
Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 aprono quattro spazi a Ferrara e ad Argenta, Codigoro, Comacchio e Stellata di Bondeno
FERRARA – Giornate FAI di Primavera 2026, in programma per sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 con l’apertura di palazzi e beni ad Argenta, Ferrara, Codigoro, Comacchio, Stellata. La nuova edizione della manifestazione del fai è stata presentata lunedì 16 marzo 2026 nella sala dell’Arengo della residenza municipale.
All’incontro con i giornalisti sono intervenuti l’assessore comunale alla Cultura Marco Gulinelli; la presidente Fai Emilia Romagna Carla Di Francesco; la capo delegazione Fai di Ferrara Barbara Pazi; la responsabile del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara Grazia Marie De Rubeis; l’assessore all’Istruzione del Comune di Codigoro Elia Mantovani.
“Il mio augurio è che queste giornate organizzate dal FAI possano avvicinare e sensibilizzare alla bellezza della storia, la cultura non è solo da ammirare ma qualcosa da vivere, conoscere e proteggere – ha affermato l’assessore comunale alla Cultura Marco Gulinelli nel corso dell’incontro -. È un appuntamento culturale che sosteniamo e abbiamo deciso di riproporre, perché è un modo virtuoso per scoprire e riscoprire il nostro patrimonio culturale, un’occasione per aprire luoghi straordinari che spesso non sono accessibili al pubblico, un invito a conoscere la storia dei nostri territori ma anche a sentirci parte di una comunità, che con grande impegno cerca di valorizzare e custodire la propria identità culturale. Visitare questi luoghi sarà un momento di stimolo e scoperta, per cui l’Amministrazione comunale non può che essere presente a quelli che sono veri e propri momenti di festa culturale”.
LA SCHEDA a cura delegazione Fai di Ferrara – Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le Giornate FAI di Primavera, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia, il più efficace strumento con cui il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti. Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 – anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.
Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti di valorizzazione sui 75 Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne, per sempre.
In occasione delle Giornate FAI di Primavera, saranno visitabili – a contributo libero – 780 luoghi in 400 città italiane, scelti con inesauribile curiosità e passione, e aperti grazie all’eccezionale cura organizzativa dei volontari del FAI, capaci di coinvolgere, ancor prima del pubblico che li visiterà, istituzioni, aziende e privati cittadini che li metteranno a disposizione, dando così il loro contributo a questa grande “festa collettiva”. Un patrimonio multiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente, fatto di tesori di storia, arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono.
Le Giornate FAI rappresentano un momento di crescita educativa e culturale e di condivisione, strumenti essenziali per affrontare un mondo libero.
Carla Di Francesco, presidente Regionale FAI Emilia Romagna, dichiara: “Le Giornate FAI di Primavera sono una formidabile occasione di incontro tra persone che amano conoscere e condividere storia, bellezza, tradizioni: i visitatori curiosi, gli apprendisti ciceroni appassionati, i volontari FAI che, pieni di entusiasmo, propongono ad ogni edizione luoghi speciali, per solito non accessibili o poco noti, da vedere in Emilia- Romagna. Grandi anniversari, palazzi e ville appena restaurati, tradizioni artigianali ed artistiche uniche e tipiche della Romagna, luoghi ed itinerari nei quali risuona lo spirito della storia, personaggi e famiglie, archeologia ed arte moderna, biblioteche storiche sono solo alcuni dei temi che rinnovano l’interesse delle Giornate in questa edizione, ed il legame tra il FAI ed i cittadini.
Un ringraziamento per la loro adesione alla missione del FAI va ad Enti ed Istituzioni pubbliche, ai privati proprietari che con grande disponibilità mettono a disposizione i luoghi, alle scuole ed ai loro Apprendisti Ciceroni, agli instancabili volontari; un grazie davvero sentito ai volontari dei quattro gruppi FAI ponte tra culture dell’Emilia Romagna: organizzano infatti visite in lingua inglese, polacca, georgiana, russa, araba, ucraina, che ci ricordano, soprattutto in questo momento così difficile per il mondo, come la cultura sia comprensione ed unione di popoli”.
Grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni, guidati dall’instancabile desiderio di proporre sempre nuovi luoghi, e a 17.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano, apriranno le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione e della ricerca, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi e persino un’idrovora e uno stadio di calcio, perché in Italia il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it). Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture proposte, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.
Le nostre aperture
Barbara Pazi, Capo Delegazione Fai di Ferrara, spiega: “La grande passione per la nostra città, per la sua storia, per l’architettura, per l’arte, per le tradizioni e il piacere di raccontarla alle tante persone che vengono nei luoghi da noi scelti per le Giornate Fai è ciò che ci spinge a fare sempre di più e sempre meglio, la soddisfazione di destare curiosità, interesse e di rendersi conto che se la visita è lunga e complessa per molti non lo è mai abbastanza è la prova che tocchiamo le giuste corte per promuovere la cultura.
In questa edizione delle Giornate di Primavera 2026, la delegazione di Ferrara propone otto aperture, in città e in provincia, con la ormai costante e preziosa collaborazione dei Comuni, dell’Università degli Studi di Ferrara, della Diocesi, della Associazioni e dei Privati, che ci prestano i Beni per farli conoscere o ri-conoscere e con l’aiuto dei giovani studenti provenienti dagli Istituti Superiori, in qualità di Apprendisti Ciceroni, che sono sempre di più, e condividono con grande senso di responsabilità, insieme ai loro docenti e dirigenti scolastici, la missione del Fai, ovvero quella di educare la collettività alla conoscenza per condividerne il valore e l’importanza della cura e della tutela. In questi anni sono stati tanti i Beni monumentali, paesaggistici e ambientali aperti dalla delegazione, chiese, palazzi, edifici di archeologia industriale, scuole, abbiamo proposto periodi storici diversi, personaggi, cantieri ed edifici restaurati riconsegnati alla collettività, sempre con entusiasmo crescente, perché crescente è l’interesse sia di chi ci apre le porte che di chi li viene a visitare.
In questi anni oltre alla passione ci ha stimolato la sfida, proporre qualcosa che è sotto gli occhi di tutti ma che viene utilizzato per altri scopi, parlare di novecento e piani urbanistici, aprire un portone privato e creare l’effetto sorpresa per la presenza di un magnifico esempio di architettura barocca e aprire il successivo e vedere proposto un linguaggio artistico completamente diverso, che non vuole più stupire con finte architetture e modellati appesi a balaustre, ma che parla di sociale, di lavoro, di diritti.
Un grazie speciale ai volontari della delegazione per il loro costante impegno e dedizione e a tutti coloro che si adoperano per rendere uniche e speciali le nostre giornate, ai Comuni di: Argenta, Bondeno, Codigoro, Comacchio, Ferrara e Stellata; alla Diocesi di Ferrara-Comacchio, alla Parrocchia di Pomposa, alla dirigente della Biblioteca Ariostea, all’Università degli Studi di Ferrara, ai dirigenti degli Istituti coinvolti: Ferrara, I.I.S. G.B. Aleotti, Liceo L. Ariosto, Liceo A. Roiti; Rita Levi Montalcini di Argenta-Portomaggiore; Cento, Bassi Burgatti e Liceo Classico G. Cevolani; Codigoro, Guido monaco di Pomposa; Comacchio_Lido degli Estensi, Remo Brindisi; Finale Emilia, Liceo Scientifico M. Morandi; ai docenti e agli Apprendisti Ciceroni; ai privati, Blow-Up Academy, Lockton|PLFerrara, Famiglia Spisani, Stellata di Bondeno, Casa d’Aste Minghini di Argenta.
Grazie di cuore a tutti quanti!!”
