Nota di Fimaa-Confcommercio della provincia di Rimini

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Nello Salvati: “Ci hanno fatto aprire il 4 maggio, ma una FAQ blocca il lavoro perché ci vieta di entrare negli immobili abitati. Possiamo fare valutazioni e visite solo in case disabitate, che però non arrivano al 20% del totale”

RIMINI – “Il governo ha permesso alle agenzie immobiliari di riaprire il 4 maggio, ma una FAQ ci impedisce di lavorare – spiega il presidente di Fimaa-Confcommercio della provincia di Rimini, Nello Salvati – specificando: “Le visite degli agenti immobiliari con i clienti presso le abitazioni da locare o acquistare potranno avere luogo solo quando queste siano disabitate”. Purtroppo però il totale delle case disabitate non arriva nemmeno al 20% di quelle a mercato e quindi di fatto siamo con le braccia conserte.

La riteniamo una forzatura anche rispetto alla norma di legge e come Fimaa, che fa parte della Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare, abbiamo scritto al presidente del Consiglio Conte perché ci sembra una valutazione priva di logica, oltre che inopportuna per la nostra categoria e per i consumatori.

Se la Fase 2 deve significare riavvio responsabile delle attività produttive inserite nell’apposito elenco, e se in relazione a tali attività non esiste un divieto espressamente o anche indirettamente posto dalla norma, non può una mera interpretazione contenuta in una FAQ vanificare l’impegno di tutti noi operatori nel mettere in campo strumenti e sforzi anche economici per riprendere ad esercitare il lavoro in tutta sicurezza per la salute di lavoratori e clientela. Un grave danno per noi e anche per i consumatori esclusi. Con l’apertura ufficiale fissata al 4 maggio, poi, sono per noi ripartiti anche tutti gli adempimenti fiscali e contributivi, aggiungendo dunque al danno anche la beffa.

Chiediamo dunque un intervento celere, chiaro e deciso nel far correggere quanto previsto nell’indicata FAQ, eventualmente riferendo la limitazione relativa alla visita presso le abitazioni solamente ai casi in cui il professionista non dichiari al cliente di agire nel rispetto delle norme di sicurezza contenute nei vigenti provvedimenti in materia di contenimento dell’emergenza da Covid-19.

Un altro aspetto determinante per territori a grande vocazione turistica come il nostro è poi quello relativo alle agenzie turistiche, che paradossalmente stanno peggio di quelle annuali poiché hanno specificità proprie come il notevole afflusso di persone per gli affitti turistici, che devono essere valutati per permettere loro di lavorare in sicurezza. Per questo invieremo oggi stesso il protocollo ‘Accoglienza sicura’ redatto da Fimaa e Fiap della regione Emilia Romagna all’assessore al Turismo, Andrea Corsini”.