Consiglio metropolitano, dichiarazioni di inizio seduta del Gruppo Bologna metropolitana Centro Sinistra su Referendum 22-23 marzo

BOLOGNA – Di seguito il testo degli interventi di inizio seduta del Gruppo Bologna metropolitana Centro Sinistra, resa in apertura della seduta odierna del Consiglio metropolitano, dalle consigliere Simona Larghetti e Gessica Barbieri sul Referendum che si è tenuto il 22 e 23 marzo e sull’80° anniversario del suffragio universale in territorio metropolitano.
Simona Larghetti: Il voto di domenica e lunedì ci restituisce, prima di tutto, un’immagine preziosa della nostra comunità: quella di una città metropolitana che sceglie di partecipare attivamente al dibattito sulle regole comuni.
I dati definitivi delineano una scelta chiara da parte delle cittadine e dei cittadini, che hanno espresso la propria opinione su temi delicati della giustizia e della Costituzione con grande consapevolezza.
La città metropolitana di Bologna ha risposto con una partecipazione significativa (70,26%), confermando ancora una volta la sua cultura democratica e la consapevolezza del percorso di scrittura della Costituzione, esito della liberazione resistente dalla violenza delle forze nazifasciste.
Al di là dell’esito numerico, ciò che resta è il valore del confronto civile che ha animato queste settimane. Il nostro compito, come rappresentanti delle istituzioni, ora, è ascoltare questo segnale e lavorare affinché l’efficienza della giustizia rimanga una priorità condivisa, nel rispetto dei principi costituzionali.
Come Città metropolitana lavoriamo con il Tribunale di Bologna su diversi fronti al fine di assicurare anche l’implementazione di alcuni servizi, basti pensare al Protocollo per la prevenzione dello sfruttamento lavorativo.
Un ringraziamento a chi ha gestito le operazioni di voto, alle e ai dipendenti di tutti i Comuni metropolitani che hanno garantito il diritto di voto.
Indipendentemente dalle posizioni distanti che anche in questo Consiglio abbiamo, la vittoria più bella è vedere cittadini e cittadine riappropriarsi degli spazi democratici.
Gessica Barbieri: Nel mese di marzo del 1946 il nostro territorio metropolitano fu impegnato nelle prime elezioni amministrative in cui le donne poterono non solo votare, ma anche essere votate.
La norma che permise alle donne di essere elette venne emanata solo il 10 marzo, eppure questo breve lasso temporale non impedì in alcun modo la presenza delle donne nei Consigli comunali nella primavera del 1946. Dei 50 comuni che andarono al voto, in 37 furono elette 67 donne, dove 1 sola, dove addirittura 6 come nell’allora Comune di Crespellano.
Non leggeremo tutti i loro nomi, ma ci importa ricordare che erano braccianti, contadine, commercianti, insegnanti, pensionate, casalinghe, possidenti, commesse, calzolaie e ostetriche. Quelle elezioni e quel primo voto delle nostre terre ci chiedono ancora oggi di non smettere di lavorare con tenacia per garantire politiche che tutelino il ruolo attivo delle donne nella politica, conciliando carico di lavoro e di famiglia.