I luoghi
FERRARA, PALAZZO PARADISO – Palazzo Paradiso occupa quasi un intero isolato tra le odierne vie Scienze, Gioco del Pallone, Paradiso e Romiti. Coeva agli interventi urbanistici comprendenti il Castello Estense, il Palazzo Schifanoia e il Palazzo di Belfiore, questa dimora, sorta come pertinenza privata degli estensi, esercita nel tempo un ruolo di rappresentanza e controllo dei quartieri più popolati della città e con maggior concentrazione di attività commerciali. Il Palazzo, sorto nel 1391 per volere di Alberto V, fu dimora di corte e di rappresentanza, ospitò figure illustri come Baldassarre Cossa, durante il Concilio di Ferrara, papa Eugenio IV e l’imperatore bizantino Giovanni Paleologo. Dal 1567 l’edificio divenne sede dell’Università, nel tempo fu dotato di Teatro Anatomico, Orto Botanico, Museo, Accademia del disegno e “Libreria”. In seguito alla Devoluzione del Ducato Estense alla Santa Sede e il trasferimento della corte a Modena, Ferrara perse il suo patrimonio librario, ma la biblioteca pubblica nacque ugualmente nel 1747 legata all’università. Inaugurata ufficialmente nel 1753, deve il suo nome a Ludovico Ariosto le cui spoglie, con i manoscritti e preziose edizioni delle sue opere, sono qui custoditi dal 1801.
Le Visite saranno condotte dagli apprendisti ciceroni del Liceo L. Ariosto di Ferrara.
Orari visite: sabato dalle 14:30 alle 18:00, ultimo ingresso 17:15; domenica ore 10:00 – 13:00 e 14:30 18:00, ultimi ingressi 12:15 e 17:15. NB. Il sabato mattina le visite sono sospese per consentire le normali attività della Biblioteca.
Durata visita 45 minuti, ingressi ogni 15 minuti circa. I tempi potrebbero essere soggetti a piccole variazioni in merito all’affluenza di visitatori.
FERRARA, EX COMPLESSO MONASTICO DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE O DI MORTARA – Il complesso di Santa Maria delle Grazie fu commissionato dal Duca Ercole I d’Este e donato nel novembre 1501 alle Canonichesse lateranensi dell’Ordine di Sant’Agostino. Il monastero comprendeva chiesa, convento e due corti, una di servizio e la Corte dei Carri. Poche sono le informazioni sulla vita del complesso conventuale, sappiamo che nel 1574 il convento ospitava 103 monache e che erano stati elevati muri di confine per garantirne una ferrea clausura. Con l’arrivo delle truppe napoleoniche nel 1788 iniziò il progressivo declino del complesso conventuale. Le suore dapprima cacciate, ritornarono nel 1799, per essere di nuovo espulse dalla Repubblica Francese che vendette all’incanto il complesso edilizio a privati, solo nel 1836 fu ceduto al Comune di Ferrara. ll convento venne adibito a caserma, lazzareto e ricovero per i Bondenesi sfollati dopo l’alluvione del 1839, mentre la chiesa nel 1840 veniva concessa in uso alla Confraternita del riscatto e quindi consacrata. Nel 1971 l’Università acquistò l’intero complesso, nel 1980 cominciarono i lavori di recupero dell’ex convento mentre nel 1993 quelli della chiesa, oggi è sede della biblioteca e sale studio della facoltà di chimica-farmaceutica di UNIFE, al suo interno è stata allestita l’antica farmacia Navarra Bragliani.
Le Visite saranno condotte dagli apprendisti ciceroni del Liceo A. Roiti di Ferrara.
Orari visite: sabato e domenica dalle ore 10:00 – 13:00 e 14:30 18:00, ultimi ingressi 12:15 e 17:15.
Durata visita 45 minuti, ingressi ogni 15 minuti circa. I tempi potrebbero essere soggetti a piccole variazioni in merito all’affluenza di visitatori.
