Il 21 agosto alla Corte degli Agostiniani “La voce della Luna”

Mercoledì, alle ore 21.30, nell’ambito della rassegna “Cinema sotto le stelle”, sarà proiettato l’ultimo capolavoro di Federico Fellini

RIMINI – Mercoledì 21 agosto, alle ore 21.30 alla Corte degli Agostiniani, nell’ambito della rassegna “Cinema sotto le stelle” per la sezione “Revolutions 1989-2019”, sarà proiettato l’ultimo capolavoro di Federico Fellini “La voce della luna”, magistralmente interpretato da Paolo Villaggio e Roberto Benigni.

Nella “bassa padana”, il mite Ivo Salvini, la cui mente è sempre in bilico tra fantasie e realtà, crede di sentire delle voci, provenienti dai pozzi della campagna illuminata dalla luna, che lo esortano ad andare lontano per inseguire il suo ideale di donna che assomiglia alla luna tanto amata. Nel suo vagabondare ha diverse piccole avventure con strani personaggi, tutti in possesso di una certa dose di follia: l’eterea Aldina di cui è invaghito; lo strampalato oboista che vive in un loculo cimiteriale; il bislacco Nestore con l’attitudine a guardare il mondo dai tetti; lo stravagante e grottesco Gonnella, un prefetto in pensione che sempre crede di vedere congiure dappertutto e si affanna, di conseguenza, per debellarle. Salvini, divenuto amico di Gonnella, viene da questi nominato suo luogotenente: insieme irrompono in una immensa discoteca; poi assistono ad una grande festa organizzata per celebrare la cattura della luna ad opera di una mostruosa trebbiatrice. Durante la ripresa televisiva in diretta di questo avvenimento tutti risultano frastornati tra suoni, balli e grida, ad eccezione di Salvini e di Gonnella – l’uno perchè innamorato, l’altro perché angosciato – i soli capaci di comprendere e rispettare il fascino ed il mistero della notte, illuminata dagli astri e piena di silenzio. Dettato a Fellini dalla sua insofferenza nei confronti della società e del sistema di valori in cui ormai si riconosce la maggioranza, ma anche da una giovanile autoironia che ne compensa il moralismo, La voce della luna – liberamente ispirato a un romanzo di Ermanno Cavazzoni e sceneggiato dal regista con la collaborazione di Tullio Pinelli e dello stesso Cavazzoni – è un «racconto cinematografico» che tiene molto della chiacchierata buffa e malinconica, intenerita dalle lucciole e ricchissima di punti-luce. Infuriato e deluso dall’assordante Italia contemporanea, in cui legge un’irrimediabile paranoia planetaria, Fellini cerca conforto nel darne una rappresentazione grottesca, dove il Salvini e il Gonnella sono emblemi strazianti: l’uno d’un salvifico andar cercando la chiave del mondo pur sapendo che è introvabile, l’altro d’un rovinoso sentire il vero come una perenne minaccia nascosta. Per il Salvini (un lunatico creativo) la realtà è oltre la soglia buia, per il Gonnella (un lunatico catastrofico) è sotto una bieca coperta. Per l’umanità che li circonda, invece, il mondo sta bene così, la vita è ancora dolce, con quell’accozzaglia di edifici contraddittori, le selve di antenne televisive, i cartelloni pubblicitari che lanciano slogan cretini in lingue straniere, le contadine che dimenano i culoni, la sposa che s’avventa sul maritino, i soliti turisti giapponesi, i camion carichi di Madonne, e la consueta, irresistibile, galleria di caricature.

Un contenitore grandioso e colorito. Ricche di pregi le luci, la fotografia e le musiche: coloriti e sapidi i personaggi di contorno, sorprendente l’interpretazione di Roberto Benigni e di Paolo Villaggio.

LA VOCE DELLA LUNA

CORTE DEGLI AGOSTINIANI – Via Cairoli 42

mercoledì 21 agosto, ore 21.30

ingresso libero