Il Trio Vasari il 20 gennaio al Palazzo Arcivescovile di Modena

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MODENA – TRIO VASARI – STORIE E RIVOLUZIONI DEL TRIO CON PIANOFORTE
Sara Pastine, Natania Hoffman e Giulia Contaldo martedì 20 gennaio al Palazzo Arcivescovile

Ascoltare un concerto per il Trio formato da violino, violoncello e pianoforte significa viaggiare attraverso secoli di musica e cultura europea, incontrare persone, ritrovare storie e comprendere rivoluzioni.
Il prossimo concerto di Stagione accoglierà – martedì 20 gennaio alle ore 20.30 presso il Salone del Palazzo Arcivescovile – tre giovani e affermate musiciste, il Trio VasariSara Pastine violino, Natania Hoffman violoncello e Giulia Contaldo pianoforte. In apertura, il secondo appuntamento della serie “Preludio” con il giovane talento del Liceo Sigonio Mattia Vagnini.
Il Trio Vasari, nato nel 2024 come ampliamento del preesistente Duo Pastine-Contaldo – duo già affermato in prestigiosi palcoscenici italiani ed internazionali – rappresenta anche un legame particolare con il passato e il futuro del Conservatorio Vecchi-Tonelli di Modena, per la presenza della violinista Sara Pastine, docente del Conservatorio cittadino fino al 2020 e ora titolare della cattedra di Violino al Conservatorio Morlacchi di Perugia, e della violoncellista Natania Hoffman, vincitrice di concorso e docente di Musica da camera al Vecchi-Tonelli a partire dal 2024.
Il loro percorso di ascolto percorrerà alcune tappe fondamentali della letteratura per Trio con pianoforte: dall’equilibrio classico di Mozart, alle tensioni romantiche di Brahms per giungere alle sperimentazioni del Novecento italiano di Ghedini.

Martedì 20 gennaio | ore 20.30 – Salone del Palazzo Arcivescovile (Corso Duomo, 34)

Preludio: I giovani talenti del Liceo Musicale Carlo Sigonio

Mattia Vagnini marimba
Marialuce Chalfoun pianoforte
musiche di Kevin Puts
a seguire
TRIO VASARI
Sara Pastine violino
Natania Hoffman violoncello
Giulia Contaldo pianoforteWolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)
Trio per pianoforte n. 4 in si bemolle maggiore, K 502Giorgio Federico Ghedini (1892 – 1965)
Sette Ricercari per violino, violoncello e pianoforteJohannes Brahms (1833 – 1897)
Trio n. 3 in do minore per archi e pianoforte, op. 101

Biglietti e info

Interi € 13
ridotti € 10 e € 5
Biglietti al botteghino presso il Palazzo Arcivescovile a partire da un’ora prima del concerto o in prevendita su Liveticket a questo link: https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=613571&InstantBuy=1&CallingPageUrl=http%3a%2f%2fwww.liveticket.it%2fgmimodena
consultare il sito www.gmimodena.it per il dettaglio delle riduzioni
per informazioni: info@gmimodena.it
 
