Domenica 30 agosto il mondo della spiaggia ricorda Fabrizio Valente e Luigi Fasano, morti durante un soccorso ad Andora. Battistoni: “La sicurezza comincia molto prima dell’emergenza”
CESENATICO (FC) – Un remo verso il cielo, il silenzio del mare e un minuto per ricordare chi, nel tentativo di salvare una vita, ha sacrificato la propria. Domenica 30 agosto torna la Giornata del Balneare, promossa dal Sib, e quest’anno l’appuntamento va oltre la difesa delle imprese di spiaggia.
Alle 10.30 gli assistenti bagnanti di numerose località usciranno in mare con i pattini di salvataggio e alzeranno il remo. Il pensiero sarà rivolto a Fabrizio Valente, morto ad Andora dopo avere salvato una donna ed essere tornato fra le onde per soccorrerne il marito, Luigi Fasano, deceduto con lui.
Anche a Cesenatico, città che vive in simbiosi con i suoi sette chilometri di arenile, quel gesto parla una lingua conosciuta. Dietro ogni torretta non c’è soltanto un servizio per i turisti, ma una responsabilità quotidiana fatta di preparazione, attenzione e decisioni da prendere in pochi secondi.
«La sicurezza non comincia quando qualcuno alza un braccio fra le onde – sottolinea Simone Battistoni, presidente della Cooperativa stabilimenti balneari di Cesenatico –. Comincia molto prima: nel saper leggere il mare, prevenire un rischio e restare vigili quando tutto sembra tranquillo. Fabrizio ci ricorda che dietro una divisa ci sono competenza, coraggio e una disponibilità verso gli altri mai scontata».
La Giornata richiamerà anche l’attenzione sul futuro di aziende in gran parte familiari, strette fra incertezza sulle concessioni, pressione fiscale e burocrazia. Ma domenica, prima delle rivendicazioni, verrà il raccoglimento. Per un minuto il remo non spingerà il pattino: sarà un segno di gratitudine affidato al cielo e al mare.








