Marcello Sutera, firma il basso nel nuovo disco di Omar Lye-Fook

Marcello Sutera foto

CERVIA (RA) – C’è un pezzo di Cervia in “Brighter the days”, il nuovo progetto discografico di Omar Lye-Fook, icona del soul britannico, amato in tutto il mondo. Tra groove intensi e sonorità raffinate, spicca il basso di MARCELLO SUTERA, cervese Doc e protagonista indiscusso nel panorama musicale italiano e internazionale. Al suo fianco, un altro grande talento tricolore, Francesco Mendolia, romano di nascita ma londinese d’adozione, che da oltre sedici anni è batterista della storica band “Incognito”.

Un legame profondo con Cervia, dove ha respirato le prime note, i primi vinili, il primo amore per il basso. Una città che, grazie a figure come Marcello Sutera, continua a lasciare il segno sulla mappa del sound internazionale. La “casa” nella quale, instradato dal fratello Massimo, ha imparato il mestiere, ma anche il rispetto per la musica e per il silenzio tra una nota e l’altra.

Caratteristiche, queste, che lo hanno portato a una lunga serie di collaborazioni di prestigio: Fred Wesley, Dennis Chambers, Frank Gambale, Scott Henderson, John Abercrombie, Peter Erskine, Trilok Gurtu, Jeff Cascaro, giusto per citare alcuni nomi. Un curriculum che parla da sé e che oggi raggiunge un altro traguardo importante con il disco di Omar Lye-Fook.

«Con la musica non esistono scorciatoie.» dichiara Sutera «È tutto un lavoro continuo, spesso silenzioso. Ho avuto la fortuna di collaborare con Francesco Mendolia, che ha creduto in me e mi ha coinvolto. E poi con Omar è stato tutto molto naturale. La musica vera unisce le persone prima ancora che i contratti.»

Nel frattempo, il talentuoso bassista cervese continua a lavorare al suo primo progetto da solista, “Circostanze”, un disco che uscirà in autunno. Mentre da dicembre partirà in tour con una formazione speciale fatta di tanti musicisti con cui ha condiviso vita e palco. Sarà un viaggio vero, all’insegna di quello stile inconfondibile che è diventato un marchio di fabbrica: «Onesto. Non inseguo mode. Cerco il suono che mi somiglia.» conclude Marcello Sutera «E se qualcosa vibra dentro prima ancora che fuori, allora so che sono sulla strada giusta.»

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