FERRARA, EX MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI FERRARA – La palazzina dell’ex Mercato Ortofrutticolo di Ferrara, (M.O.F.), fu realizzata nell’area a sud-ovest della città, entro le mura, a ridosso della Darsena, nel “nuovo quartiere Giardino” sorto nel “vuoto” lasciato dalla demolizione della Fortezza Pontificia nel 1859. L’impianto urbanistico del quartiere venne pensato a inizio ‘900 con l’Addizione Contini. Nell’area, fra il 1927 e il 1932, vennero costruiti lo stadio comunale, le scuole elementari, l’Acquedotto con la fontana monumentale dedicata al fiume Po, la caserma dei pompieri e i grandi viali. Il M.O.F. fu costruito tra il giugno del 1936 e il dicembre del 1937 con il fronte principale verso corso Isonzo, il grande viale alberato che ancor oggi collega via Darsena a viale Cavour; nella parte retrostante l’ampio spazio del mercato. Nel 1492 il complesso fu completato con la costruzione di un magazzino della “Calefo”. Il mercato si trasferì negli anni ottanta in altra sede e la palazzina fu adibita per un periodo a uffici dei vigili urbani sul lato verso la Darsena; il mercato fu demolito nel 1995, lasciando il posto ad un parcheggio. In questi ultimi anni la zona è stata oggetto di diversi progetti di recupero sia della palazzina, inaugurata nel 2018, che dell’area circostante, adibita a parcheggio con ampi spazi verdi e di sosta e con un diretto collegamento con il lungo fiume.
Le Visite saranno condotte dagli apprendisti ciceroni dell’I.I.S. G.B. Aleotti di Ferrara.
Orari visite: sabato e domenica dalle ore 10:00 – 13:00 e 14:30 18:00, ultimi ingressi 12:15 e 17:15.
Durata visita 30 minuti, partenze ogni 15 minuti circa. I tempi potrebbero essere soggetti a piccole variazioni in merito all’affluenza di visitatori.
FERRARA, PALAZZO TODESCHI – Palazzo Todeschi, situato in via Boccaleone 28-30 a Ferrara, è un edificio di grande interesse storico e artistico, caratterizzato da una stratificazione temporale che riflette l’evoluzione politica e sociale della città.
L’attuale palazzo è frutto dell’intervento dell’architetto Domenico Buggioni, incaricato dal Marchese Paolo Achille Todeschi di costruire una proprietà su preesistenze medievali (situate in un’area strategica tra via delle Volte e le chiese di San Paolo e San Michele). Il Palazzo risale alla fine del XVII o all’inizio del XVIII secolo. Originariamente fu la residenza della famiglia Todeschi da cui prende il nome. Nel 1920, Palazzo Todeschi divenne sede della Camera del Lavoro, trasformandosi nel cuore pulsante delle rivendicazioni sindacali del dopoguerra. Qui ebbe il suo ufficio Giacomo Matteotti, all’epoca segretario del sindacato.
Le Visite saranno condotte dagli apprendisti ciceroni dell’I.I.S. G.B. Aleotti di Ferrara. Orari visite: sabato e Orari visite: sabato e domenica dalle ore 10:00 – 13:00 e 14:30 18:00, ultimi ingressi 12:15 e 17:15.
Durata visita 30 minuti, partenze ogni 15 minuti circa. I tempi potrebbero essere soggetti a piccole variazioni in merito all’affluenza di visitatori.
