
BOLOGNA – Teatro Arena del Sole
Via dell’Indipendenza 44, Bologna
19 e 20 novembre 2025
Sala Leo de Berardinis
mercoledì ore 19.00 | giovedì ore 20.30
Emanuele Aldrovandi
Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro
testo e regia Emanuele Aldrovandi
con Serena De Siena, Tomas Leardini, Luca Mammoli, Silvia Valsesia
aiuto regia Luca Mammoli
scene Francesco Fassone
costumi Costanza Maramotti
luci Antonio Merola
ambiente sonoro Riccardo Tesorini
movimenti Olimpia Fortuni
trucco Giorgia Blancato
realizzazione maschera Micol Russo e Cristina Ugo
collaborazione realizzazione scena Jessica Koba
collaborazione realizzazione costumi Nuvia Valestri
grafiche Anna Resmini
produzione Associazione Teatrale Autori Vivi, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale,
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
foto di Luca Del Pia
durata 90 minuti
Un’ironica ed emotiva immersione nelle contraddizioni del presente e nell’ambiguità delle aspirazioni personali nell’epoca dei social media e della post-verità: Emanuele Aldrovandi prosegue la collaborazione con ERT e presenta, il 19 e 20 novembre al Teatro Arena del Sole di Bologna, lo spettacolo Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro, che ha debuttato nella precedente stagione al Teatro delle Passioni di Modena.
Dopo L’Estinzione della razza umana, spettacolo che racconta in chiave tragicomica quello che abbiamo vissuto durante gli anni di pandemia, Emanuele Aldrovandi — autore di opere tradotte in 10 lingue e regista per il teatro e per il cinema, pubblicato da Einaudi Stile Libero con il suo primo romanzo Il nostro grande niente, Premio Hystrio 2023 alla drammaturgia e Nastro d’argento 2021 con il cortometraggio Bataclan — pone l’attenzione sulle conseguenze più intime e personali di quelle dinamiche sociali che ci spingono sempre di più verso la ricerca del consenso e dell’approvazione immediata.
Attraverso il suo stile tagliente il regista esplora quel rapporto talvolta estremo e distruttivo che abbiamo instaurato fra felicità e realizzazione personale. Al centro della storia, una madre e il suo piano per aiutare la figlia, di soli sei anni, a diventare un’artista di successo: per farlo è disposta a qualunque cosa. La riflessione su cosa sia la qualità artistica nell’epoca della post-verità diventa quindi l’occasione per chiedersi, insieme ai personaggi, fino a dove siamo disposti a spingerci, pur di evitare che le persone che amiamo debbano gestire fallimenti e frustrazioni che talvolta sembrano insormontabili.
«La scrittura è estremamente concreta e realistica, ma l’allestimento è onirico e surreale, — scrive l’autore e regista — perché quello che viene messo in scena è il ricordo di un uomo che continua a rivivere la giornata nella quale la vita di una bambina di sei anni è cambiata per sempre. La storia di una madre, Marta, della sua ossessione per la realizzazione della figlia Emma e del suo piano bislacco che coinvolge con l’inganno Chiara, una famosa attrice, e Carlo, cognato appassionato di scacchi, rivive attraverso lo sguardo di Ferdinando, talvolta distaccato, talvolta pieno di sensi di colpa: cosa avrebbe potuto fare di diverso? È possibile cambiare il corso degli eventi e incidere veramente sulla realtà e sul mondo?
«Se il testo affronta il rapporto fra la felicità e la realizzazione personale, la chiave registica con cui ho deciso di metterlo in scena pone l’accento sul vortice ossessivo di chi è condannato a pensare una cosa e poi, nell’attimo successivo, esattamente la cosa opposta. La realtà si deforma sotto lo sguardo di chi è convinto di non poterla mai conoscere, ma solo ipotizzare».
Emanuele Aldrovandi (Reggio Emilia, 1985) è autore e regista per il teatro e per il cinema. Laureato in Filosofia e diplomato all’Accademia Paolo Grassi di Milano, dal 2010 a oggi i suoi testi teatrali hanno vinto numerosi premi fra cui Tondelli, Hystrio e Pirandello, sono stati messi in scena nei principali teatri italiani e sono stati tradotti, pubblicati e rappresentati in inglese, tedesco, francese, spagnolo, polacco, sloveno, ceco, croato, rumeno, catalano e arabo. Le più recenti produzioni internazionali sono Isabel Green al Festival di Avignone 2023, Sorry if we didn’t die at Sea al Park Theater di Londra, sempre nel 2023, e Kamikaze al Dramma nazionale di Rijeka nel 2024.
Ha lavorato fra gli altri con Serena Sinigaglia (Isabel Green, La Peste di Camus, Le nostre anime di notte), Silvio Peroni (Il Mago di Oz, Molto rumore per nulla, La pace non è mai stata un’opzione), il Teatro dell’Elfo (Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Tamburi nella notte, Robert e Patti, Il seme della violenza) e la compagnia MaMiMò (Homicide House, Nessuna pietà per l’arbitro, La donna più grassa del mondo).
Nel 2020 ha fondato l’Associazione Teatrale Autori Vivi, con la quale sta portando in scena alcuni dei suoi testi, curandone la regia e seguendone sia gli aspetti produttivi che la distribuzione: Farfalle (ERT / Teatro Nazionale e Teatro dell’Elfo, 2021), L’estinzione della razza umana (Teatro Stabile Torino, 2022), Dieci modi per morire felici (I Teatri di Reggio Emilia, 2023), Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro (ERT/ Teatro Nazionale e Teatro Stabile Torino, 2024). Per il cinema ha scritto e diretto tre cortometraggi che sono stati presentati in numerosi festival nazionali e internazionali, ricevendo svariati riconoscimenti, fra cui il Nastro d’argento nel 2021 per Bataclan. Nel 2024 è uscito il suo primo romanzo, Il nostro grande niente, pubblicato da Einaudi Stile Libero. Insegna all’Accademia Paolo Grassi di Milano e alla Scuola Holden di Torino. Da ottobre 2025 dirige il Teatro del Fiume di Boretto (RE).
Teatro Arena del Sole, via Indipendenza 44
Prezzi dei biglietti: da 7 € a 30 € esclusa la prevendita
Biglietteria: dal martedì al sabato dalle ore 11.00 alle 14.00 e dalle 16.30 alle 19.00
Tel. 051 2910910 – biglietteria@arenadelsole.it | bologna.emiliaromagnateatro.com









