Cavozza corona il sogno di essere dakariano

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Alfredo Cavozza, in azione foto a cura di ASO

Il pilota di Bardi, in coppia con Furlotti, porta all’arrivo il Nissan Terrano, griffato Collecchio Corse, firmando la quarantasettesima posizione in categoria Classic

FELINO (PR) – Alfredo Cavozza c’è riuscito e la scorsa Domenica, completando l’ultima tappa che lo conduceva verso l’arrivo di Dammam, ha realizzato quel sogno che era rimasto chiuso per troppo tempo nel cassetto, andando a tagliare il traguardo dell’edizione 2023 della Dakar con le sue settantuno primavere alle proprie spalle.

Il pilota di Bardi, affiancato da Adriano Furlotti, si presentava al via, lo scorso Sabato 31 Dicembre, alla guida di un Nissan Terrano, tra le Classic, curato dalla comasca Tecnosport.

Dopo aver preso le misure nel prologo, chiuso in ottantaseiesima posizione, il portacolori di Collecchio Corse piazzava un buon diciassettesimo nella seconda prova, prima di un’autentica apocalisse che andava a colpire, nel terzo impegno cronometrato, l’intera carovana.

“Non siamo partiti ansiosi o spaventati” – racconta Cavozza – “ma, pur essendo la nostra prima volta alla Dakar, eravamo preparati. I test fatti in Marocco ci avevano dato buoni spunti. Sulla terza speciale una pioggia torrenziale, condita da molto fango, ha messo al tappeto i motori di tanti concorrenti mentre ci si addentrava nelle grandi pozze d’acqua createsi. Nonostante le difficoltà ne siamo usciti abbastanza bene ed eravamo soddisfatti del nostro ritmo in prova.”

La prima settimana di gara continuava a vivere sulla progressione di un Cavozza sempre più a proprio agio, autore del trentacinquesimo parziale sulla quarta, del ventunesimo sulla quinta, del trentaquattresimo sulla sesta, del quarantatreesimo sulla settima e del trentacinquesimo sull’ottava, andando verso la giornata di riposo di Riyadh con la quarantanovesima piazza.

Archiviata la sosta di Lunedì 9 Gennaio la sfida del parmense, in Arabia Saudita, si riaccendeva con il crono numero nove e poco meno di settecento chilometri da coprire ma era quello successivo, “Haradh – Shaybah”, a consentirgli di infilare il secondo miglior risultato assoluto.

Un ventinovesimo parziale che gli permetteva di recuperare terreno prezioso nei confronti della concorrenza, presentandosi al traguardo di Dammam in posizione numero quarantasette, pur penalizzato dal cedimento dell’idroguida e da un tubo di freni rotto nella terzultima frazione.

“Sveglie alle quattro del mattino” – aggiunge Cavozza – “assieme a condizioni meteo che ci hanno fatto vedere di tutto. È stata dura ma siamo arrivati sino al podio finale ed è sempre stato questo il nostro principale obiettivo. Una grande soddisfazione per noi, da condividere con tutti i partners che hanno reso possibile tutto questo. Grazie alla scuderia Collecchio Corse che ci ha sostenuto in tutto e per tutto. Grazie al team Tecnosport, determinante nella sostituzione del motore in tempi record. All’età di settantuno anni sono diventato dakariano come pilota.”