Delegazione del Circolo cuochi di Romagna ha incontrato il sindaco Fabbri

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Sindaco Fabbri e Circolo cuochi di Romagna

FERRARA – Il Circolo cuochi di Romagna si farà portavoce delle eccellenze enogastronomiche del territorio ferrarese in tutta l’area romagnola. È quanto emerso ieri dal sodalizio, composto da 140 cuochi romagnoli, venuto in città per incontrare il primo cittadino Alan Fabbri. Presenti oggi, una trentina di delegati operanti nei territori di Cesena, Cesenatico, Forlì e Forlimpopoli.

“Un ringraziamento va al sindaco e a questa città, cui siamo tanto legati e che tanto ha aiutato i territori romagnoli colpiti dall’alluvione, grazie al pronto intervento della Protezione Civile ferrarese e anche di vari cuochi che da Ferrara sono venuti in Romagna per aiutare la popolazione e portare il loro contributo”, ha detto Sergio Ferrarini, presidente circolo cuochi di Romagna e vice presidente APCI (Associazione professionale cuochi italiani) per l’area del Nord Italia. Ferrarese d’origine, insieme al presidente APCI Nicola Ferrari ha portato oggi in città una parte degli iscritti, tra cuochi, insegnanti di scuole alberghiere, e chef stagionali che da aprile a settembre operano negli alberghi della Romagna. L’obiettivo del circolo è la tutela e la valorizzazione dei prodotti tipici del territorio emiliano-romagnolo.

“Ringrazio il Circolo cuochi di Romagna per far conoscere la nostra tradizione enogastronomica e renderla parte dell’offerta nei ristoranti e negli alberghi presenti in tutta Romagna in cui quotidianamente il sodalizio opera. Si tratta di una bella collaborazione nel segno delle eccellenze del nostro territorio”, dice il sindaco Alan Fabbri.

Nella mattinata il gruppo ha visitato la città, scoprendone i tesori accompagnati da una guida. La giornata a Ferrara si è conclusa con una degustazione di vini e salumi caratteristici del territorio come la zia ferrarese, la salama da sugo e da taglio, il salame gentile, il pasticcio di maccheroni alla ferrarese, i cappellacci di zucca, e per dolci il pampapato e la torta di tagliolini.

“Si tratta di una bella occasione per far conoscere la qualità dei salumi ferraresi, spesso ancora poco noti e utilizzati nelle cucine della Romagna”, conclude Ferrarini.