasciato in eredità per questi anni di Amministrazione qualcosa di tangibile in città. “Chi ironizza, critica e attacca – continua la candidata del centrodestra – evidentemente ha trascorso troppo tempo nei suoi comodi uffici in questi anni, a pontificare dai social, senza accorgersi di ciò che Piacenza ha attraversato e sta ancora attraversando: il dramma sanitario, famiglie devastate da dolore e improvvise perdite umane, le conseguenze psicologiche e sociali dell’isolamento, l’impatto sull’economia, il blocco dei cantieri, i negozi chiusi per sempre, le nuove fragilità e povertà. Di fronte a tutto ciò, e molto altro, oggi si rinfaccia di non aver costruito magari un ponte, proprio da chi, oltretutto, in tema di ponti non ha un passato glorioso da ricordare a Bettola e dintorni”.

“Abbiamo fatto di tutto per prenderci cura dei piacentini – rivendica Patrizia Barbieri – Abbiamo cercato di tutelare gli anziani, le persone più fragili, di dare un’assistenza ai disabili, alle famiglie e ai bambini, anticipando molte delle decisioni nazionali e creando un sistema Piacenza riconosciuto ovunque per efficienza ed efficacia. Abbiamo lavorato sulle nuove povertà, sulle emergenze economiche, sul sostegno alle nostre attività economiche e al tessuto socio-economico insieme alle categorie e ai cittadini. E in tutto questo, non abbiamo rinunciato a guardare al futuro dei piacentini, a dargli idee e progetti per ripartire, partendo dai giovani e per i giovani, curando gli anziani e i più fragili. Settantasei milioni e mezzo di progetti finanziati per la città, interventi progettati e alcuni già in fase di realizzazione – dal nuovo campus scolastico all’ex Laboratorio Pontieri alla nuova Facoltà di Medicina in Lingua Inglese che troverà sede definitiva all’ex ospedale militare di viale Malta, dal trasporto rapido di massa con mezzi elettrici al nuovo ospedale, all’affermarsi di Piacenza come città d’arte e turistica – sono molto più di un’opera tangibile, buona solo per farsi una foto in campagna elettorale; sono un investimento sulla nostra città e sul suo futuro che è già in corso”.