“L’ultimo ballerino dell’aia”, omaggio poetico al maiale

Al Circolo dei Forestieri, il 17 maggio, presentazione del libro fotografico di Daniele Ferroni, con testi di Giancarlo Sissa

RAVENNA – Daniele Ferroni fotografo poliedrico e micro editore, ha appena dato alle stampe un nuovo libro: “L’ultimo ballerino dell’aia”, con i testi di Giancarlo Sissa, poeta mantovano. Con immagini e parole si racconta poeticamente di un “ballerino”, il maiale, che conduceva sulle aie delle case di campagna la sua ultima danza… Ferroni e Sissa presenteranno per la prima volta il volume, tradotto anche in lingua russa, venerdì 17 maggio, alle ore 18.30, al Circolo Ravennate e dei Forestieri, in via Corrado Ricci, 22 a Ravenna. Questo grazie alla collaborazione con il mensile di storia locale “il Romagnolo”, che lo ha scelto per celebrare l’uscita del duecentesimo numero.

Nel libro si parte dalla tradizionale uccisione del maiale e la si utilizza per scrivere di poesia con un occhio attento alle immagini.
Una volta tanto il maiale protagonista non su di una tavola imbandita, ma in un testo poetico che vuole rendere omaggio al suo ultimo passaggio terreno.
La nota introduttiva è di Giampiero Neri e la postfazione di Vittorio Cozzoli, due grandi della poesia italiana.

Daniele Ferroni
Daniele Ferroni è nato nel 1969, vive e lavora a Villanova di Bagnacavallo (Ra). Il suo lavoro attorno alla fotografia si compie attraverso i luoghi geografici della vita, quelli di una Romagna contadina dove sopravvivono, assieme alle costruzioni rurali, le tradizioni di un mondo arcaico. Ha lavorato con numerosi artisti, poeti, scrittori. Nel 2013 ha pubblicato Nel disordine delle cose (Fondazione Balestra), un percorso fotografico dedicato all’opera di Giovanni Tamburelli. Successivamente si è occupato di un personale “censimento fotografico” dei poeti romagnoli. Dalla prima parte di questo lavoro è nata una mostra dal titolo Ris-volti (2012); il volume I volti delle parole (2014) rappresenta il compimento dell’intero progetto. Nel 2015 ha pubblicato il volume Il collezionista di vetri con testi di Stefano Simoncelli. Nel 2017 è uscito, per le Editions Notari di Ginevra, Altesses de la basse-cour, con testi di Michel Butor e Giovanni Tamburelli e nel 2018 il racconto De Gasperi per Babbomorto editore. Ha curato, insieme a Manuela Ricci, la mostra “Aforisma è poesia”, dedicata all’opera di Alberto Casiraghy e Luigi Mariani, allestita a Casa Moretti di Cesenatico (2018). Dal 2004 presiede l’associazione culturale “Civiltà delle Erbe Palustri” che si impegna nel tramandare le antiche tecniche di utilizzo delle erbe palustri ed è fondatrice dell’Ecomuseo della civiltà palustre che ha sede a Villanova di Bagnacavallo.

Giancarlo Sissa
Giancarlo Sissa è nato a Mantova nel 1961 e vive a Bologna. Francesista e traduttore, suoi racconti e poesie sono comparsi in numerose riviste quali Frigidaire, I quaderni del battello ebbro, Linea d’ombra, Poesia. Come poeta ha pubblicato: Laureola (Book Editore 1997, Premio Opera Prima città di Sondrio); Prima della tac e altre poesie (Marcos y Marcos 1998); Il mestiere dell’educatore (Book Editore 2002, Premio Ceppo d’Argento Pistoia, Premio Caput Gauri); Manuale d’insonnia (Aragno Editore 2004); Il bambino perfetto (Manni Editori 2008); Autoritratto (poesie 1990-2015) (italic/pequod Editore 2005); Persona minore (Qudulibri Editore 2005). Come critico si è occupato di Gianni D’Elia, Ferruccio Benzoni e Tolmino Baldassari. Nel 2004 ha curato Poesia a Bologna (Gallo et Calzati Editori), raccolta di scritti autobiografici di diversi autori. Dal 1999 ha condotto corsi e laboratori di scrittura creativa e autobiografica in Italia e all’estero. Ha collaborato come diarista e attore con il Teatro delle Arie e ha fatto parte del direttivo del Festival della Fiaba di Modena. Con Alessandra Gabriela Baldoni ha fondato la Compagnia di Teatro “La Porta Azzurra” con cui sta realizzando il work in progress “Rosaspina, il tempo del sogno”.