Le dinamiche del settore primario
FORLÌ-CESENA – RIMINI – La Camera di commercio della Romagna diffonde le previsioni occupazionali per il trimestre marzo-maggio 2026: sono 29.600 gli ingressi programmati dalle imprese delle province di Forlì-Cesena e Rimini. Focus indagine Excelsior sui fabbisogni formativi e professionali delle imprese del settore Agricoltura nel 2025.
Dalle analisi occupazionali diffuse dalla Camera di commercio della Romagna, gli ingressi previsti (entrate per assunzioni a tempo indeterminato e determinato e per attivazioni di forme di lavoro flessibile) nelle province di Forlì-Cesena e Rimini, per il trimestre marzo-maggio 2026 sono 29.600.
Gli ingressi previsti nel mese di marzo sono complessivamente 7.930, di cui 4.210 a Forlì-Cesena e 3.720 a Rimini. Il dato rappresenta il 19,7% del dato regionale (40.200 entrate programmate) incidenza in crescita di 2,8 punti percentuali rispetto al mese di febbraio, corrispondente a sua volta all’8.4% degli ingressi previsti in Italia (479.000), incidenza costante. Le previsioni occupazionali provinciali diffuse dalla Camera di commercio della Romagna sono elaborate dalle analisi di Excelsior Informa, il Bollettino mensile con orizzonte trimestrale sui fabbisogni occupazionali delle imprese industriali e dei servizi, realizzato da Unioncamere, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalle Camere di commercio italiane.
In provincia di Forlì-Cesena, gli ingressi previsti (entrate per assunzioni a tempo indeterminato e determinato e per attivazioni di forme di lavoro flessibile) per il trimestre marzo-maggio 2026, sono 14.210.
Per il mese di marzo le entrate previste sono 4.210 e i 5 principali settori di attività, in valore assoluto, risultano i Servizi di alloggio/ristorazione/turismo 780, il Commercio con 740 ingressi previsti, i Servizi alle persone con 360, le Costruzioni con 350 e le Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco con 230. Le entrate previste si concentrano per il 60% nel settore servizi, che comprende commercio, alloggio e ristorazione, servizi alle imprese e alle persone e nel 5% dei casi, in imprese con meno di 50 dipendenti (micro e piccole).
Preponderante l’impiego dei contratti a tempo determinato, in misura pari all’83%.
Una quota pari al 23% delle assunzioni previste riguarderà giovani con meno di 30 anni, mentre il 35% delle imprese prevede di assumere personale immigrato.
Nel 59% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore, ma in 44 casi su 100 si prevedono difficoltà a trovare i profili desiderati da parte delle imprese.
In provincia di Rimini gli ingressi previsti (entrate per assunzioni a tempo indeterminato e determinato e per attivazioni di forme di lavoro flessibile) per il trimestre marzo-maggio 2026, sono 15.390.
Per il mese di marzo le entrate previste sono 3.720 e i 5 principali settori di attività, in valore assoluto, risultano i Servizi di alloggio/ristorazione/turismo, con ben 1.540 ingressi previsti, il Commercio con 450, Servizi alle persone con 450, i Servizi operativi a supporto delle imprese e delle persone con 280 e le Costruzioni con 280. Le entrate previste si concentrano per l’80% nel settore servizi, che comprende commercio, alloggio e ristorazione, servizi alle imprese e alle persone e nel 76% dei casi in imprese con meno di 50 dipendenti, micro e piccole.
Preponderante l’impiego dei contratti a tempo determinato, in misura pari all’83%.
Una quota pari al 21% delle assunzioni previste riguarderà giovani con meno di 30 anni, mentre il 28% delle imprese prevede di assumere personale immigrato.
Nel 65% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore; in 41 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati.
Focus Agricoltura: i fabbisogni formativi e professionali del settore primario
L’analisi del settore primario legata alle indagini Excelsior è una importante novità introdotta a completamento dei settori industria e servizi.