CODIGORO:
CHIESA E CAMPANILE DELL’ABBAZIA DI POMPOSA, UN MILLENIO DALLA RICONSACRAZIONE DELLA CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO
La Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, fa parte dell’Abbazia di Pomposa che quest’anno celebra il millenario dalla sua ri-consacreazione – 1026-2026; situata nel comune di Codigoro in provincia di Ferrara, rappresenta uno dei complessi monastici più insigni e suggestivi dell’intero panorama medievale europeo. Considerata un vero scrigno d’arte e spiritualità, l’abbazia sorge lungo l’antica direttrice della via Romea, il cammino che storicamente collegava l’Europa centrale a Roma e Gerusalemme, in un territorio che, pur apparendo oggi come una distesa di pianura bonificata, possiede una genesi geografica profondamente diversa. In origine l’insediamento era posto nella cosiddetta Insula Pomposia, un’isola boscosa, completamente circondata dalle acque: a est dal Mare Adriatico e sugli altri lati da due rami del fiume Po (il Po di Volano e il Po di Goro). Le prime testimonianze della presenza monastica risalgono al VI-VII secolo, tuttavia, il periodo di massimo fulgore fu raggiunto nell’XI secolo sotto la guida del carismatico Abate San Guido degli Strambiati (970-1046). In questo periodo: La comunità contava oltre cento monaci. L’abbazia divenne un centro nevralgico per la preghiera e il lavoro (secondo la regola Ora et Labora). Venne consacrata solennemente nell’anno 1026.
Le visite saranno condotte dagli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto Istruzione Superiore Guido monaco di Pomposa, Codigoro.
Orari visite: sabato dalle ore 10:00 – 13:00 e 14:30 18:00; domenica dalle ore 13:00 alle ore 18:00; ultimi ingressi, mattina 12:15 e pomeriggio ore 17:15; in coda alla visita si potrà salire con piccoli gruppi sul campanile, la visita sarà in questo caso condotta dalle associazioni locali Il Mantello e Buonincontro e durerà 30 minuti.
NB. La domenica mattina le visite sono sospese per consentire le normali attività liturgiche, la prima visita partirà alle ore 13:00.
COMACCHIO:
PALAZZO BELLINI, IL RACCONTO DI UN PALAZZO E DI UNA FAMIGLIA
Palazzo Bellini si trova in una delle principali vie d’acqua del centro storico di Comacchio, piccola città lagunare sorta all’inizio del medioevo su una serie di isole collegate da ponti. L’abitato si affaccia sulle Valli, grandi distese d’acqua che costituiscono il cuore del Parco del Delta del Po dell’Emilia Romagna. Una ricchezza ambientale, intrecciata con la storia, riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità e Riserva della Biosfera. Ci troviamo nella Comacchio di metà Ottocento, quando Luigi Bellini da semplice garzone di valle diventa il concessionario di tutta la produzione ittica delle Valli. Nel 1865 venne realizzato il palazzo omonimo, attorno al quale Bellini sviluppa la fabbrica dei marinati, un complesso di ambienti per la lavorazione del pesce. Fabbrica e palazzo sorgono nello snodo principale di Comacchio, nei pressi del ponte Trepponti, la monumentale porta d’accesso alla città. Nel 1976 il complesso di edifici è stato acquistato dal Comune di Comacchio e dopo un importante restauro, terminato nel 1986, Palazzo Bellini è divenuto un centro culturale, ospita sale espositive, la Biblioteca Civica, l’Archivio Storico e la Sala Polivalente.
Le visite saranno condotte dagli Apprendisti Ciceroni degli Istituti di Istruzione Superiore Guido monaco di Pomposa e Remo Brindisi, Lido degli Estensi.
Orari visite: sabato e domenica dalle ore 10:00 – 13:00 e 14:30 18:00, ultimi ingressi 12:15 e 17:15.
Durata visita 45 minuti, partenze ogni 15 minuti circa. I tempi potrebbero essere soggetti a piccole variazioni in merito all’affluenza di visitatori.
STELLATA DI BONDENO:
VILLA PEPOLI SPISANI
La Villa Pepoli-Spisani si trova a Stellata, località situata nella provincia alto-ferrarese, sulla sponda destra del Fiume Po, nel punto dove si incontrano i confini di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, nel Comune di Bondeno. Stellata, già Goltarasa, è strettamente legata alle trasformazioni del Po, indiscusso protagonista delle sue origini, del suo sviluppo e della sua conformazione urbanistica. Data la sua posizione strategica fu fondamentale per la difesa militare estense, assieme a Ficarolo, posto sulla sponda opposta, fino al XVI sec..
