“Il suo nome, giustamente, viene affiancato a quelli di Fini, Federzoni e Giusti – sottolinea Muzzarelli – che hanno guidato il processo che ha consentito alla produzione del balsamico di essere regolamentata e certificata, di vederla riconosciuta e apprezzata a livello nazionale e internazionale, contribuendo a creare valore e occupazione nel nostro territorio. È partito dall’azienda famigliare di San Donnino – ricorda il sindaco – e ha esportato Modena in tutto il mondo con una tenacia che ha saputo trasmettere alle figlie e ai nipoti. Da non dimenticare anche il finanziamento per il restauro del quadro di Velazquez, con il ritratto del duca Francesco I d’Este, che rende subito riconoscibile anche le bottiglie del “suo” aceto”.
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