Museo civico: un nuovo logo “sintetico” e “unitario”

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Due rettangoli incrociati e la scritta in carattere “bastone”, tra antiche vetrine e futuro

MODENA – Dopo un secolo e mezzo di vita, il “Museo civico di Modena”, all’insegna dell’unitarietà e del rafforzamento dei valori fondativi, costruisce sulle proprie radici civiche la prospettiva del suo futuro. E sul nome delle origini, a partire da un nuovo logo, nasce un sistema di identità visiva.

Il nuovo logo, razionale, sintetico, trasparente e compatto, gioca sull’intreccio di rettangoli sovrapposti che richiamano le vetrine ottocentesche del museo, mentre guarda a presente e futuro con un lettering “contemporaneo”, utilizzando un carattere bastone per la scritta “Museo Civico Modena”. Il progetto di identità visiva è stato curato da Chiara Neviani (studioarighe.it) ed è frutto di un processo di elaborazione interno allo staff del museo, condotto dall’esperta di comunicazione Sarah Dominique Orlandi, sul tema dell’identità profonda dell’Istituto culturale e di come voglia aprirsi al pubblico tra ascolto e accoglienza, a partire dalla sua natura civica pubblica e proponendosi come unitario: un museo dei cittadini, un museo per la città.

Le applicazioni del nuovo logo (in positivo o in negativo, bianco o nero) e i colori scelti per l’identità visiva valgono anche per l’intervento di restyling in corso sugli itinerari espositivi, che mira a facilitare la fruizione delle sale e la comprensione delle raccolte d’archeologia, etnologia e d’arte e artigianato facendo dialogare l’allestimento ottocentesco con elementi contemporanei. Si rinnovano percorsi interni e segnaletica, nomi delle sale e apparati didascalici, spazi di accoglienza e quelli destinati a illustrare la storia del museo. Una nuova campagna in città veicolerà la nuova immagine del Museo evidenziando anche le sue articolazioni territoriali: Terramara di Montale, Novi Ark, Sito Unesco, Chiese Comunali.

Fondamentale per la nuova identità visiva è l’uso delle immagini. Giocando su un’ampia selezione di oggetti e dettagli curiosi, le raccolte del Museo sono presentate con sguardi inconsueti. Attraverso accostamenti inusuali sono gli oggetti che, messi in relazione tra loro, creano connessioni e storie inaspettate. Il museo diventa così “un luogo sempre nuovo”, che si trasforma e trasforma, creando nuovi significati. Luce, colore e immaginazione sono le linee guida della nuova campagna fotografica realizzata dal fotografo Paolo Terzi.