Al via il percorso di presentazione della nuova legge regionale sulla cooperazione internazionale e la cultura di pace. L’assessora Allegni: “Costruiamo insieme a tutte le realtà del territorio coinvolte una politica strutturale per formare le nuove generazioni al rispetto e al dialogo e rafforzare la rete di relazioni con gli enti del territorio, attivando progettualità condivise nei Paesi di interesse strategico”

BOLOGNA – Riconoscere un’organizzazione autonoma della politica regionale sulla pace, valorizzare la cooperazione internazionale, rafforzare la promozione dei diritti umani e della cittadinanza globale, rendendo più stabile il confronto con enti locali, scuole, università e Terzo settore.
Sono gli obiettivi della proposta di legge regionale in materia di cooperazione internazionale, cultura di pace e diritti umani, che è stata illustrata nei giorni scorsi a oltre 130 realtà del territorio coinvolte, tra associazioni, enti del Terzo settore, amministrazioni locali.
L’incontro di presentazione e confronto con gli stakeholder attivi in questi ambiti, che si è aperto con gli interventi dell’assessora regionale alla Cultura e Pari opportunità, Gessica Allegni, e del delegato del presidente della Regione, Michele de Pascale, alle politiche su Immigrazione e cooperazione internazionale, Luca Rizzo Nervo, è il primo passaggio di un percorso partecipato, che proseguirà con l’approvazione del progetto di legge da parte della Giunta regionale e in autunno con la discussione in Assemblea legislativa.
La proposta supera l’impostazione della legge regionale n. 12 del 2002, conferendo pari peso e dignità a pace e cooperazione internazionale, mantenendo come principale elemento di raccordo l’educazione alla cittadinanza globale.
“In un contesto internazionale segnato dal riacutizzarsi dei conflitti armati, dall’aumento delle crisi umanitarie e dalle violazioni dei diritti fondamentali, il ruolo delle istituzioni nella promozione della pace, della cooperazione internazionale e della convivenza tra i popoli è oggi più importante che mai- afferma l’assessora Allegni-. Con questa proposta di legge vogliamo rafforzare la capacità della Regione di promuovere la cultura della pace, della non-violenza, del dialogo interculturale e della cittadinanza globale. Lo facciamo coinvolgendo e valorizzando il patrimonio di esperienze costruito negli anni da Enti locali, scuole, università, associazioni e organizzazioni del Terzo settore, e creando strumenti permanenti di partecipazione, confronto e programmazione. Investire nella cultura della pace deve essere una politica strutturale anche a livello regionale, perché significa investire nella coesione delle nostre comunità, nella tutela dei diritti e nella formazione delle generazioni più giovani. La pace è il bene più prezioso che una generazione possa consegnare a quella successiva. Per questo, va costruita ogni giorno, attraverso la conoscenza, il rispetto e la tutela dei diritti umani”.
“È altresì fondamentale continuare a investire sull’importante percorso costruito finora nell’ambito della cooperazione internazionale, mantenendo l’impegno nei Paesi con i quali storicamente lavora il territorio emiliano-romagnolo- aggiunge Rizzo Nervo-. Con questa proposta la Regione diventa sempre più attore chiave nella promozione dell’adesione alle opportunità offerte da soggetti europei ed internazionali, grazie al determinante supporto delle reti del territorio”.
I dati del bando Pace
L’andamento del bando Pace conferma la crescente vitalità del settore: le proposte presentate sono passate da 47 nel 2022 a 79 nel 2025. Nel quadriennio 2022-2025 sono state presentate complessivamente 251 proposte, delle quali 83 finanziate. Tra il 2023 e il 2025 le iniziative sostenute hanno raggiunto oltre 400mila cittadini e coinvolto 536 istituti scolastici. Nel 2025 e nel 2026 la Giunta regionale ha inoltre raddoppiato, in sede di assestamento di bilancio, le risorse inizialmente destinate al bando Pace, stanziando 440mila euro.
I dati dei bandi sulla cooperazione internazionale
Nel periodo 2021-2025 sono stati finanziati 188 progetti in 14 paesi prioritari africani (5 bandi), per un totale di circa 7,5 milioni di euro concessi a enti locali e società civile per la realizzazione di attività e iniziative a favore dello sviluppo territoriale equo e sostenibile, dell’educazione, politiche sanitarie e politiche di genere. I paesi oggetto degli interventi sono stati: in Africa Sub-Sahariana, Burundi, Burkina Faso, Camerun, Costa D’Avorio, Kenya, Etiopia, Mozambico, Senegal; in Africa Mediterranea, Tunisia, Marocco, Campi Profughi saharawi; in Medio-Oriente, Territori dell’Autonomia Palestinese e Libano. In collaborazione con l’assessorato alle Politiche per la salute, sono stati investiti 80mila euro in un progetto strategico in Brasile, teso al rafforzamento dell’assistenza territoriale sanitaria in chiave comunitaria. A queste risorse si aggiungono quelle destinate agli interventi di emergenza volti a fornire assistenza, soccorso, protezione alle popolazioni delle zone colpite da eventi eccezionali: sono stati approvati progetti di emergenza in Palestina, Ucraina, Etiopia, Myanmar e Siria. È stato inoltre realizzato un intervento di emergenza in Afghanistan tramite l’Organizzazione mondiale della Sanità, realizzato con le Regioni Puglia e Lazio.








