Dal 16 al 24 settembre all’Università di Parma la mostra “Segni”

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Nel Palazzo Centrale l’esposizione progettata da un gruppo di studenti dell’Ateneo. Curatore scientifico il docente Davide Astori

PARMA – Si terrà dal 16 al 24 settembre nell’Atrio delle Colonne del Palazzo Centrale dell’Università di Parma la mostra “Segni”. L’esposizione è progettata da un gruppo di studenti dell’Ateneo organizzatisi – a seguito della frequenza del corso di Linguistica generale (Laurea magistrale a.a. 2018/19) – nel gruppo “Segni”, i quali hanno deciso di promuovere, ampliandolo, il percorso esperienziale “Segni, un percorso nel mo(n)do del sé”, presentato dal 5 al 7 luglio 2019 all’interno del “Coscienza Festival” di Berceto.

L’inaugurazione della mostra è prevista per le 16.30 di giovedì 16 settembre e avverrà alla presenza di Sara Rainieri, Pro Rettrice alla Didattica e Servizi agli studenti, di Davide Astori, docente di Linguistica generale dell’Ateneo e curatore scientifico della mostra, e di Francesca Chiusaroli, docente di Linguistica all’Università di Macerata.

La mostra prevede due conferenze volte a valorizzare da un lato gli aspetti più interlinguistici del percorso, dall’altro quelli più classico-filologici, tenute rispettivamente da Francesca Chiusaroli traduttrice del Pinocchio di Collodi in “emojitaliano” che interverrà giovedì 16 settembre alle 15in Aula Cavalieri e da Mario Negri, fra i maggiori esperti europei di scritture egee, protagonista mercoledì 22 settembre alle 16.30 in Aula Magna.

Il percorso dell’esposizione è composto di due parti: una prima che riprende i materiali della mostra ospitata a Berceto all’interno del “Coscienza Festival”; la seconda espone i Pannelli sulla nascita e la storia delle scritture realizzati dal CIRAAS e forniti dall’Università IULM di Milano.

L’intento è quello di attraversare un doppio percorso in parallelo, in cui le radici antiche dello scrivere si reincontrino nell’approccio più moderno e intersemiotico già pensato per l’evento di Berceto.

Ai due lati della struttura centrale si esibiscono, a sinistra, le tre fotografie vincitrici (di Gianni Gamberini, premiato dal pubblico della rete, e i due ex aequo Chiara Gianello alias e Singh Manjinder, scelti dalla Giuria) del concorso fotografico, anch’esso curato dal Team “Segni” (con la collaborazione di Athenaeum Edizioni Universitarie), e a destra l’anello “tolkieniano” di Sauron, realizzato dallo Studio Sossai e da Ivan Cavini, illustratore, direttore artistico della biennale di illustrazione FantastikA, nonché creative director del Greisinger Museum tolkieniano, che ha reso disponibile l’opera per l’occasione.

Quattro roll-up arricchiscono il percorso:

Il primo – DIVERSAMENTE – raccoglie alcune testimonianze di scritture antiche (sullo sfondo delle iscrizioni di Lascaux poggiano, simbolicamente, il disco di Festo, alcune ossa oracolari cinesi incise e il ‘Fegato di Piacenza”)
Il secondo – PASIGRAFIE – è un invito a riflettere sul tema delle scritture universali (dal codice binario di Matrix, che si offre come sfondo, alla lingua della Natura, dalla celebre formula di Einstein scritta sul suo viso, al disco del Voyager inviato a una possibile intelligenza extraterrestre)
Il terzo – RESTRICTED AREA – richiama l’attenzione sulla creatività linguistica nel campo delle scritture (proponendo la famosa porta di Durin, ma ancora la lettera di Zodiac, il serial killer californiano di fine anni Sessanta, e un’immagine tratta dal film Arrival)
Il quarto – ESTETICA – testimonia come la grafia possa farsi piena forma d’arte.

Nelle bacheche si presentano oggetti legati al mondo dello scrivere e del comunicare, fra cui un sator (con la sua valenza simbolica), un quipu (a ricordare la ricchezza e la varietà dei diversi modi dello scrivere), le riproduzioni di un papiro egizio e di una tavoletta cerata, ma ancora la strumentazione per il braille (a sottolineare l’importanza dell’inclusione) e due traduzioni del Pinocchio collodiano, una nel latino del fidentino Enrico Maffacini, l’altra nell’emojitaliano di Francesca Chiusaroli.

Dalla balaustra del balconcino sovrastante la porta che dà sul giardino interno, la celebre frase verdiana dal Falstaff, “Tutto nel mondo è burla”, che da un lato richiama all’universalità della musica, dall’altro ammicca allo spirito con cui, con la passione dell’apprendista stregone, il gruppo si è fatto motivare all’esperienza che ha portato a questa realizzazione.

La mostra sarà aperta ogni giorno dalle 8 alle 18 (è necessario il Green pass). Resterà chiusa il sabato e la domenica. Per info: 0521-032951

Curatore scientifico: Davide Astori

Team ‘Segni’:

Concetta Biscotti
Marco Boschi
Giulia Campailla
Barbara Carletti
Giulia di Medio
Giovanni Di Stefano
Marta Genduso
Giulia Monica
Andrea Sello

Giuria concorso fotografico:

Giuseppe Bigliardi
Marco Boschi
Cristina Casero
Claudia Majavacchi
Daniele Romano
Alberto Salarelli
Massimo Soncini