Con “Carmine svelato” si alza il sipario su secoli di storia piacentina

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PIACENZA – Platea gremita stamani, al Laboratorio Aperto di piazza Casali, per l’inaugurazione della mostra “Carmine svelato. Placentia antiqua, sacre spoglie”, che da oggi al 25 settembre sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18, con un ampio ventaglio di iniziative didattiche e di approfondimento a fare da corollario all’esposizione.

“Grazie all’uso sapiente della tecnologia – ha sottolineato il sindaco Patrizia Barbieri nell’occasione – potremo ripercorrere, con gli occhi degli archeologi, gli scavi che tra il 2015 e il 2019, durante il complesso lavoro di restauro che ha restituito questo storico edificio alla collettività, hanno portato alla luce reperti di straordinario valore, alcuni dei quali, come lo splendido mosaico della Domus, custoditi oggi nella Sezione romana del Museo Archeologico di Palazzo Farnese”.

Il passato più recondito e le origini della città si raccontano, dunque, attraverso le immagini multimediali e ad altissima definizione, in un’esperienza immersiva che restituisce il senso di un patrimonio culturale vivo, sempre più accessibile con immediatezza e coinvolgimento.

“Non a caso – rimarca l’assessore Jonathan Papamarenghi – tra i primi a sperimentare il connubio tra innovazione e recupero del passato, questa mattina, abbiamo accolto tre classi di altrettante scuole medie cittadine (Calvino, Faustini-Frank e Dante-Carducci), nonché un nutrito gruppo di appassionati cittadini che seguono sempre le iniziative dell’Ufficio attività socio-ricreative per la terza età. Perché la cultura, quando è veicolata con l’intento di promuovere le ricchezze del territorio e coinvolgere le persone, sa parlare a tutte le generazioni”.

A rimarcarlo anche Antonella Gigli, direttrice dei Musei Civici di Palazzo Farnese, evidenziando nel contempo la preziosa collaborazione e il sostegno della Regione Emilia Romagna, della Soprintendenza Architettura, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Parma e Piacenza (oggi rappresentata dal dottor Marco Podini, funzionario per l’Area Patrimonio Archeologico), per il supporto e la consulenza scientifica, nonché il coinvolgimento dell’associazione Arti e Pensieri accanto ad Ar.Tech, società realizzatrice della mostra. A illustrare i dettagli del progetto è intervenuto il responsabile Nicola Pagan, archeologo, che insieme a Giovanna Cremona ha curato la realizzazione e l’allestimento della mostra digitale, descirvendo le due “stanze” che permetteranno, al pubblico, di ritrovarsi virtualmente all’interno di uno scavo, tra le tombe in nuda terra e sul pavimento in mosaico della domus romana, nonché di accedere a focus di approfondimento sulla città romana e gli elementi di corredo delle tombe.

Non mancheranno proposte per catturare l’attenzione dei più piccoli, così come, grazie all’iniziativa “Al sabato Archeologia!”, visite guidate in parallelo per adulti e bambini, al via dal 19 marzo (su prenotazione al 349.3227586 o scrivendo a artiepensieri.carminesvelato@gmail.com): mentre i bambini andranno alla scoperta dei mosaici esposti a Palazzo Farnese e della mostra digitale, partecipando a un’attività creativa che li vedrà cimentarsi con un piccolo mosaico di loro produzione, per gli adulti è prevista la visita guidata alle sale dedicate al porto fluviale e alle domus della Sezione Romana dei Musei Civici, unitamente al percorso nella cornice del Carmine e a un apertivo in stile romano all’esterno della ex chiesa di piazza Casali.

Fondamentale, in questo progetto, la collaborazione e l’ospitalità del Laboratorio Aperto gestito dallo staff della Fondazione Brodolini.