“Everyday Design” oggi la presentazione a Faenza

Sabato 28 settembre Giampaolo Proni, semiotico dell’Università di Bologna presenta il libro di Roberto Ossani che racconta le storie e le idee dietro al design degli oggetti quotidiani

FAENZA (RA) – Sabato 28 settembre Giampaolo Proni, semiotico dell’Università di Bologna presenta alla bottega Bertaccini di Faenza il libro di Roberto Ossani “Everyday Design”. Si tratta del primo libro edito dalla rivista Gagarin Orbite Culturali e raccoglie le 57 rubriche pubblicate fino ad oggi su Gagarin fin dal novembre del 2010 quando si decise di dedicare una rubrica ai designer nascosti, e alle storie – spesso avventurose e divertenti – che si celano dietro gli umili oggetti della nostra vita quotidiana.

“Il design è dappertutto. Forse non ci avete mai pensato, ma dietro a ogni oggetto, dietro a ogni strumento, dietro a ogni prodotto o pagina stampata che avete toccato nella vostra vita, c’è il lavoro di un designer. – spiega Roberto Ossani – Per lo più non era famoso, forse non lo sapeva neanche lui, di essere un designer, o magari questa parola non era ancora stata inventata…Ma qualunque manufatto o prodotto industriale è stato ideato, pensato, progettato e disegnato da qualcuno che di fatto era un designer.”

Questo libro va alla ricerca dei designer nascosti, e delle storie – inaspettate, spesso avventurose, divertenti o anche poetiche – che si celano dietro agli umili oggetti della nostra vita quotidiana.

La matita, per esempio. Un oggetto concepito quando in Inghilterra si scoprì una miniera di grafite pura. Correva il XVI secolo e sarebbero dovuti trascorrere ben 300 anni prima che ci venisse in mente la professione del designer… Ne servirono tuttavia solo 200 perché qualcuno pensasse all’ideale complemento della matita, il temperino.

E che dire dei Post-it? Frutto di un fallimento industriale nella ricerca dei collanti, è divenuto il prodotto più conosciuto della multinazionale 3M. Il suo colore giallo? È un’altra casualità dovuta agli sfridi di carta utilizzati dall’ideatore, nel tentativo di trovare un’applicazione utile per una colla tanto debole.

Moka sarebbe pure una città araba, ma forse anche là è in ogni cucina la creazione di Bialetti, un giovane industriale tanto convinto della propria caffettiera da fingersi amico di Aristotele Onassis – casualmente adocchiato a Monaco – pur di riuscire a convincere degli scettici compratori francesi. E ancora puntina da disegno, pluriball, mouse, mattoncini Lego, spilla da balia, forbici, cerotto, portauova e chi più ne ha più ne metta. Tante storie, aneddoti, curiosità tutte da leggere, per concludere che gli invisibili oggetti della nostra vita quotidiana sono in realtà meravigliosi, umili capolavori di intelligenza e creatività.

Sabato 28 settembre 2019, ore 17.30 alla Bottega Bertaccini – Libri e Arte
Corso Garibaldi, 4 – Faenza. Ingresso libero. Per informazioni: 339 1228409

ROBERTO OSSANI

Faentino, nato nel 1960, si occupa da sempre di comunicazione visiva e di design, per studio, per lavoro, per passione.
Da molti anni insegna Design della Comunicazione all’ISIA di Faenza, istituto che ha anche diretto dal 2010 al 2016.
Adora giocare a ping pong.

Collabora con Gagarin fin dalla sua fondazione, con una rubrica dedicata al design. In occasione del decimo anniversario del magazine, la raccolta di articoli è stata pubblicata nel libro “Everyday design”.

GIAMPAOLO PRONI

Nato a Faenza, nel 1955, residente a Rimini.

Giampaolo Proni insegna Semiotica all’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita. Insegna in corsi di laurea in moda (ZoneModa) nel Campus di Rimini.

Dal 2016 insegna anche Semiotica del design all’ISIA di Faenza.
Il suo primo interesse di ricerca è la semiotica e la filosofia di C. S. Peirce.

Altri interessi di ricerca riguardano la semiotica applicata, in particolare l’analisi qualitativa degli spazi urbani, il comportamento di consumo e lo shopping di moda. La sua principale attività di ricerca, a partire dal 2009, si è concentrata sulla semiotica del design e del progetto, nel tentativo di unificare l’approccio funzionalista e il simbolismo alla luce del pragmaticismo.