INTORNO AL PROGRAMMA 
Il genere del Trio con pianoforte rappresenta il culmine di un lungo processo di sviluppo che muove i primi passi dalla cosiddetta Sonata accompagnata – di solito, per flauto, clavicembalo e basso – per arrivare solo alla fine del XVIII ad evolversi nella forma che conosciamo oggi; dove gli strumenti collaborano in maniera paritaria, con un dialogo fitto, alternato che coinvolge pienamente i tre strumentisti e che mira alla creazione di un sound cameristico chiaramente definito. Dai salotti privati alle grandi sale da concerto, anche gli spazi della musica cambiano; i progressi nella liuteria portano a strumenti sempre più potenti, sonori e performanti. Da Mozart a Brahms, da Beethoven fino ai grandi del Novecento: la formazione di Trio ha affascinato e ha indotto alla sperimentazione tutti i più grandi compositori e il repertorio si è popolato di capolavori immortali.
I felicissimi risultati della produzione mozartiana nell’ambito della letteratura per Trio con pianoforte (il catalogo ufficiale ne conta sei) si costruiscono a partire dalla tradizione della “sonata galante”. In questo genere di produzione spesso al pianoforte veniva assegnato un ruolo guida o concertante a cui si aggiungevano un violino complementare e un violoncello con funzioni ancora più subordinate. Il Trio K. 502 è considerato uno dei trii più importanti e fu scritto nel novembre del 1786, dopo l’esecuzione al Burgtheater di Vienna delle Nozze di Figaro, che ebbe un esito felicissimo, e la nascita del terzo figlio, Johann Thomas Leopold. Siamo qui ben oltre lo schema semplice della Sonata galante, per inventiva, dialogo ed equilibrio tra gli strumenti; la composizione si articola in tre tempi caratterizzati da una freschezza e da una abilità contrappuntistica che si fondono in una sublime unità. Il primo movimento, Allegro, si caratterizza per lo slancio concertante ma allo stesso tempo elegante e misurato, con ampio spazio al dialogo tra gli strumenti.  Nel Larghetto ritroviamo il Mozart sublime melodista; un alone di beatitudine sembra materializzarsi sulla partitura. Il Finale è scintillante, pieno di ricercatezze e brillanti figurazioni virtuosistiche.
Forma coltivata specie in Italia tra il XVI e il XVII secolo, il Ricercare – che, come dice il termine, intende esplorare le possibilità tecniche di determinati strumenti o quelle contrappuntistiche di un tema – è stato ripreso e liberamente interpretato dai compositori che nel Novecento riscoprivano l’antica civiltà musicale italiana. Tra questi anche Giorgio Federico Ghedini. Come osservò Dario De Rosa, pianista del Trio di Trieste al quale la composizione è dedicata: “I Sette Ricercari costituiscono un punto fermo nel complesso dell’opera del Maestro: per il loro alto contenuto di poesia, per la formidabile tecnica con la quale sono condotti, […] infine perché rappresentano un atto di fede in un momento in cui una grande parte dell’umanità, travolta dalle vicende della guerra, dimostrava di aver smarrito la coscienza dei fondamentali valori dello spirito.” Ghedini stesso, in una lettera del 30.10.1943 così ne parlava: “lo stile è prevalentemente fugato (e da ciò il titolo di Ricercare). Sono in sostanza sette fughe nelle quali si svolgono ogni sorta di artifici contrappuntistici. Il secondo pezzo – per es. – è una fuga a specchio, ossia dalla metà al fine il pezzo non è che il retrocedere al contrario della prima metà. E via di questo passoMalgrado ciò, ossia ad onta di tutti questi artifici, la composizione risulta complessivamente del tutto spregiudicata e artistica. Musica magica mi disse qualcuno. Lasciamo stare… io dirò semplicemente musica scritta con religiosità, ed è già una bella presunzione.”
È stato osservato che nell’opera si distinguono tre campate asimmetriche (ricercari I-III, IV-V, VI-VII). Le sezioni I, IV e VI sono quelle dei movimenti veloci, propulsivi, mentre le altre, caratterizzate da movimenti lenti, risaltano come oasi contemplative, immerse in atmosfere timbriche stupefatte, costellate da singolari effetti sonori.
Granitica, densamente sinfonica ma capace di colori soffusi e intimi: Johannes Brahms con l’opera 101 firma una delle sue opere cameristiche più concise e concentrate. “Caro Johannes, raramente hai scritto una cosa più bella di questo Trio”, queste furono le parole con le quali il violinista e intimo amico di Brahms, Joseph Joachim, accolse l’opera. Il periodo della maturità creativa di Brahms si differenzia proprio per questa capacità di sviluppare con il massimo rigore un materiale di base scarno ed essenziale. La formazione del trio con pianoforte viene affrontata con una mentalità agli antipodi rispetto all’intento più leggero e d’intrattenimento che aveva caratterizzato tanta letteratura nel corso del Settecento e primo Ottocento.  L’iniziale Allegro energico si apre con un tema di impronta eroica, dalla ampia gestualità, mentre il secondo tema si affida al caldo melodiare dei due archi congiunti. Diversissimo il Presto non assai, un movimento sospeso in una ambientazione allusiva e spettrale. Il terzo movimento, Andante, rappresenta il cuore emotivo dell’intera partitura, un canto intimo, dall’afflato squisitamente romantico. Con il finale, Allegro molto, torniamo al clima drammatico del tempo iniziale, però con una maggiore leggerezza e soprattutto da una conduzione del discorso più libera e rapsodica.

Fondato nel 2024, il Trio Vasari è composto da Sara Pastine (violino), Natania Hoffman (violoncello) e Giulia Contaldo (pianoforte). Il primo CD, dedicato alla musica di Giorgio Federico Ghedini, verrà pubblicato nell’inverno 2026 da Dynamic Opera and Classical Music. Il Trio è la continuazione e l’ampliamento del già esistente Duo Pastine-Contaldo, che si è esibito in tutta Italia e a livello internazionale in festival come il Festival delle Nazioni di Città di Castello, il Festival dell’Emilia-Romagna, il Festival di Asolo e gli Amici della Musica di Padova. Il Duo ha completato un programma post-laurea in musica da camera presso l’Università di Musica e Arti Performative di Vienna. Tutti e tre i membri del Trio Vasari sono risultate vincitrici di concorsi a cattedra nel 2024, e sono attualmente docenti a tempo indeterminato presso i Conservatori di Perugia (Sara Pastine), Modena (Natania Hoffman) e Udine (Giulia Contaldo).

