“Pedrazzi- ricorda Bonaccini- era un amante della Politica, quella vera; lui, che nel 1956 entrò in Consiglio comunale come minoranza ‘dossettiana’, e che subito si impegnò, partendo dall’innovativo lavoro programmatico del ‘Libro Bianco’, in un dialogo, leale e costruttivo, con la maggioranza guidata dal sindaco Dozza.
Oggi– conclude il presidente– ci sentiamo tutti più orfani: la perdita è grande, è nostro dovere, per quanto difficile, raccogliere la sua eredità”.
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