
BOLOGNA – L’Alma Mater inaugura le nuove infrastrutture di ricerca dedicate a impianti e macchine per l’agricoltura di precisione, sistemi digitali e soluzioni innovative per la sostenibilità dei sistemi agrari.
Lunedì 20 aprile, ore 17
Centro Didattico Sperimentale di Cadriano
Via Gandolfi 19, Granarolo dell’Emilia (Bologna) – Accesso riservato a stampa e autorità
Intervengono
Rettore Giovanni Molari, Università di Bologna
Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca
Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste
Giovanni Dinelli, Direttore Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari – Università di Bologna
Inaugurate oggi all’Azienda agraria dell’Università di Bologna le nuove infrastrutture del Centro Didattico Sperimentale di Cadriano: un investimento da 12 milioni di euro che consolida il ruolo dell’Alma Mater come riferimento nazionale ed europeo e nodo centrale della rete Agritech.
Al taglio del nastro erano presenti il Rettore Giovanni Molari, il Ministro dell’Università e Ricerca Anna Maria Bernini, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, e il Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell’Università di Bologna Giovanni Dinelli.
Il rinnovamento del Centro Didattico Sperimentale di Cadriano rappresenta un passaggio strategico per rafforzare la ricerca e dell’innovazione nel settore agroalimentare e accelerare la transizione verso modelli produttivi più sostenibili, efficienti e tecnologicamente avanzati.
Le infrastrutture inaugurate comprendono una pista di prova per la sicurezza dei trattori agricoli, con particolare attenzione ai mezzi di nuova generazione e a guida autonoma, una camera semianecoica per la verifica delle interferenze elettromagnetiche su componenti e macchine agricole e due laboratori scientifici d’avanguardia, dedicati rispettivamente alla ricerca in ambito vegetale e allo studio delle condizioni ottimali di conservazione di frutta e ortaggi.
Risultati ottenuti grazie allo Spoke 3 di Agritech, coordinato dall’Ateneo e dedicato alle “Tecnologie abilitanti e strategie sostenibili per la gestione intelligente dei sistemi agricoli e del loro impatto ambientale”, una delle principali iniziative strategiche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nato per accompagnare la trasformazione digitale e sostenibile dell’agricoltura italiana.
Queste innovazioni produrranno un impatto decisivo su un comparto che sta profondamente mutando per rispondere alle sfide del presente, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse, riduzione degli sprechi, creazione di valore attraverso nuovi rapporti con i consumatori e tra l’agroindustria e il settore agricolo.
I Biotroni: ricerca avanzata per nuovi sistemi di coltivazione
I biotroni rappresentano una delle più avanzate infrastrutture dedicate alla ricerca in ambito vegetale, un laboratorio sperimentale di ultima generazione per lo sviluppo di sistemi di coltivazione innovativi, sostenibili ed efficienti. Il cuore della struttura è costituito da sei camere climatiche di 24 metri quadri ciascuna, all’interno delle quali è possibile replicare e monitorare condizioni di temperatura, umidità, concentrazione di anidride carbonica e ventilazione. L’illuminazione a LED, regolabile, si adatta alle diverse esigenze di crescita delle colture; accanto ad essa il sistema di fertirrigazione a circuito chiuso consente l’impiego di soluzioni nutritive specifiche e il recupero del drenaggio, che viene sanificato, corretto e reimmesso nel ciclo produttivo. Un sistema di monitoraggio dei consumi permette un’analisi dettagliata dell’impatto energetico di ogni componente e lo sviluppo di strategie di ottimizzazione sempre più efficaci. Il laboratorio consente di simulare scenari ambientali complessi e dinamici, utili per studiare la risposta delle colture ai cambiamenti climatici e sviluppare sistemi di coltivazione innovativi ed efficienti.
La nuova camera semi-anecoica e la pista rinnovata per testare i veicoli agricoli
I trattori e veicoli tecnologicamente evoluti utilizzati oggi in agricoltura sono sempre più soggetti alle interferenze provenienti da campi elettromagnetici esterni che possono causarne anomalie di funzionamento: la nuova camera semi-anecoica rappresenta uno strumento fondamentale per contribuire alla valutazione dei rischi legati a tali interferenze.
Le misurazioni riguardano la resistenza delle dotazioni elettriche ed elettroniche delle macchine agricole o di loro singoli componenti a campi elettromagnetici appositamente generati in un percorso standardizzato; allo stesso tempo i sensori sono in grado di misurare il livello di emissione di radiazione elettromagnetica da parte dei veicoli.
Accanto alla camera, la pista di prova del Laboratorio di Meccanica Agraria ha beneficiato di un importante intervento di manutenzione straordinaria, con la ripavimentazione che incontra le esigenze dei moderni veicoli agricoli e dei sistemi a guida autonoma. Accanto ad essa, è stata integrata una nuova area destinata alle prove per trattori e veicoli autonomi: dalla capacità del veicolo di operare autonomamente nel rispetto dell’area di lavoro assegnata a quella di rilevare ed evitare ostacoli imprevisti a tutela degli operatori e dell’ambiente circostante. I risultati consentiranno di elaborare procedure di prova standardizzate dedicate alle prestazioni di sicurezza dei trattori a guida autonoma.
Un “Living Lab” per migliorare la conservazione di frutta e ortaggi
Nell’ambito del progetto Agritech, i Living Labs rappresentano il cuore dell’innovazione e del trasferimento tecnologico alle imprese: quello di Cadriano è dedicato a migliorare la conservazione di frutta e ortaggi preservandone le qualità organolettiche, aspetto imprescindibile per garantire al consumatore alimenti dotati di elevate caratteristiche nutrizionali.
Nelle celle frigorifere ‘tradizionali’ viene abbassata la concentrazione di ossigeno e alzata quella dell’anidride carbonica per allungare la vita di frutta e ortaggi, in percentuali statiche per tutta la durata della frigoconservazione, il che altera il metabolismo dei frutti favorendo la comparsa di malattie. Le tecnologie di conservazione in atmosfera controllata dinamica di cui sono dotate le camere refrigerate del Living Lab “DCA” consentono invece di monitorare la composizione dell’atmosfera e modificare il tenore di azoto, anidride carbonica, ossigeno ed etilene quando i sensori presenti segnalano i livelli di stress ossidativo dei frutti. Le prime prove hanno riguardato frutta sia estiva (come le pesche) sia a lunga conservazione come kiwi, mele, pere con l’obiettivo di trasferire nuovi protocolli di conservazione alle imprese del settore.
“Gli spazi che inauguriamo oggi – ha dichiarato il Rettore Giovanni Molari – sono il segno più visibile e concreto degli sforzi messi in campo dall’Università di Bologna verso sistemi agricoli più sostenibili, resilienti ed efficienti. Con oltre dieci milioni di euro destinati a infrastrutture di ricerca, campi sperimentali e laboratori all’avanguardia, abbiamo trasformato il Centro didattico sperimentale di Cadriano in un hub di riferimento nazionale ed europeo per l’innovazione agricola: un luogo dove la ricerca diventa pratica, dove le tecnologie vengono messe alla prova in condizioni reali e dove il trasferimento verso il sistema produttivo può davvero avvenire. Sono spazi pensati per la co-creazione e costruiti per essere aperti: alle imprese, agli agricoltori, alle istituzioni, a chiunque voglia contribuire alla transizione sostenibile del settore”.









