Nota di USOT e OSLA

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emilia-romagna-news-24SAN MARINO – Nel 2023 il pieno impatto economico degli aumenti dei prezzi – e la crisi energetica che ne è in gran parte responsabile – si farà sentire in tutta Europa ed ovviamente anche nella Repubblica di San Marino. Una recessione sta arrivando, seguita da una ripresa dolorosamente lenta. L’energia rimarrà costosa e manterrà alti i prezzi in tutto il resto dell’economia. I consumatori e le imprese, già duramente colpiti, inizieranno a trattenersi, frenando sia la spesa che gli investimenti. Inoltre, a differenza delle crisi precedenti, l’economia globale non verrà in soccorso dell’Europa. Solo una volta che i prezzi dell’energia saranno scesi e l’inflazione in America sarà stata contenuta, la crescita globale sarà in grado di sostenere la ripresa dell’Europa. Questo arriverà, ma non nel 2023.

Il rialzo dell’inflazione dovuto all’aumento dei costi dell’energia elettrica, del gas e delle materie prime non rappresenta una crisi di domanda ma è un’inflazione che nasce da shock di offerta. La Banca Centrale Europea sta progressivamente aumentando i Tassi di Interesse, da ultimo altri 50 basis points il 14 dicembre scorso portando il tasso sui depositi al 2%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,5% e quello sui prestiti marginali al 2,75%.  La Banca Centrale Europea, inoltre, ha preannunciato che da marzo inizierà la riduzione dei titoli che detiene in portafoglio accumulati durante il quantitative easing per 15 miliardi di euro al mese. Le nuove proiezioni macroeconomiche prevedono una inflazione media dell’8,35% nel 2022 e del 6,3% nel 2023. I nuovi aumenti dei tassi e le ulteriori strategie della BCE, quindi, tenderebbero a frenare una crescita economica già fragile fino a far prevedere, come già detto, una recessione nel 2023. La situazione risulta ancor più grave a San Marino dove già prima gli Istituti Bancari e Finanziari applicavano tassi di interesse a mutui e finanziamenti esageratamente più alti rispetto alla vicina Italia rendendo eccessivamente oneroso se non insostenibile, per una azienda, ricorrere al credito.

Il rincaro dei costi energetici merita attenzione particolare per quanto possa essere impattante sui costi delle aziende. L’economia, anche quella sammarinese, è rallentata nell’ultimo trimestre ed ancor di più lo farà nel 2023. Nella vicina Italia le aziende “energivore”, come lo sono le strutture ricettive, hanno già beneficiato (ultimo trimestre 2022) di un credito fiscale pari al 30%. La finanziaria italiana per 2023, appena approvata, prevede ulteriori crediti di imposta fino al 30 marzo 2023 su gas e luce: per bar ristoranti e negozi, ad esempio, il credito di imposta sale dal 30% al 35% e per le imprese energivore e gasivore dal 40% al 45%.

Alla luce di quanto appena scritto, rinnoviamo la richiesta al Governo ed alla Politica tutta per un urgente confronto sulle proposte ormai da tempo avanzate che riguardano, principalmente, il meccanismo del credito di imposta ed interventi sulla tassa di soggiorno.