Il Rettore ha presentato al Sindaco la necessità di rivedere l’impegno finanziario dell’Alma Mater alla luce del nuovo Piano strategico edilizio universitario, che comporta rilevanti investimenti sulla città di Bologna e nell’area metropolitana. Il Sindaco ha preso atto della scelta e ha convenuto con il Rettore di chiudere definitivamente la verifica di fattibilità per la realizzazione del campus universitario.
Il Comune, nel quadro di un saldo e ridefinito rapporto di collaborazione con l’Università, si riappropria dunque della libertà di manovra su un’area di rilevante valore strategico per l’intera città. La ex Staveco, di proprietà del Demanio, passerà al Comune di Bologna attraverso il meccanismo del federalismo demaniale per essere destinata a un nuovo progetto culturale di rilevanza pubblica, che ne valorizzerà le caratteristiche paesaggistico-ambientali. Questo significherà una ridefinizione degli indici di edificabilità che erano stati stabiliti all’interno del Piano operativo comunale (Poc). L’area in oggetto, che ricordiamo avere un’estensione pari a 95 mila metri quadrati, rappresenterà dunque l’occasione per ricucire la zona collinare con il centro storico andando a costituire uno dei polmoni verdi urbani di maggiore rilievo per la comunità bolognese e un luogo aperto alla fruizione dei cittadini. Il piano sarà oggetto di una proposta che il Sindaco e la Giunta presenteranno alla città.
Nei prossimi mesi verrà quindi sottoscritta un’intesa quadro con l’Università di Bologna volta a definire i progetti e le strategie di maggiore rilievo valorizzando una nuova opportunità di sviluppo urbanistico e, pertanto, di sostegno all’attrattività di Bologna, alla ricerca, agli interventi per la mobilità a favore di studenti e lavoratori dell’Ateneo.
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