Marino Biondi parla di Guido Morselli, “scrittore utopico e distopico”

Biblioteca MalatestianaVenerdì 18 gennaio, ore 16, nuovo appuntamento con la rassegna “Storie dell’altro mondo” nell’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana

CESENA – Venerdì 18 gennaio alle 16.00 nell’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana è in programma la conferenza di Marino Biondi, già docente di Letteratura italiana all’Università di Firenze, che parlerà di “Guido Morselli utopico e distopico scrittore: scrittore. romanzo ed esplorazione dei possibiie”.

L’appuntamento fa parte della rassegna “Storie dell’altro mondo – Sguardi al futuro fra utopia e distopia”, organizzata dall’Associazione Amici della Biblioteca Malatestiana in collaborazione con la Biblioteca per affrontare il genere distopico sotto diversi aspetti, dallo sviluppo delle dottrine politiche ai classici della letteratura fino ai alle più recenti produzioni di genere.

L’incontro sarà l’occasione per scoprire (o riscoprire) uno scrittore fra i più singolari della letteratura italiana del Novecento.

Guido Morselli (Bologna 15 agosto 1912 – Varese 31 luglio 1973) è stato uno scrittore interamente postumo, di una intensa e serrata prolificità post mortem. Infatti, non gli fu consentito in vita di pubblicare, se non articoli (fu giornalista su prestigiose testate, tra cui “Il Mondo”) e qualche volume di saggi.

Scrive Marino Biondi nella scheda di presentazione della conferenza su Morselli: “Ebbe una impronta europea, mitteleuropea, più che italiana, e lo si potrebbe dire solo italiano di lingua, non moribus. Ma grandi editori e altrettanto valorosi lettori-editor lo recusarono, come i guardiani sulla soglia della legge nella parabola di Kafka, lo tennero al di qua del limite-confine che consente a un manoscritto di diventare il libro, e coronare il proprio sogno creativo. Morselli non resisté a questi rifiuti e si uccise. Ma il lascito dello scrittore, quel suo accumulato patrimonio di pagine, rifulse subito dopo e non perché quella tragedia, quel troncamento d’esistenza, lo avesse romanticamente collocato su un qualche podio speciale, ma perché cominciò a manifestarsi romanzo per romanzo una genialità genuina, una originalità straordinaria costruita su una facoltà innata di mimetismo stilistico, l’identità inconfondibile di un nuovo protagonista della letteratura italiana moderna e contemporanea. Non si rivelò solo il talento del romanziere, del narratore di storie, ma il genio conoscitivo di un esploratore di mondi, di un collaudatore di metodi e sistemi per altri universi che non fossero stato il suo, e il nostro. Ecco perché utopico e distopico scrittore, il Morselli che abbiamo scelto a scrittore testimone di un genere letterario che è anche curioso sperimentatore di cultura scientifica. Cercatore di altre dimensioni nel tempo e nello spazio, affabulatore fascinoso e sempre inquieto sulle tracce di altre diverse ipotesi per esistere, per lo stare al mondo, anche fuori da questo mondo, così logoro, così stanco ai suoi occhi, così opprimente. Donde l’utopia e la distopia come facce in una voltura prismatica di modalità di vita, dell’uomo con altri uomini, o dell’uomo solo con se stesso, degli altri pauroso (il fobantropo), in un universo dissipato e dissolto. Crisopoli è il nome della città del suo ultimo romanzo, una città che da un po’ di tempo tutti noi abitiamo”.

La rassegna proseguirà il 14 febbraio con lo scrittore per ragazzi e docente della Scuola Holden Marco Magnone, il 7 marzo con l’esperta di letteratura anglosassone e consulente editoriale di letteratura di genere Chiara Codecà, il 15 marzo con Marco Valbruzzi, docente di Scienza politica all’Università di Bologna. Tutti gli incontri si terranno alle 16.00 in Aula Magna.

A fianco al ciclo di conferenze è prevista anche una rassegna cinematografica con quattro proiezioni di film usciti negli ultimi anni e riconducibili alle tematiche distopiche. Si parte il 24 gennaio con “Equals” di Drake Doremus. Gli appuntamenti successivi sono il 21 febbraio con “Downsizing”, il 21 marzo con “L’isola dei cani” e l’11 aprile con “Non lasciarmi”.