Lepore: “Una proposta condivisa con priorità chiare, azioni concrete e richieste comuni. Tra queste c’è certamente la ZES per l’Appennino: non importa chi abbia avanzato per primo questa proposta, quello che conta è arrivare a realizzarla”
BOLOGNA – La tenuta produttiva e occupazionale dell’Appennino bolognese, ma soprattutto strumenti e azioni per garantirle. Come l’istituzione di una Zona Economica Speciale che non si limiti alla semplificazione amministrativa, ma comprenda incentivi, agevolazioni sul costo del lavoro e investimenti infrastrutturali. Questi i temi del confronto di oggi pomeriggio al Tavolo di Ripresa economica della Città metropolitana di Bologna, coordinato dal Capo di Gabinetto della Città metropolitana Stefano Mazzetti, a cui hanno partecipato il Sindaco metropolitano Matteo Lepore, la sindaca di Marzabotto a supporto del Sindaco metropolitano alle Politiche per l’Appennino bolognese Valentina Cuppi, le istituzioni locali, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria del territorio.
L’incontro è partito da un aggiornamento sull’andamento dell’economia appenninica, presentato da Guido Caselli, vicesegretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna. I dati descrivono un territorio vitale, con un valore aggiunto in crescita dello 0,4%, presenze turistiche aumentate del 129% dal 2014 e una popolazione prevista ancora in aumento del 3% al 2050, in controtendenza rispetto a gran parte dell’Appennino italiano. Il territorio presenta inoltre una forte identità industriale: il manifatturiero rappresenta il 35% degli addetti, con oltre 10.000 occupati, e la metalmeccanica il 23%. Emergono tuttavia segnali da non sottovalutare: nell’ultimo anno gli addetti sono diminuiti dello 0,3%, con flessioni del 2,9% nel manifatturiero e del 3,2% nella metalmeccanica, mentre l’occupazione cresce negli altri Appennini e nel complesso della città metropolitana.









