Questo anche grazie a due scelte tecniche messe in campo dalla Regione. La prima è la realizzazione di una finestra nella difesa delle sponde dell’argine, per consentire eventuali sfioramenti in caso di piena. In secondo luogo, lo svaso del corso d’acqua ha consentito la riduzione dei picchi di piena.
Entro l’anno era già previsto l’affidamento del cantiere ulteriore da 20 milioni per continuare la sistemazione dell’alveo e concludere le diaframmature per accrescere l’impermeabilizzazione lungo 3,5 chilometri di difesa spondale.
Dopo la rottura dei giorni scorsi è già partito l’intervento di somma urgenza per chiudere la falla: è terminata la realizzazione della strada che consente di raggiungere il punto di rotta e dalle 6 di stamattina si stanno posizionando i massi per la chiusura. Si lavorerà no stop anche di notte, grazie alle torri faro, per ricostruire con un rilevato in massi l’argine il prima possibile, compatibilmente con i tempi tecnici necessari al lavoro.
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