Dal 2020 a oggi i volumi produttivi del comparto agricolo hanno mantenuto una tenuta sostanziale in Italia. Nel 2024 è emersa una progressione del 2% del valore aggiunto (misurato a prezzi costanti). Negli ultimi anni si nota anche una ripresa occupazionale con il numero di lavoratori nel settore in aumento. A fronte di un livello stabile del valore aggiunto, a una domanda di lavoro in aumento è corrisposta una contrazione della produttività del lavoro. Il minimo negli addetti si è registrato nel triennio 2020-2022.
Il panorama delle imprese agricole sta attraversando una fase di lenta ma significativa trasformazione strutturale, in cui si nota una diminuzione numerica; nel 2025 si contano circa 668 mila imprese a livello nazionale, con una contrazione di quasi 11 mila unità rispetto all’anno precedente. Altri fenomeni riguardano la parcellizzazione del tessuto produttivo composto da ditte individuali per l’84%, ma è presente anche una certa spinta alla modernizzazione societaria, infatti le società di capitale, crescono del 3% su base annua e raggiungono la quota del 3,5% del totale del settore.
Il primario si delinea in generale come un settore ad alta propensione ad assumere rispetto all’economia nel suo complesso, in cui un ruolo chiave è svolto dalle microimprese (1-9 dipendenti). Il 98% della domanda di lavoro registrata nel 2025 si è concentrato nel macrosettore che include le attività di agricoltura, silvicoltura e caccia, mentre il restante 2% ha riguardato la pesca e acquacoltura. Determinanti per l’apertura di nuove posizioni lavorative sono risultate le coltivazioni ad albero e di campo.
Quasi l’88% delle posizioni lavorative offerte dalle imprese del settore nel 2025 risulta legato all’adozione di contratti a tempo determinato: la stagionalità di lavorazioni, colture e prodotti emerge dunque come fattore chiave per spiegare il ricorso più intenso a tipologie contrattuali flessibili che si riscontra nel settore primario a differenza dell’economia nel suo complesso.
È alta la richiesta di lavoratori immigrati da parte delle imprese del settore primario: si tratta del 43% del totale delle entrate programmate, contro il 23% circa nel complesso dei settori dell’economia. La domanda di lavoratori immigrati appare largamente legata al profilo professionale dei braccianti agricoli ma percentuali non trascurabili si riscontrano anche nel caso di mansioni che richiedono competenze più specializzate, come quelle delle coltivazioni legnose, dell’orto-florovivaismo e degli allevamenti. Particolarmente tesa appare la situazione nei comparti legati all’allevamento, dove la combinazione fra l’insufficienza numerica dei candidati e la richiesta di esperienza pregressa mette in luce la carenza di competenze richieste nel mercato del lavoro.
Il settore primario rappresenta per l’Italia un asset strategico irrinunciabile, pilastro dell’identità nazionale e motore di un export agroalimentare fondato sull’eccellenza e sulla qualità delle materie prime. Tuttavia, il quadro complessivo evidenzia una struttura produttiva altamente frammentata che, se da un lato valorizza la capacità delle microimprese di generare occupazione, dall’altro presenta criticità legate alla qualità contrattuale e alla forte stagionalità. In questo scenario, la sfida consiste nell’accompagnare la transizione verso un settore primario 4.0, in cui l’adozione di tecnologie avanzate e di soluzioni sostenibili si integri pienamente con lo sviluppo di competenze professionali adeguate. Le competenze rappresentano infatti il fattore abilitante per innovare i processi, aumentare la produttività, ridurre i divari strutturali e sostenere l’evoluzione del comparto, trasformando il patrimonio della tradizione in un sistema moderno, resiliente e competitivo su scala globale.
Per ulteriori informazioni: occupazione@romagna.camcom.it; scopri di più sul sito www.romagna.camcom.it dove sono disponibili ulteriori informazioni sulle numerose attività e sui progetti della Camera della Romagna che avvicinano il sistema scolastico-formativo al mondo delle imprese e del lavoro nel territorio.