Sara Pastine si è diplomata con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore sotto la guida di Paola Besutti. Nel suo percorso di perfezionamento ha partecipato alle masterclass di: K. Blacher, R. Schmidt, A. Chumachenco, G. Schulz, N. Chastain. Ha studiato a Vienna con J. Meissl e P. Schuhmayer e a Berlino con il quartetto Artemis. Ha fatto parte dell’ orchestra EUYO, dell’ OSN RAI di Torino e dell’Orchestra da Camera di Verbier. È stata primo violino del Quartetto Leonardo dal 2019 al 2023 e dal 2016 suona in duo con la pianista Giulia Contaldo. Con queste formazioni Sara ha avuto modo di suonare per importanti stagioni in Italia e all’estero: “Barattelli” dell’Aquila, Verdi Festival al Teatro Regio di Parma, Ravenna Festival, Mendelssohn Remise di Berlino, ambasciate di Salonicco Berlino e Hannover. Ha collaborato con artisti quali B.Giuranna, A. Taverna, G. Punzi, S. Cappelletto, G.Bietti e F. Meloni. È stata ospite di trasmissioni radiofoniche andate in onda su RaiRadio3: “Radio3 Suite” di O. Bossini, “I Concerti della Cappella Paolina” del Quirinale di S. Catucci e “lezioni di musica” registrando dall’ Accademia Filarmonica Romana. Da marzo 2024 è docente di ruolo di violino al Conservatorio “F.Morlacchi” di Perugia. Suona un violino P.G.Rogeri del 1715.

Natania Hoffman, versatile violoncellista di levatura internazionale, si è esibita in oltre 20 paesi in 4 continenti. Come solista ha suonato con orchestre quali l’Orchestre Royal de Chambre de Wallonie, la Cincinnati Symphony Orchestra e la Terre Haute Symphony. Come camerista, ha suonato in festival tra cui la Folle Journée di Nantes, Prussia Cove e il Ravinia Steans Institute of Music. Con il Trio Agorà ha vinto il 1o premio al concorso Anton Rubinstein (Düsseldorf, 2018). La discografia del Trio include “Connecting Identities” (Odradek Records) e “Hotel Tango” (Accentus Music). In duo con la pianista Monika Dars ha inciso l’album “Resistance” (Etcetera Records). È stata ospite dei programmi “Puisque Vous Avez Du Talent” (Laurent Graulus, Musiq3, Belgio) e “Meine Musik” (Kamilla Kaiser, rbb Kultur, Germania) ed è membro della giuria del concorso “Luigi Nono” dal 2021. Ha partecipato a progetti interdisciplinari come “La Bohème” (Schauspiel Leipzig), “Physical Education” (Deutsche Oper) e “Unknown, I live with you” (The Airport Society). Ha conseguito l’Artist Diploma presso la Chapelle Musicale Reine Elisabeth sotto la guida di Gary Hoffman, suona un violoncello Arthur Frémont del 2022.

Giulia Contaldo ha recentemente debuttato con la BBC Philharmonic Orchestra, eseguendo il Concerto di Schumann op. 54 sotto la direzione di O. Wellber in sostituzione della pianista E. Virsaladze, riscuotendo il successo della critica (“A dashing account”, The Guardian). Ha suonato da solista con la BBC Philharmonic, Royal Liverpool Philharmonic, Manchester Camerata, Nottingham Philharmonic, Stockport Symphony, Orchestra dell’Arena di Verona etc. Si è distinta in concorsi nazionali ed internazionali tra cui il Concorso Nazionale J.S. Bach, Concorso Internazionale Maria Giubilei, Prémio Internacional de Piano Figueira da Foz, Concorso Internazionale Massarosa, James Mottram International Competition, Verona International Competition oltre alla Gold Medal Competition e al Concerto Competition del RNCM; Si esibisce nell’ambito di prestigiosi festival e istituzioni concertistiche quali Bridgewater Hall, Wigmore Hall, Steinway Hall, Musica Insieme (Bologna), Teatro Alighieri (Ravenna), Teatro Filarmonico (Verona), Teatro della Pergola (Firenze) etc. Terminati gli studi con lode e menzione al Conservatorio Cherubini di Firenze ha proseguito all’Accademia Pianistica di Imola con J. Ju, al RNCM di Manchester (Advanced Postgraduate Diploma con distinction e International Artist Diploma) e alla HEM de Genève con R. Castro.