Modena, aumentano le cremazioni: il picco a marzo

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Nel 2017 erano il 46,4 %; nel 2020, fino al 30 settembre, sono state il 59,6%. Il numero più alto di decessi (246) a marzo, mese in cui la percentuale ha raggiunto il 65 %

MODENA – Dal 46,4 per cento del 2017 al 59,6 per cento del 2020, con i dati aggiornati al mese di settembre. Prosegue a Modena la tendenza che vede le cremazioni in crescita continua rispetto alle sepolture e ai loculi. Lo evidenzia l’analisi dei numeri che si riferiscono alle scelte dei cittadini modenesi riguardo ai defunti realizzata dal Servizio statistica comunale.

I Servizi demografici del Comune, infatti, nell’anno 2019 hanno registrato in città 2018 deceduti fra i residenti. Il 48 per cento sono stati sepolti in terra, loculi o cappelle. Di questi, il 33 per cento è stato sepolto a San Cataldo, un altro 32 per cento nei cimiteri frazionali di Modena, il 26% nei cimiteri degli altri comuni della provincia di Modena, il 7 % in altri comuni italiani e un 2% all’estero.

La quota di coloro che, sul totale, l’anno scorso hanno scelto come strada di destinazione finale la cremazione è stata pari al 52,1 per cento, cioè 1.052 casi.

Il numero delle cremazioni cresce ancora nel 2020: nei primi nove mesi, fino al 30 settembre, sono state 902 su 1.514 defunti residenti a Modena, pari al 59,6 per cento. La percentuale di cremazioni è stata del 65% nel mese di marzo 2020, nel periodo della pandemia con vigenti le limitazioni per le cerimonie religiose. Nello stesso mese si è registrato il numero più alto di defunti (246) .

Le ceneri dei defunti cremati nel corso del 2020 nel 55,2% dei casi sono state tumulate nei cimiteri, nell’11,6% affidate a familiari residenti nel comune, e nel restante 33,1% dei casi disperse in aree concordate.