Per approfondimenti ulteriori si consulti il sito: http://excelsior.unioncamere.net nel quale sono disponibili dati e analisi riferiti ai livelli nazionale, regionali e provinciali, sui fabbisogni professionali delle imprese, nonché le numerose Pubblicazioni tematiche.
Nota metodologica:
I dati annuali derivano dall’indagine Excelsior realizzata da Unioncamere in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, inserita nel Programma Statistico Nazionale (UCC-00007) tra quelle che prevedono l’obbligo di risposta, dal 2017 è svolta con cadenza mensile.
Le informazioni derivano dal trattamento di informazioni amministrative presenti nel Registro Imprese e in INPS includendo, dal 2025 le imprese del settore primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca). Tale fonte viene comunque considerata al netto dei fenomeni non osservati per costruzione nel campo di osservazione di Excelsior (contratti attivati da: Pubblica amministrazione, studi professionali, soggetti non iscritti nei registri delle Camere di Commercio; nonché i contratti di durata inferiore ad un mese) ed integrata con le informazioni derivanti dalle indagini mensili disponibili fino al mese di settembre 2025 che, a copertura dell’intero anno, hanno come periodo previsionale i mesi dell’ultimo trimestre.
Le indagini mensili sono state realizzate utilizzando principalmente la tecnica di compilazione in modalità CAWI e realizzando 294.000 interviste presso le imprese, campione rappresentativo delle imprese con dipendenti al 2024 del settore primario e dei diversi settori industriali e dei servizi. La stima della previsione dei flussi di entrata viene ottenuta attraverso la modellizzazione della serie storica dei dati desunti da fonti amministrative su imprese e occupazione, opportunamente integrata con i dati campionari relativi a ciascuna indagine mensile. Le entrate (numero di contratti di lavoro che le imprese intendono stipulare in un certo periodo) e le relative caratteristiche si riferiscono alle assunzioni di lavoratori dipendenti e ai flussi di collaboratori di lavoratori in somministrazione e di altri lavoratori non alle dipendenze. Le operazioni di riconduzione delle CO al campo di osservazione di Excelsior evidenziano una correlazione tra le due serie pari all’81% per il periodo luglio 2017 – dicembre 2024.
I risultati dell’indagine sono disponibili a livello nazionale, regionale e provinciale per i settori ottenuti dall’accorpamento di codici di attività economica della classificazione ATECO2007. La ripartizione delle entrate previste per “gruppo professionale” fa riferimento ad opportune aggregazioni dei codici della classificazione ISTAT CP2021.
ExcelsiorInforma è realizzato da Unioncamere in collaborazione con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, nell’ambito del Sistema Informativo Excelsior. La riproduzione e/o diffusione parziale o totale delle tavole contenute è consentita esclusivamente con la citazione completa della fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior.
I dati presentati nei bollettini mensili con orizzonte trimestrale e nelle Pubblicazioni annuali derivano dall’indagine Excelsior realizzata da Unioncamere in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’indagine, inserita nel Programma Statistico Nazionale (UCC-00007) tra quelle che prevedono l’obbligo di risposta, dal 2017 è svolta con cadenza mensile. Le informazioni contenute nei bollettini qui elaborate sono state acquisite nel periodo 28 gennaio-11 febbraio 2026, utilizzando principalmente la tecnica di compilazione in modalità CAWI attraverso le interviste realizzate più di 101.800 imprese, campione rappresentativo delle imprese con dipendenti al 2024 dei diversi settori del settore primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca) dell’industria e dei servizi. La proiezione mensile dei dati di indagine e il potenziamento dell’integrazione tra questi e i dati amministrativi attraverso un modello previsionale, permettono l’analisi delle principali caratteristiche delle entrate programmate nel mese di marzo 2026, secondo i profili professionali e i livelli di istruzione richiesti. I risultati dell’indagine sono disponibili a livello nazionale, regionale e provinciale per i settori ottenuti dall’accorpamento di codici di attività economica della classificazione ATECO2007. La ripartizione delle entrate previste per “gruppo professionale” fa riferimento ad opportune aggregazioni dei codici della classificazione ISTAT CP2021.