Nel 1398 Niccolò III d’Este donò a Uguccione Contrari, un podere con casale a Stellata, per essersi distinto per il suo talento militare e averlo affiancato nel governo dello Stato Estense. I Contrari erano una potente famiglia già all’inizio XIII sec., molto vicina agli Estensi, detenevano privilegi e grandi ricchezze. Nel 1575 morto Ercole Contrari, la possessione di Stellata con villa, colombaia, magazzino del sale e terreni passò ai Pepoli per mezzo del matrimonio di Laura Contrari e del conte Girolamo di Licinio Pepoli, della nobile famiglia Bolognese. I Pepoli rimasero proprietari del feudo di Stellata fino al 1881. Seguirono i Gaddi che lasciarono in eredità la villa a Ines Pavanelli sposata ad Arturo Spisani. Oggi la villa è ancora di proprietà degli eredi Spisani.
Le visite saranno condotte: il sabato dagli Apprendisti Ciceroni dell’I.I.S. Bassi Burgatti di Cento; Liceo Classico G, Cevolani di Cento; Liceo Scientifico M. Morandi di Finale Emilia; la domenica dai volontari FAI del gruppo di Cento e Alto Ferrarese.
Orari visite: sabato e domenica dalle ore 10:00 – 13:00 e 14:30 18:00, ultimi ingressi 12:15 e 17:15.
Durata visita 45 minuti, partenze ogni 15 minuti circa. I tempi potrebbero essere soggetti a piccole variazioni in merito all’affluenza di visitatori.
ARGENTA:
VILLINO EX SEDE DEL CONSORZIO DELLE BONIFICHE ARGENTANE, OGGI CASA D’ASTE
La palazzina in oggetto, ex sede delle Bonifiche Argentane, è situata ad Argenta, cittadina che dista circa 35 km da Ferrara e da Ravenna, ed è ubicata in centro città, a pochi metri dal Municipio, in via Roiti N° 6. Fa parte di un gruppo di edifici in stile Liberty, non interessati dai pesanti bombardamenti del 12 aprile 1945. Con molta probabilità l’edificio è stato risparmiato, in quanto sede dell’ospedale militare.
La palazzina fu costruita verso la fine del 1920, su progetto dell’ing. Giovanni Fiorentini, con lo scopo di dare adeguata sede al Consorzio di Bonifica Argentano, che all’epoca era operativo nei territori di Argenta, San Biagio, Boccaleone, Bando. Filo e Longastrino, costituitosi nel 1868. Le destinazioni d’uso ed i passaggi di proprietà dell’edificio si alternarono in relazione alle vicende storiche ed ai cambiamenti politico-sociali del paese, durante la seconda guerra mondiale fu occupato dal comando tedesco, nell’immediato dopoguerra divenne sede municipale, poi della Bonifica Renana. Dalla seconda metà degli anni ’70 al 2004, la palazzina venne destinata a scuola professionale, successivamente fu acquistata da privati e da un anno è sede della casa d’Aste Minghini.
Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’I.I.S. Rita Levi Montalcini di Argenta-Portomaggiore.
Orari visite: sabato e domenica dalle ore 10:00 – 13:00 e 14:30 18:00, ultimi ingressi 12:15 e 17:15.
Durata visita 45 minuti, partenze ogni 15 minuti circa. I tempi potrebbero essere soggetti a piccole variazioni in merito all’affluenza di visitatori.
Dalle ore 18:00, sia del sabato che della domenica, prenotandosi direttamente al banchetto FAI, ci sarà un incontro con “l’autore“, stimoli, curiosità e sensazioni in una chiacchierata a più voci con i giovani ciceroni e il pubblico.
Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione e le attività della Fondazione con una donazione.









