BOLOGNA – Sono 30 le realtà associative che hanno partecipato al percorso di ideazione e progettazione del Forum Interculturale delle Cittadinanze di Bologna fin dalle scelte sul modello organizzativo e il suo funzionamento, con l’obiettivo di consolidare il protagonismo delle comunità, delle associazioni e delle persone con background migratorio e internazionale nella costruzione delle politiche pubbliche della città.
Una pluralità di voci, storie, competenze e geografie che riflette la ricchezza della città e contribuisce a costruire politiche più vicine ai bisogni reali delle persone e delle comunità.
Il Forum si è riunito per la prima volta mercoledì 6 maggio a Palazzo d’Accursio e in modalità online per l’insediamento ufficiale e per l’elezione del proprio Coordinamento composto dalle referenti di 3 diverse associazioni. Si tratta delle associazioni Ass. Dominicana Hermanas Mirabal de Bologna APS, con Glenys Poche e Andreina Jimenez, Selam Aps con Berhane Menghis Bietelijem e Aleksander Tekeste e Status Equo, con Asmeret Yemane e Michelle Rivera.
Il Forum è un nuovo spazio di democrazia partecipativa, un luogo di incontro e di dialogo e uno strumento operativo, con tre funzioni fondamentali:
“Il Forum nasce in una fase storica segnata da razzismo, discriminazioni e discorsi pubblici che provano a restringere il perimetro dell’appartenenza e della cittadinanza. Proprio per questo rappresenta una scelta politica chiara: rafforzare gli strumenti di partecipazione e riconoscere pienamente il protagonismo delle cittadinanze che abitano Bologna”, dichiara Erika Capasso, delegata ai Quartieri e alle Nuove Cittadinanze -. “Il suo valore sta anche nel metodo con cui è stato costruito: non attraverso un modello calato dall’alto, ma grazie a un percorso condiviso in cui le realtà coinvolte hanno potuto sperimentare, immaginare e definire insieme il funzionamento e l’identità in divenire di questo spazio. È un riconoscimento concreto del valore politico delle voci, delle esperienze e delle vite delle persone con background migratorio e internazionale, che non sono ospiti – più o meno graditi – nella nostra città ma soggettività pienamente parte, attive nella produzione di pensiero, proposta, relazioni, cura e futuro per la città”.
Costruire servizi e politiche insieme a chi li attraversa quotidianamente permette di ridurre il rischio di discriminazioni istituzionali e sistemiche. Quando l’Amministrazione ascolta e coinvolge in modo strutturato le realtà meno rappresentate, i servizi diventano più accessibili, più efficaci e più capaci di rispondere ai bisogni reali della popolazione. Gli spazi di rappresentanza e partecipazione rafforzano inoltre il senso di appartenenza, avvicinano le comunità al modello dell’amministrazione condivisa e contribuiscono a rendere le politiche pubbliche più giuste, inclusive e aderenti alla complessità della città. Il Forum valorizzerà in particolare il protagonismo delle donne migranti, delle nuove generazioni e delle soggettività che spesso faticano a trovare pieno riconoscimento nei luoghi ordinari della decisione pubblica.
Il modello sperimentale del Forum
Tante città europee si sono dotate di piattaforme di rappresentanza e dialogo tra le autorità locali e i gruppi sottorappresentati, e nei mesi scorsi al Centro Interculturale Zonarelli sono stati valutati insieme per individuare un modello funzionale all’obiettivo di passare dalla semplice accoglienza a una cittadinanza attiva e sostanziale.
Il Forum di Bologna, prendendo spunto dalle esperienze di altre città ed adattandole alla propria realtà locale, opererà su due livelli, per garantire inclusività, accessibilità e prossimità: attraverso incontri aperti a gruppi informali, singole cittadine e singoli cittadini, e mediante incontri operativi composti dai/dalle referenti delle associazioni aderenti. Si doterà di un gruppo di coordinamento e potrà incontrarsi anche in gruppi di lavoro tematici.
Queste sono le 30 realtà associative che hanno aderito al percorso di ideazione del Forum, coordinato dal Settore Semplificazione Amministrativa e Cura delle Relazioni con la Cittadinanza:
L’adesione resta comunque aperta a tutte le associazioni, gruppi e persone interessate a partecipare e a contribuire.
È possibile aderire compilando questo form:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScurYOSwFhSblwRZd4QwInn3fj0cF_MpASxdKY-CA0hqzA74w/viewform
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