Industria Nichel-free: a Modena innovativo progetto finanziato dall’UE

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L’azienda vignolese Crit è tra i partner del progetto Newman sostenuto con 1,5 milioni di euro all’interno del programma quadro Horizon2020

MODENA – Eliminare il Nichel dalle leghe metalliche impiegate per la produzione di componenti per il settore metalmeccanico consentirà di migliorare ed efficientare l’utilizzo delle materie prime nell’industria manifatturiera, rendendo più sicuri, più economici e meno impattanti per l’ambiente diversi processi industriali. Ridurre entro il 2021 l’impiego del nichel in ambito industriale è lo scopo dell’innovativo progetto Newman (acronimo che, tradotto dall’inglese, sta per “Polveri prive di Nichel per componenti ad alte performance”), coordinato dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna, sostenuto dall’Unione Europea e supportato con 1,5 milioni di euro dall’Innovation Community per l’uso sostenibile delle materie prime voluto dall’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT), parte integrante del programma quadro Horizon2020.

Il progetto è attualmente in corso di realizzazione, ed un ruolo di primo piano lo giocano aziende e centri di ricerca di Modena e dell’Emilia-Romagna. Tra i vari partner italiani ed europei coinvolti, sono infatti ben quattro le realtà emiliano-romagnole presenti: l’azienda modenese CRIT, centro di innovazione tecnologica applicata all’industria, che realizzerà attività di comunicazione e diffusione della consapevolezza tra progettisti ed utilizzatori delle potenzialità dei materiali sviluppati; le aziende VICI di Santarcangelo di Romagna (RN) e SINTERIS di Bentivoglio (Bo) testeranno le possibili applicazioni pratiche, sia in ambito industriale sia in ambito consumer e l’Università di Bologna che si occuperà dell’ottimizzazione del processo di produzione, dei trattamenti termici dei componenti realizzati con le nuove polveri, oltre che della go to market strategy.  Nel progetto Newman sono coinvolti, inoltre, il Centro ricerche Fiat di Torino, che studierà le prestazioni delle parti prodotte a livello industriale, l’Università di Ghent (Belgio), che analizzerà le ricadute sull’ambiente della nuova tecnologia, ed HÖGANÄS, multinazionale svedese leader mondiale nel mercato delle polveri di ferro e metalliche, che svilupperà le innovative polveri metalliche Nichel-free.

Il progetto Newman è finalizzato a sviluppare e a validare un processo produttivo per polveri prive di Nichel da utilizzare nella metallurgia delle polveri (cd. sinterizzazione), un processo in grado di offrire vari vantaggi tecnici nella realizzazione di componenti meccanici: libertà di progettazione, risparmio energetico, riduzione del consumo di materie prime e dei costi. Fino ad oggi le componenti meccaniche ad alte prestazioni sono state ottenute principalmente utilizzando polveri contenenti Nichel ma, negli ultimi anni, questo materiale ha generato momenti di crisi del settore a causa dell’elevato costo e della volatilità delle quotazioni, della difficoltà di approvvigionamento e soprattutto della sua potenziale cancerogenicità.

“Il progetto Newman si propone di ovviare a questi inconvenienti – afferma Marco Baracchi, Direttore Generale di CRIT – dimostrando i vantaggi derivabili dall’utilizzo, a livello industriale, di materiale Nichel-free nella metallurgia delle polveri. Rispetto ai materiali fino ad ora utilizzati le nuove polveri offrono maggiore efficienza e sicurezza nella fase di manipolazione, ed una più facile reperibilità di materia prima. Per le aziende sarà possibile produrre pezzi più performanti, aumentando contestualmente il livello di sicurezza dei lavoratori, non più esposti a materiali potenzialmente compromettenti per la salute”.

Inoltre l’impiego di polveri Nichel-free, disponibili nel territorio europeo, avrebbe un impatto indubbiamente positivo sull’economia locale, soprattutto  se si considera che il Nichel ha un costo elevato ed altalenante, determinato dalla sua reperibilità solamente in certe zone del pianeta. “Per queste ragioni – aggiunge Baracchi – il progetto Newman ha fra gli scopi quello di promuovere la diffusione in ambito industriale di questo materiale attraverso la formazione dei tecnici delle aziende di settore. Infatti solo la conoscenza delle potenzialità delle nuove polveri e della metallurgia delle polveri può ampliare i loro campi di applicazione ”.

“Produrre macchine automatiche, componenti di motori elettrici, elettrodomestici, automobili, componentistica ed attrezzature meccaniche senza impiegare il Nichel porterà indubbi vantaggi in termini di prestazioni tecniche, di risparmio economico e salute dei lavoratori prestando, contestualmente, un occhio di riguardo all’ambiente” – sottolinea Alessandro Salemi,  Consigliere delegato di Sinteris, azienda bolognese che all’interno del progetto è responsabile della produzione delle componenti con i nuovi materiali.

“In questo progetto, abbiamo scelto di testare due polveri prive di Nichel”, dice Ola Liström, a capo del team Höganäs attivo nello sviluppo di applicazioni e nuove linee di business. “Queste polveri sono già state testate e validate nei nostri laboratori e i risultati indicano che le polveri Nichel-free possono sostituire le polveri attuali nei processi di produzione di componenti ad alta prestazione”.

CRIT è una società privata con sede a Vignola nata nel 2000: grazie ad uno staff tecnico d’eccellenza supporta le imprese nei percorsi di innovazione di processo e di prodotto, favorendo il trasferimento di conoscenze tecnologiche tra le aziende socie. Partendo dal confronto su temi di interesse condiviso, CRIT organizza scambi di best practices e benchmarking specifici da cui scaturiscono soluzioni tecniche, gestionali ed organizzative. I soci di CRIT sono esclusivamente aziende, molte delle quali leader mondiali nei rispettivi settori, tra cui: Alstom, Beghelli, Datalogic, Ferrari Spa, System Ceramics, Technogym, Sacmi e Tetra Pak. CRIT partecipa inoltre a importanti circuiti nazionali e internazionali dell’innovazione, tra cui EFFRA (European Factories of the Future Research Association), SPIRE (Sustainable Process Industry through Resource and Energy Efficiency) e la Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna.