Commenta così il vicesindaco con delega all’Ambiente del Comune di Ferrara, Alessandro Balboni, la partecipazione al convegno “Territori in evoluzione: tra tutela e sviluppo sostenibile presentazione del rapporto consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio edizione 2026” che si è tenuto a Roma presso il Museo delle Civiltà Palazzo delle Scienze.
Tra i tanti partecipanti anche Gilberto Pichetto Fratin – Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Sabrina Alfonsi – assessore all’agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, Alessandra Gallone – presidente di ISPRA – e Fabrizio Penna – direttore generale di ISPRA.
“La nostra partecipazione all’evento – spiega Balboni – testimonia che Ferrara fa parte del circuito virtuoso di città ed enti che compiono le scelte più innovative in materia di sviluppo urbanistico. Proprio di recente abbiamo avviato vere e proprie trasformazioni nel cuore di Ferrara, per portare a verde zone del centro, abbattendo le temperature estive, aumentando la permeabilità del suolo e integrando nuovo verde pubblico con i beni monumentali nel pieno rispetto di storia e identità”.
E prosegue: “Penso alla completa trasformazione che abbiamo avviato all’Ex Amga che da terra di nessuno diverrà una ricucitura verde tra due parti della città che non erano mai state in comunicazione, ma penso anche alla rivoluzione di piazza Travaglio che porta nel cuore della nostra città una concezione all’avanguardia degli spazi urbani. E Ancora piazza Gobetti che riqualificheremo mettendo a dimora nuovi alberi e a Cortevecchia, che è stata il progetto pilota per la presenza spazi verdi nel centro città. Mi piace ricordare anche che proprio per far conoscere e condividere i principi virtuosi su cui si basano questi progetti abbiamo scelto per tutti quelli nominati di lavorare insieme ai cittadini raccogliendo suggerimenti, indicazioni e desideri in percorsi partecipati dedicati ad ogni singola opera”.
Infine “voglio sottolineare come tutte queste trasformazioni siano frutto della ricerca di fondi europei intercettati grazie a progetti particolarmente virtuosi necessari per applicare scelte coraggiose altrimenti difficilmente finanziabili con gli strumenti ordinari del bilancio. Crediamo che sia questo il modo migliore per usufruire delle opportunità che l’Europa mette a disposizione, ragionando sempre in ottica strategica e con obiettivi chiari e riconoscibili”.
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