Nota di Stefania Pucciarelli del 3 gennaio 2022

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Il Sottosegretario alla Difesa: “Dichiarazioni Anno Internazionale ONU ispirate da sviluppo sostenibile guardano inevitabilmente anche a Pesca e Acquacultura”

ROMA – “Come da tradizione, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha scelto di proclamare il 2022 quale Anno Internazionale per una serie di argomenti, il cui legante e filo conduttore è questa volta da ricercare nel connubio tra sviluppo sostenibile e prosperità inclusiva.

Tra essi non poteva quindi mancare il tema delle risorse ittiche – il 2022 è stato infatti dichiarato anche Anno Internazionale della Pesca artigianale e dell’Acquacoltura – con cui l’ONU riconosce la necessità di guardare alla tutela e all’uso responsabile e sostenibile di una dimensione vitale per la sopravvivenza della specie umana e dell’ecosistema generale come quella marittima; scrigno di inestimabili risorse tra cui il fondamentale sistema di supporto globale per l’esistenza dell’uomo rappresentato dalle risorse alimentari – tradizionali e innovative – in essa custodite, con ben superiori apporti proteici rispetto a quelle a più marcato impatto ambientale di agricoltura e zootecnica.” – così il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatore Stefania Pucciarelli, sulla proclamazione da parte dell’ONU del 2022 quale Anno Internazionale della Pesca Artigianale e dell’Acquacultura, del Vetro, delle Scienze di Base, della Montagna.

“Questa dedica ONU per il 2022 al settore della piccola pesca – prosegue Pucciarelli – non fa altro che ribadire la cruciale rilevanza strategica dei mari rispetto ad uno scenario globale in cui crescono sia le prospettive demografiche – le ultime stime parlano di un incremento della popolazione mondiale dagli attuali 7 miliardi ad un plateau variabile tra 9 e 11 entro fine secolo – sia i correlati bisogni nutritivi, non solo in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi.

Com’è facile immaginare, tutto ciò ci pone di fronte a sfide di fondamentale rilevanza dal punto di vista politico-strategico, socio-culturale, economico-finanziario e medico-sanitario, che dobbiamo prepararci a gestire nel migliore dei modi, rafforzando e rendendo più integrata e sistemica la nostra azione dello Stato rispetto ad un dominio come quello marittimo da sempre vitale per il nostro Paese.

Come ho più volte evidenziato – sottolinea il Sottosegretario – la gestione italiana della dimensione marittima risulta purtroppo gravata da pesanti stratificazioni di ruoli e competenze createsi nel tempo; oggi anacronistiche e penalizzanti poiché foriere di una rovinosa palude di farraginosità e spinte antagoniste a causa di improduttive compartimentazioni, sovrapposizioni, aree grigie e costose duplicazioni di capacità, peraltro inidonee anche in ottica di resilienza.

Per un Sistema di interessi nazionali come quello italiano, particolarmente differenziato e distribuito sul piano geografico e tematico nonché fortemente dipendente da interazioni globali preminentemente afferenti al dominio marittimo, questo immenso potenziale di sviluppo custodito dai mari non potrà essere accessibile se non se ne tutela il principio cardine del libero uso. Ciò significa, innanzitutto, porre al centro la security quale pre-requisito vitale, unitamente alla realizzazione di quella sempre più stretta sinergia che gli aspetti safety dovranno avere con essa. In parallelo va promosso quel necessario e ormai ineludibile approccio autenticamente sistemico e coordinato che, oltre a dare corpo alla crescente continuità e contiguità tra difesa avanzata e sicurezza interna, coaguli le risorse disponibili sotto una valida regia; guidata da chi dispone delle migliori competenze e strumenti di settore, in termini di comando e controllo, spettro e raggio d’azione, sostentamento e supporto a tuttotondo, multidimensionalità e multidisciplinarità intrinseche nel proprio complesso capacitivo. I tempi sono più che maturi per la costituzione nel nostro Paese di un Segretariato del Mare.” – ha concluso il Sottosegretario.