Emergenza Coronavirus, il Comune ordina mascherine a ‘chilometro 0’

26

municipio-ferraraIl sindaco Fabbri: “Grande lavoro di squadra per tutelare la salute ed economia del territorio”

FERRARA – Il Comune di Ferrara, con un orientamento di Giunta, ha dato il via libera all’ordinativo di 20.000 mascherine prodotte da un’azienda di abbigliamento locale che ha avviato la riconversione per la produzione di protezioni facciali.

L’azienda è Luana Confezioni, che lavora nell’ambito della moda dal 1990 a Migliaro (Fiscaglia). Intorno all’impresa, che ha investito nell’acquisto di tessuti e nell’approfondimento delle procedure per la creazione di un prodotto di qualità, hanno fatto rete il Comune di Ferrara, il Comune di Fiscaglia e la Cooperativa Cidas, con l’obiettivo comune e condiviso, di dare il via, sul territorio ad una produzione di mascherine con differenti livelli di protezione, di qualità tracciabile e a chilometro zero.

Già da alcune settimane Cidas sta seguendo l’iter di certificazione per le mascherine di Luana Confezioni, mentre il Comune di Ferrara e quello di Fiscaglia si sono attivati per supportare l’impresa nell’affrontare le incombenze burocratiche che la riconversione richiede, fino all’ordine di un primo lotto di prodotto che rende di fatto possibile l’avvio della produzione.

“Abbiamo deciso di puntare sul territorio per dare una risposta ad una delle esigenze primarie del momento: la produzione di mascherine di qualità tracciabile e a chilometro zero. Si tratta solo di un primo passo che speriamo incentivi anche altri imprenditori a seguire le orme di questa azienda. Ferrara può rispondere in modo positivo all’emergenza sanitaria che stiamo affrontando con azioni positive che mirano a tutelare la salute dei cittadini e a sostenere contemporaneamente le imprese e la struttura economica del territorio. Se sapremo fare rete come è stato in questo caso, la nostra provincia può diventare un punto di riferimento importante anche a livello regionale”, spiega il sindaco Alan Fabbri.

“Fiscaglia ne acquisterà il quantitativo necessario – afferma il sindaco Fabio Tosi – per fare un secondo giro di consegne, oltre a quella già prevista a brevissimo con quelle chirurgiche che consegneremo per mano della Protezione Civile Volontaria nelle prossime ore. Questa é un ottima notizia oltre che una bella opportunità avere un punto produttivo a livello locale; é una testimonianza delle eccellenze produttive delle nostre aziende e la capacità inprenditoriale di riconvertirsi o adattarsi in fasi emergenziali”.

Il Comune di Ferrara, in attesa della certificazione per il prodotto destinato agli operatori sanitari, ha deciso di acquistare 20.000 mascherine da consegnare ai volontari delle associazioni (che già lavorano applicando le norme di sicurezza vigenti, ma che come forma ulteriore di prevenzione desiderano dotarsi di protezioni facciali) e ai dipendenti comunali che rientreranno nei prossimi giorni negli uffici anche in vista della riapertura al pubblico degli sportelli.

Anche la cooperativa Cidas si è attivata a supporto di una produzione locale di qualità che possa, in futuro, essere utile al reperimento dei dispositivi medici di cui necessitano gli operatori più esposti e a contatto con l’utenza più fragile. “La cooperativa ha iniziato un percorso di prototipazione di mascherine prodotte dal laboratorio Luana Confezioni, accreditandosi presso il Ministero della Sanità fin dal primo giorno possibile, il 20 marzo 2020, che sta tuttora proseguendo e che potrebbe dare a giorni i risultati attesi. Anche in questo caso l’obiettivo è condiviso: ” Cidas ritiene molto importante permettere alla nostra comunità di avere un produttore locale dedicato al territorio ferrarese”, ha ribadito la cooperativa.

A causa dell’emergenza sanitaria l’azienda Luana Confezioni ha fermato la produzione di abbigliamento e ha, da subito, intrapreso il cammino della conversione dell’azienda per la produzione di mascherine: “La nostra scelta è la conseguenza del fatto che siamo da sempre molto sensibili ai problemi sociali – spiega il titolare Mauro Massari – . Abbiamo attivato un percorso non facile che richiede investimenti e fiducia nel futuro ma siamo certi di poter fornire un buon servizio alla comunità garantendo qualità dei materiali e una lavorazione fatta in piena sicurezza. La conversione ci consente di realizzare un prodotto nuovo per la nostra azienda che potrebbe affiancare la nostra produzione anche quando sarà finita l’emergenza che, tutti ci auguriamo, sarà il prima possibile”.

Cosa dice la norma

– La norma introdotta dal D.L. 18/2020 prevede che fino al 31/07/2020 gli individui presenti sull’intero territorio nazionale sono autorizzati all’utilizzo di mascherine filtranti prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio. In particolare dalle circolari interpretative si evince che le mascherine filtranti possono essere utilizzate da tutti gli individui presenti sul territorio nazionale a cui è comunque richiesto di rispettare le disposizioni in tema di distanziamento sociale e le altre regole precauzionali introdotte in ragione dell’emergenza Covid-19 per la loro destinazione non si configurano né come Dispositivi medici né come DPI.

Sempre secondo la stessa norma i produttori di mascherine filtranti garantiscono che le stesse non arrechino danni o determinino rischi aggiuntivi per gli utilizzatori secondo la destinazione d’uso prevista dai produttori, mentre tali mascherine non possono essere utilizzate durante il servizio dagli operatori sanitari né dagli altri lavoratori per i quali è prescritto l’uso di specifici dispositivi di sicurezza. Da parte loro, sempre secondo la stessa normativa, i produttori devono garantire, a loro tutela, la rispondenza a caratteristiche previste in protocolli e indicazioni tecniche di norme UN EN particolari al fine di garantire che le mascherine siano prodotti compatibili con tali caratteristiche. L’impresa individuata ha corredato il preventivo di una serie di dati, elementi e riferimenti adeguati.

La storia di Luana Confezioni

Luana Confezioni nasce a Migliaro (Fiscaglia) nel 1990 da un’idea di della signora Luana, sarta esperta e già nota in paese, che insieme al marito, Mauro, mette in piedi un’azienda artigianale e a produrre abbigliamento per diverse griffe e marchi dell’epoca. In qualche anno la piccola impresa arriva ad occupare 15 dipendenti e trova la sua sede in un capannone nella zona artigianale Capsi a Migliarino. Ma sono anche gli anni della grande crisi dei laboratori di confezione, messi in difficoltà dalla concorrenza spesso sleale dei laboratori cinesi che sul territorio diventano numerosi.

“Ci siamo trovati di fronte ad una scelta o si chiudeva come hanno fatto la maggior parte dei laboratori italiani o si tentava una riqualificazione del ciclo produttivo, abbiamo fatto questa ultima, e abbiamo investito nell’attività – racconta il signor Mauro -. Abbiamo scelto di fare un prodotto di qualità a ciclo completo dal taglio, fino al prodotto finito, pronto da spedire ai clienti e lavorato con grande professionalità. Questo insieme ad importanti investimenti in tecnologia, ci ha permesso di sopravvivere e insieme ad altri quattro artigiani, abbiamo costruito la zona artigianale di Migliaro, dove siamo tutt’ora, mantenendo intatto il nostro capitale umano, quello dei dipendenti che è con noi ormai da anni”.