Consiglio comunale, l’intervento d’inizio seduta della consigliera Roberta Li Calzi

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BOLOGNA – Di seguito, l’intervento d’inizio seduta della consigliera Roberta Li Calzi (Partito Democratico).

“La pallavolo bolognese torna in serie A dopo più di 10 anni
Prima di tutto mi scuso per la voce, ma è stato un fine settimana intenso e di festeggiamenti, sportivi e non solo!

La pallavolo bolognese torna in serie A, dopo aver battuto Belluno al golden set nella finalissima dei play-off sabato sera. Ripercorriamo le tappe di questo meraviglioso traguardo.

Nel giugno del 2019 nasce il progetto Pallavolo Bologna, nuova realtà che riunisce sotto un’unica bandiera ben 7 Società del territorio: Pallavolo Budrio, CrevaVolley, Pallavolo Imola, Pallavolo San Lazzaro, Savena Volley, Valsamoggia Volley, YZ Volley. E i quasi 6 mila tesserati e appassionati della community VolleyBol.

Si parte con la squadra maschile, che disputa la sua prima stagione 2019/2020 nel Campionato di Serie B, piazzandosi seconda in zona play-off quando a marzo scorso il campionato viene sospeso causa pandemia.

L’obiettivo è di arrivare anche a una squadra femminile di vertice e, intanto, già in questa stagione è iniziato il lavoro sul settore giovanile maschile.

Il Comune di Bologna, nelle persone della sottoscritta e dell’Assessore Matteo Lepore, fresco di una meritata vittoria alle primarie, ha creduto fin dall’inizio in questo progetto per lo sport e per la città: la presentazione della società è stata fatta in Cappella Farnese.

Per me è stato naturale metterci la faccia in prima persona, con impegno, passione, entusiasmo, perché una cosa che ho imparato nello sport è che per fare la differenza bisogna esserci. Quello che ho vissuto da atleta nella mia disciplina sportiva cerco di metterlo a disposizione delle altre, senza smettere mai di imparare e senza temere nuove sfide.
La serie A sotto rete mancava dal 2010, anno in cui la Zinella rinunciò all’iscrizione in A2.
La promozione della neonata Geetit Pallavolo Bologna è il frutto di un lavoro di squadra, dove a fare la differenza è stato il gruppo, in campo e fuori. I giocatori esperti che hanno tirato fino alla fine, i giovani che sono cresciuti partita dopo partita. Quelli che hanno giocato poco, ma sono sempre stati parte del gruppo. Due allenatori, Andrea Asta e Marco Generali, che hanno fatto il massimo.

Ci tengo a nominare i giocatori uno per uno, perché non sono così “famosi” da essere conosciuti: Marco Spiga (il capitano), Federico Poli, Filippo Govoni, Marcello Marcoionni, Pietro Soglia, Marco Spagnol, Angelo Maria Martini, Federigo Del Campo, Marco Sabbioni, Tommaso Trigari, Daniele Ghezzi, Matteo Brizzi, Filippo Castelli, Lorenzo Maretti.

E poi ci sono le donne di questa società, perché un conto è dire “spazio alle donne” e un conto è valorizzarle per davvero. Pallavolo Bologna è arrivata alla serie A anche grazie alla Presidente Elisabetta Velabri, alla team manager Veronica Brandi, alle giovani Glenda e Sofia, ad Antonella.

Grazie anche a Piero Pedretti, ruota essenziale dell’ingranaggio, e ad Andrea Cappelletti, che si è rialzato dopo una “batosta” come solo chi ama lo sport sa fare.

E a tutte le persone che hanno dedicato impegno e tempo in questi due anni, a partire dalle 7 società da cui tutto è nato con i loro presidenti, dirigenti, allenatrici e allenatori.

Una menzione speciale va ad Andrea Brogioni, la mente che ha dato il via a questo progetto e che si è speso per far tornare grande la pallavolo a Bologna: prima giocatore di serie A e nazionale, poi ha lavorato con i migliori allenatori al mondo. E ha deciso che, dopo aver vinto con la maglia della storica Zinella, fosse il momento di restituire qualcosa a questa città. Non è da tutti. Sabato era sugli spalti accanto a me a fare il tifo per i ragazzi: un dettaglio, direte voi, ma nello sport sono i dettagli a fare la differenza. E i campioni si vedono anche da questi gesti.

Questa sfida l’abbiamo vinta, insieme. Ora non dobbiamo disperdere quanto fatto. Ieri e oggi ci godiamo i festeggiamenti, da domani si lavora per il futuro, che è già alle porte.

Bologna è spesso un laboratorio innovativo e allora cominciamo a mettere sul tavolo nuove idee: una la lancio io, quella del cosiddetto azionariato popolare. Parliamone, ragioniamoci, discutiamo nel modo progressista, democratico e solidale tipico di questa città, mettendo in rete le competenze e le passioni. Per non disperdere i risultati raggiunti e per far sì che tutte e tutti, tifosi, atleti, appassionati, possano realizzare il loro sogno sportivo qui, nella nostra Bologna!”.